Aziende pronte per Basilea 2
di Roberta Paolini
Il Sole 24 Ore - Nord Est
Mercoledì 2 gennaio 2008
Il Nord-Est non ha paura di Basilea 2. Nel rapporto banca impresa le aziende del quadrante
nord-orientale raggiungono l'apice della graduatoria in quanto a parametri di solidità e
solvibilità finanziaria. A dirlo è uno studio realizzato da Eu-ra, che evidenzia come nell'ultimo
triennio le imprese nord-estine si siano rafforzate per patrimonializzazione e aumento di
redditività, raggiungendo la maggior percentuale di imprese nelle classi di rating (merito
creditizio) investment grade.
Il protocollo internazionale di Basilea 2 è operativo dal 1° gennaio 2008 e pone severi paletti
agli istituti nell'apertura dei cordoni del credito. Per determinare quanto il Belpaese fosse
pronto all'appuntamento, Eu-Ra ha elaborato un quadro del grado di vulnerabilità del sistema delle
imprese.
All'apice della classifica si piazza il Trentino Alto Adige, regione italiana con la più alta
percentuale di imprese con giudizio dalla AAA alla BBB (probabilità di default lievissime o lievi).
Oltre il 32% delle imprese del campione analizzato da Eu-ra ha un elevato giudizio di merito
creditizio, il 65,7% delle imprese ottiene un voto compreso tra la BB e la CCC, ovvero con una
probabilità di default da esigua a preoccupante. In riduzione - anche se in questo caso la regione
si piazza al sesto posto per numerosità di imprese - il numero di imprese sulle quali lampeggia il
warning. Sono l'1,79% del campione e potrebbero vedersi negare l'accesso al credito. Tale
discrepanza è verificabile anche sulla capacità di generare profitti. In base allo studio, infatti,
aumentano sia le imprese in utile che quelle in perdita: crescono da 2.927 nel 2004 a 3.450 nel 2006
le imprese con bilancio in nero, da 650 a 928 quelle in rosso. Tra i settori sicuri, in Taa si
distinguono come comparti "solidi" l'agricoltura, in controtendenza rispetto al resto della
Penisola, con imprese con alto grado di solvibilità nel 51,69% dei casi. Mentre nel comparto
utilities (energia, acqua e gas) si conta la fetta più ampia, con oltre il 59% che si posiziona
nella fascia investment grade.
Il Veneto, invece, è la regione nord-estina con il minor numero di imprese investment grade, solo
il 27,98%, e si piazza al sesto posto nella top 10 italiana delle regioni con imprenditorialità più
virtuosa. Ma il Veneto si distingue per essere la regione del quadrante nord-orientale con il minor
numero di imprese in sofferenza, ovvero a rischio default o già in default, nelle ultime classi di
merito creditizio la percentuale si è infatti ridotta progressivamente nell'ultimo triennio,
portandosi ad un totale tra CC e DD dell'1,39 per cento.
Esattamente a metà tra i due estremi si piazza il Friuli-Venezia Giulia, che si guadagna ottime
posizioni sia per l'incidenza di imprese virtuose, oltre il 28% ha un merito creditizio buono, che
per la riduzione di quelle in sofferenza. In particolare il Friuli-Venezia Giulia dimostra che il
processo di ristrutturazione e di avanzamento competitivo delle sue imprese sta portando risultati
determinanti per salvare le aziende in crisi. Bastano due cifre: nel 2004 le imprese praticamente in
default erano il 4,98% oggi sono l'1,66 per cento.
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Nota metodologica
La ricerca di Eu-Ra ha preso in esame i dati delle società obbligate ad effettuare il deposito dei
bilanci nelle Camere di Commercio, assumendo quale dimensione d'impresa la soglia di 500mila euro
di fatturato. Sono stati analizzati i bilanci di circa 268.000 società per gli anni 2004, 2005 e
2006. I risultati in termini di Rating (grado di protezione dal rischio di default o grado di
solvibilità) delle imprese sono riferiti a ciascuna unità regionale, al di là dei valori assoluti
che emergono per numero di imprese costituenti e per dimensione territoriale.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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