Area unica dei pagamenti in euro (SEPA - Single Euro Payments Area)
di Morena Guidetti e Barbara Bernardini (API Fidi Parma)
Giugno 2008
1. Cos'è la SEPA
La Commissione UE sta portando avanti un progetto per migliorare la fruibilità dei servizi di pagamento attraverso
l'istituzione dell'Area Unica dei Pagamenti in Euro (SEPA - Single Euro Payments Area). Dopo aver introdotto l'euro
quale unità di conto per i mercati finanziari e creditizi dell'Unione Europea (1° gennaio 1999) e sostituito le
divise nazionali unificando politica monetaria e circolazione materiale dei mezzi di pagamento nell'area euro
(1° gennaio 2002), occorre ora standardizzare e rendere interoperanti i sistemi elettronici di transazione,
compensazione e regolamento monetario. Ciò anche al fine di consentire a cittadini, imprese e amministrazioni
pubbliche di pagare e incassare in euro con procedure e strumenti egualmente validi in tutti i paesi attraverso
conti intrattenuti presso qualunque banca o intermediario dell'area valutaria comune, allo stesso costo del servizio
di pagamento o di un incasso oggi definito 'domestico'.
L'area geografica interessata a tale processo include 31 paesi:
i 15 paesi che utilizzano l'euro: Finlandia, Irlanda, Paesi Bassi, Germania, Belgio, Lussemburgo,
Francia, Austria, Italia, Slovenia, Spagna, Portogallo, Grecia e da gennaio 2008 anche Cipro e Malta;
i 12 paesi che utilizzano una valuta diversa dall'euro sul territorio nazionale ma effettuano comunque
pagamenti in euro: Regno Unito, Svezia, Danimarca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca,
Slovacchia, Ungheria, Bulgaria, Romania;
altri 4 paesi: Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtestein.
2. I riferimenti normativi e regolamentari
La concreta attivazione dell'area unica di pagamento in euro passa attraverso la definizione di una normativa di
riferimento unica per tutti i paesi interessati e di una regolamentazione condivisa da tutti gli attori del sistema
(operatori finanziari, imprese, amministrazioni pubbliche) che definisca i dettagli operativi.
In merito al primo punto, si osserva che la Comunità Europea ha recentemente approvato la Direttiva sui Servizi di
Pagamento (PSD), che dovrà essere recepita da parte degli Stati membri entro il primo novembre 2009 e che
costituisce un quadro normativo unico in materia di pagamenti all'interno del mercato unico europeo. La direttiva
ha i seguenti obiettivi:
- favorire la creazione di un mercato unico europeo dei servizi di pagamento;
- garantire parità di condizioni per tutti i sistemi di pagamento, aumentando così la concorrenza tra gli
operatori, allo scopo di incrementare sicurezza efficacia e ottimizzazione dei costi per i consumatori.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, anziché tendere ad una progressiva unificazione dei singoli sistemi di
pagamento nazionali l'Eurosistema, organismo composto dalla Banca Centrale Europea e dalle Banche Centrali Nazionali
dei paesi che hanno adottato l'euro, ha preferito promuovere la creazione di nuovi strumenti di incasso e pagamento
basati su regole tecnico-operative uniformi e su standard internazionali, atti a sostituire quelli esistenti in
ciascun paese.
La definizione di questi nuovi strumenti e delle regole tecniche sottostanti è stata affidata ad un apposito
organismo denominato Consiglio Europeo dei Pagamenti (EPC), a cui partecipano i rappresentanti delle banche
commerciali europee. Per fare in modo che la SEPA sia efficace ed efficiente la Banca Centrale Europea ha richiesto
all'EPC di individuare soluzioni che garantiscano il trattamento completamente automatizzato delle operazioni a
livello dell'intera catena del pagamento (end to end Straight Through Processing) e livelli di efficienza non
inferiori a quelli già utilizzati dai migliori performer all'interno dell'area geografica considerata.
