L'allarme di Moody's: con richieste Eba c'è il rischio di una stretta creditizia
a cura della Redazione
Il Sole 24 Ore
Martedì 20 dicembre 2011
C'è il rischio di una stretta creditizia dopo la decisione dell'Eba,
l'Authority bancaria europea, di fissare al 9% il coefficiente patrimoniale
di primo livello delle banche. Parola del senior vicepresidente di Credit Policy
Moody's, Alen Laurin, che, nel corso di un'audizione in commissione Finanze alla
Camera insieme al direttore generale di Moody's Italia, Alex Cataldo, mette in
guardia dai pericoli legati alla necessità degli istituti di credito di allinearsi
alle indicazioni formulate dall'Eba. «Le richieste dell'Eba possono portare le
banche a una riduzione della capacità operativa e a una stretta creditizia.
E' una possibilità».
Laurin: i rating bancari non torneranno ai livelli pre-crisi. Ad ogni modo,
avverte Laurin, «non ci aspettiamo che con Basilea 3 i rating delle banche torneranno
ai livelli di prima della crisi». Noi, prosegue il senior vicepresident Credit Policy
di Moody's, «vogliamo garantire che i nostri rating valutino i nuovi rischi che sono
inerenti al mantenimento di business vulnerabili. Quindi, coeteris paribus, noi daremo
i nostri rating più bassi alle banche che faranno maggiore affidamento su mercati di
finanziamento all'ingrosso a breve termine, garantiti e non garantiti. Una
partecipazione eccessiva ai mercati monetari a breve termine. Stati patrimoniali fluidi
e mutevoli, un alto leverage, una forte concentrazione di attivi da modelli operativi
monolinea, mancanza di trasparenza, soprattutto combinata con consistenze di attivi
complessi e opachi». Secondo Laurin, quindi, «i rating non torneranno ai livelli
pre-crisi a prescindere dalle iniziative regolamentari volte a migliorare la stabilità
e la resilienza del settore».
Moody's: Basilea 3 è un fatto positivo ma problemi strutturali restano irrisolti.
Per il dirigente di Moody's «Basilea 3 un fatto positivo, ma comunque ci sono dei
rischi transitori inevitabili e delle limitazioni intrinseche sulla capacità di migliorare
il merito di credito e quindi i rating del sistema bancario europeo. Un innalzamento
del capitale e della liquidità renderà le banche più sicure ma non renderà sicura
l'attività bancaria e nel breve periodo non verranno risolte le cause strutturali
dell'attuale turbativa del mercato dei finanziamenti, cioè la crisi del debito sovrano».
Cataldo: ben venga agenzia di rating europea, basta che si rispettino le regole.
Secondo Laurin, poi, «è difficile credere che, nonostante tutte le cose positive che
possono verificarsi, che le banche non continueranno a restare un'attività opaca». Noi,
aggiunge, «facciamo del nostro meglio giorno dopo giorno per valutare i rating stand
alone. Usiamo la nostra metodologia che cerca di garantire correttezza, il che non vuol
dire alla fine non ci sarà una situazione Lehman che ha un forte capitale di classe 1
e il giorno dopo dichiara insolvenza». Quanto alla possibilità di un'agenzia di rating
europea, su cui punterebbe Bruxelles, Moody's non chiude la porta. «Ben venga - chiarisce
Cataldo -. Basta che si rispettino le stesse regole, perché la buona competizione aiuta,
la cattiva danneggia».
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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