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  :: Rassegna stampa - Documento

Approda sulla Gazzetta della Ue la versione «leggera» dello Ias 39
di Laura Cavestri
Il Sole 24 Ore
Sabato 11 dicembre 2004

La nuova "veste" dello Ias 39 entra ufficialmente a far parte della piattaforma contabile internazionale pronta al decollo a partire dal 1° gennaio 2005.
Con la pubblicazione del regolamento Ce n. 2086/2004 sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 363/1 del 9 dicembre, si sancisce, in via definitiva, l'entrata in vigore dello standard che disciplina l'impiego del fair value nella valutazione degli strumenti finanziari delle imprese. Considerando i 20 giorni di vacatio legis dalla data di pubblicazione in Gazzetta, il contestato principio contabile entra, così, a far parte della nuova "grammatica" del bilancio appena in tempo per il debutto. Il sigillo della pubblicazione formalizza dunque lo Ias 39 approvato lo scorso 19 novembre dalla Commissione europea (si veda «Il Sole-24 Ore» del 20 novembre; ndr: leggi l'articolo dal titolo Ias 39 «leggero»: si parte dal 1° gennaio), nella versione che ha lasciato in sospeso (carved out) i due paragrafi più scottanti e che più avevano diviso gli Stati membri: l'adozione della contabilizzazione a fair value per alcune tipologie di passività e la copertura dei depositi a vista (hedging of core deposits).
Sotto i riflettori delle critiche, strumenti finanziari misurati al fair value i cui cambiamenti nel valore sono rilevanti per competenza al conto economico (through profit and loss). Cambiamenti "ostaggi" di eccessive oscillazioni e potenzialmente pericolosi per la loro possibilità di iscrivere in bilancio utili anche solo auspicati. La Commissione, dopo un aspro dibattito, ha deciso di non consentire che le passività finanziarie siano designabili e, quindi, misurabili come strumenti through profit and loss. Ma gli stralci al testo hanno riguardato anche la contabilizzazione delle operazioni di copertura. Precisamente, resta "sospesa" la copertura dei tassi di interesse dei depositi a vista (core deposit), in attesa di un ulteriore intervento dello Iasb per definirne una corretta valutazione. Materia cui si sono aggiunti, in linea con gli accordi di Basilea, norme meno stringenti per i test di efficacia delle coperture.
Sono sospensioni che la Commissione ritiene puramente temporanee. «L'obiettivo - si legge nel preambolo al documento - è di arrivare quanto prima, e possibilmente non più tardi che verso la fine del 2005, a una situazione in cui la Commissione possa adottare integralmente il principio Ias 39 modificato». La Commissione riesaminerà l'applicabilità dello Ias 39 non appena lo Iasb avrà modificato ulteriormente il testo dello standard «al più tardi entro il 31 dicembre 2005».
Intanto lo Iasb prosegue il suo lavoro di "incontro" tra le esigenze di trasparenza e gli appelli di banche europee, Bce e organismi istituzionali contro il rischio di volatilità artificiale nei bilanci. Lo scorso 7 dicembre, lo Iasb, guidato da sir David Tweedie, ha reso nota la sua bozza preliminare di un «nuovo approccio» sullo Ias 39 che si discuterà venerdì 17 dicembre, all'ultimo meeeting mensile per il 2004 (si veda «Il Sole-24 Ore» dell'8 dicembre; ndr: leggi l'articolo dal titolo Fair value a corto raggio). Pare profilarsi un sostanziale ridimensionamento del fair value per il calcolo di attività e passività. Non solo una diretta limitazione dell'uso, ma un "imbuto" alla fonte per restringere i requisiti di base per classificare uno strumento finanziario al fair value.
Una mediazione, quella per giungere a criteri condivisi, che sconta la contrarietà di molti Paesi, soprattutto di matrice anglosassone, come ha ribadito lo scorso 23 novembre Andrew Large, il governatore della Bank of England. Ma che soprattutto rischia di mettere in discussione l'ambizione ad un'estensione non solo europea ma mondiale dei principi contabili elaborati dallo Iasb e il difficile cammino di convergenza con i criteri americani Us Gaap.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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