L'EPC, mantenendo una separazione tra schemi di pagamento (regole, prassi e standard) e infrastrutture che li
trattano, ha elaborato le regolamentazioni (rulebook) per due nuovi schemi di pagamento:
SEPA credit transfer;
SEPA direct debit,
e un quadro di riferimento per le carte:
pagamenti SEPA con carta.
Detti strumenti, definiti basici, contengono le caratteristiche standard di base che dovranno poi all'interno di
ogni paese essere integrati da una serie di servizi aggiuntivi che garantiscano almeno il mantenimento dei livelli
di efficienza dei servizi ad oggi offerti dal sistema bancario. Tali servizi aggiuntivi, denominati AOS (Additional
Optional Services, ossia servizi aggiuntivi opzionali), finalizzati alla creazione di procedure completamente
automatizzate, sono ad esempio:
- fatturazione elettronica;
- riconciliazione elettronica;
- servizi bancari online (Internet banking).
3. Strumenti di pagamento e incasso
SEPA Credit Transfer
E' lo strumento di pagamento che sostituisce l'attuale bonifico. Viene effettuato in euro tra i clienti i cui conti
sono situati all'interno dell'area unica.
SEPA Direct Debit
E' lo strumento di pagamento per disporre incassi in euro all'interno dell'area unica sulla base di un accordo
preliminare tra creditore e debitore, che consente di addebitare in modo automatico il conto del debitore (mandato).
Dal 28 gennaio 2008 il sistema bancario italiano dovrebbe essere in grado di offrire alla propria clientela tali
servizi. Riportiamo di seguito le tabelle di raccordo tra gli strumenti fino ad oggi utilizzati in Italia e il
progetto di migrazione alla SEPA:
Tabella 1: SEPA Credit Transfer - Prodotti bancari.
| Prodotti bancari |
Migrazione a SEPA |
Note |
| Bonifico ordinario |
Si |
Ha caratteristiche funzionali e di processo comparabili con lo schema di credit
transfer, verrà pertanto integrato nello schema dopo un periodo di dualismo tra lo strumento tradizionale e lo
schema SEPA |
| Bonifico di importo rilevante |
No |
Ha caratteristiche peculiari e per il momento non è prevista la sua migrazione
alla SEPA |
| Bonifico estero |
No |
Non è prevista la sua migrazione e continuerà ad essere utilizzato verso i paesi
non aderenti alla SEPA |
Tabella 2: SEPA Credit Transfer - Caratteristiche.
| Caratteristiche |
SEPA Credit Transfer |
Bonifico ordinario |
| Valuta antergata |
No |
Si |
| Valuta antergata |
No |
Si |
| Controllo delle generalità del beneficiario |
Non è chiaro se fino al 1 novembre 2009 sarà effettuato, né come;
successivamente dipenderà dalla legge di recepimento della DSP |
Si |
| Valuta fissa beneficiario |
No |
Si |
| Valuta dell'IBAN |
Si |
Si dal 2008 |
| Rischio di perdite in capo all'ordinante per errato accreditamento causato dal
mancato controllo di corrispondenza tra IBAN e titolare del conto |
Si |
No |
Rischio di perdite in capo al beneficiario per erronee trascrizioni dell'IBAN |
Si |
No |
Tabella 3: SEPA Direct Debit - Prodotti bancari.
| Prodotti bancari |
Migrazione a SEPA |
Note |
| RID |
Si |
E' lo strumento con caratteristiche funzionali maggiormente compatibili con lo
schema di direct debit, anche se lo schema SEPA ha regole di implementazione molto diverse rispetto ai servizi
di incasso italiani |
| RIBA |
No |
Prima di poter definire una logica di migrazione in ambito SEPA siamo in attesa
della documentazione ufficiale attualmente in fase di definizione da parte dell'European Payement Council (EPC)
che descriva il servizio di incasso SEPA in un'ottica di B2B |
| MAV |
No |
Non rientra tra i servizi di maggior interesse per il mercato delle imprese e ha
caratteristiche molto diverse da quelle dello schema di incasso SEPA, pertanto non è prevista la sua migrazione |
Tabella 4: SEPA Direct Debit - Caratteristiche.
| Caratteristiche |
SEPA Direct Debit |
RID |
| Mandato conferito dal debitore alla sua banca |
No (secondo le banche) Si (secondo la Banca d'Italia) |
Si |
| Termini per l'esercizio della facoltà di storno dell'addebito |
6 settimane (8 dopo il recepimento della DSP) |
5 giorni |
| Rischio di addebiti indesiderati |
Si |
No |
| Certezza di recuperare eventuali addebiti indesiderati (per frode o errore
dell'ordinante l'addebito) |
Non chiare le responsabilità di banche e creditore |
Si |
4. A che punto siamo
Al momento, esiste grande incertezza su una serie di punti importanti e significativi per le imprese, in
particolare sarà fondamentale, ad esempio, capire:
a) quali servizi saranno effettivamente resi disponibili da parte delle banche come combinazione dei due
strumenti base e degli AOS (Additional Optional Services);
b) quali saranno il pricing e/o i criteri di tariffazione di tali servizi "completi";
c) come il recepimento della direttiva sui servizi di pagamento impatterà sui servizi attuali;
d) se la RIBA (Ricevuta Bancaria) e alcune particolarità dei nostri bonifici domestici, segnatamente la
"valuta prefissata beneficiario", potranno continuare ad esistere tal quali;
e) se si intende portare all'interno della SEPA, come estensioni o varianti dei due schemi base o come nuovi
schemi, altri strumenti di pagamento, come la RIBA e, in tal caso, quando le banche italiane dismetteranno il
servizio RIBA attuale;
f) se e quando le banche italiane dismetteranno l'attuale servizio Allineamento Elettronico Archivi delle
deleghe RID;
5. Perché è importante che le imprese siano coinvolte
La migrazione alla SEPA non deve mettere a repentaglio le garanzie giuridiche e l'economicità già a disposizione delle
imprese con gli strumenti esistenti: sono in gioco investimenti e soluzioni che concorrono nel determinare la
capacità di competere e di sviluppo dell'intero comparto produttivo del paese.
Le aziende hanno il dovere di conoscere il progetto globale, valutare rischi, costi e benefici di breve, medio e
lungo periodo del passaggio alla SEPA. Tale passaggio in teoria, mercato consentendo, non obbligatorio, comporta
inevitabilmente anche per l'azienda costi di investimento in nuove procedure, abbandono di procedure oggi abituali,
è necessario quindi un corretto bilanciamento di oneri e benefici per ciascuna classe di operatori banche, imprese,
pubblica amministrazione. La definizione del progetto non può essere demandata esclusivamente al sistema bancario.
Le imprese devono necessariamente partecipare alla messa a punto di standard e alla definizione delle soluzioni
gestionali che direttamente le riguardano.
E' essenziale, inoltre, che i nuovi servizi siano offerti a prezzi competitivi scaricando a favore della clientela
finale le economie di scala prodotte dal percorso di dematerializzazione.
6. L'importante ruolo delle Associazioni datoriali
Le rappresentanze imprenditoriali non hanno approvato in occasione della riunione del Comitato Nazionale di
migrazione del dicembre 2007 l'ultima versione del Piano nazionale di migrazione, poiché non risultavano
sufficientemente tutelate le esigenze delle imprese. La Banca d'Italia è stata chiamata ad assumere in carico la
governance SEPA. Ad inizio 2008 per la prima volta il Forum di consultazione imprese è stato organizzato presso
la Banca d'Italia e l'ABI ha accettato di riaprire il confronto sulle questioni che considerava già chiuse ma sulle
quali non c'è l'accordo con i portatori di interesse delle imprese.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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