Azioni e depositi la prima calamita ma si annuncia un nuovo scenario
di Walter Galbiati
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 11 luglio 2011
Sono aumentati. Li chiamano High net worth individual, in sigla Hnwi, sono i paperoni del
pianeta, quelli che hanno in tasca un patrimonio finanziario superiore al milione di
dollari. E nel 2010 sono cresciuti dell'8,3%, sono diventati quasi 11 milioni, oltre due
volte la cittadinanza di Roma. La loro ricchezza è di 42.700 miliardi di dollari, una
cifra impressionante da far impallidire il Prodotto interno lordo di molti Paesi, una
ricchezza in aumento del 9,7% rispetto all'anno passato. Ma ancor di più sono aumentati i
super ricchi, ovvero la popolazione globale degli individui con un patrimonio finanziario
di oltre 30 milioni di dollari, saliti lo scorso anno del 10,2%. La loro ricchezza è
cresciuta dell'11,5%. Ciò significa che nel 2010 sono stati superati i livelli precrisi
del 2007 in quasi tutte le regioni del mondo, secondo quanto ha certificato la 15ª
edizione del World Wealth Report, il rapporto annuale sulla ricchezza mondiale,
presentato da Merrill Lynch Global Wealth Management e Capgemini. «Negli ultimi anni
abbiamo assistito a significative fluttuazioni nella ricchezza e nella popolazione degli
Hnwi. Nel 2010, invece, si è verificato un rallentamento dei tassi di crescita dai
livelli più alti a due cifre del 2009, in concomitanza alla rapida ripresa di molti
mercati dalle significative perdite correlate alla crisi», ha spiegato Stefano
Guglielmetto, Responsabile Investimenti per l'Italia di Merrill Lynch Wealth Management.
Vivono per lo più negli Stati Uniti, in Giappone e in Germania, tre Paesi che insieme
concentrano il 53% degli Hnwi di tutto il mondo. Gli Stati Uniti sono ancora il Paese con
il segmento singolo più grande del mondo con i loro 3,1 milioni, pari al 28,6% della
popolazione globale degli Hnwi. «Mentre oltre la metà della popolazione globale degli
Hnwi risiede ancora nei primi tre Paesi, la concentrazione degli Hnwi si sta frammentando
in modo molto graduale nel corso del tempo - ha dichiarato Roberto Manini, Vice President
Financial Services di Capgemini in Italia - La concentrazione degli Hnwi in queste aree
continuerà a diminuire se le popolazioni degli Hnwi dei mercati emergenti e in via di
sviluppo continueranno a crescere più rapidamente di quelle dei mercati sviluppati». Non
è un caso che dove le economie crescono di più, vi sia anche il maggior numero di nuovi
ricchi. L'area AsiaPacifico ha registrato il tasso regionale di crescita più elevato
della popolazione degli Hnwi nel 2010. Già nel 2009, la ricchezza dei paperoni orientali
aveva superato l'Europa, ora gli asiatici hanno superato l'Europa anche in termini di
popolazione, con un aumento pari al 9,7% a quota 3,3 milioni, che si confronta con il più
6,3% a quota 3,1 milioni del Vecchio Continente. L'area è diventata la seconda regione in
ordine di grandezza sia in termini di popolazione che di ricchezza dopo il Nord America.
L'Italia, invece, rimane tra i primi dieci paesi al mondo per numero di paperoni, ma
perde una posizione a vantaggio dell'Australia. Dopo una crescita del 9,2% nel 2009, il
numero di ricchi nostrani è diminuito del 4.7%, pur rimanendo a livelli superiori
rispetto a quelli del 2008. Quanto alle scelte di investimento, alla fine del 2010, gli
Hnwi detenevano il 33% di tutti i loro risparmi in azioni, in aumento del 29% rispetto
all'anno precedente, a differenza degli investimenti in strumenti monetari/depositi scesi
al 14% nel 2010 dal 17% del 2009. Anche la quota detenuta negli investimenti
obbligazionari ha registrato una flessione al 29% dal 31%. Tra gli investimenti
alternativi, i ricconi hanno preferito le commodity, che nel 2010 sono risultati pari al
22% di tutti gli investimenti alternativi, in aumento dal 16% del 2009. «Mentre un'aria
di normalità sta ritornando sui mercati finanziari globali, gli Hnwi sono stati
fortemente penalizzati dagli effetti della crisi», ha dichiarato Stefano Guglielmetto, di
Merrill Lynch Wealth Management. «Molti clienti - ha aggiunto - hanno chiaramente
ripensato i loro investimenti e obiettivi personali e stanno ora ponderando con
attenzione la quantità di rischio che sono disposti ad assumere per raggiungere tali
obiettivi. Le società dovranno fare leva su tutte le loro competenze per fornire una
risposta integrata alle esigenze complesse postcrisi degli Hnwi». Il risultato è che le
società e i consulenti di wealth management devono fornire una rosa di competenze più
ampia e integrata per soddisfare le esigenze complesse dei paperoni mondiali. Il loro
interesse si è spostato di nuovo verso i passion investment, gli investimenti che più li
appassionano, aumentato nel 2010, parallelamente alla ripresa dell'economia globale e
all'aumento dei livelli di ricchezza. Gli acquisti dei super ricchi sono tornati a essere
motivati dalla attrattiva a livello estetico e emotivo, nonché per il potenziale di
realizzare valore. I beni da collezione, come l'arte, destinati ad avere una correlazione
bassa o negativa con i principali investimenti finanziari, hanno continuato a mantenere
un'attrattiva a livello di diversificazione del portafoglio. Gli oggetti di lusso da
collezione (ossia automobili di lusso, imbarcazioni e jet) sono rimasti i principali
passion investment (29% del totale), mentre l'arte ha rappresentato il 22%, colpendo al
cuore soprattutto gli europei. I gioielli, le pietre preziose e gli orologi sono il 22%
di tutti i passion investment del 2010, mentre i prezzi record dei diamanti alle aste
internazionali ha testimoniato la crescente tendenza tra gli Hnwi di tutto il mondo di
considerare i diamanti di grandi dimensioni un'alternativa d'investimento sicura e di
crescita elevata. Gli altri beni da collezione (ossia vini, oggetti d'antiquariato,
monete e cimeli) hanno rappresentato il 15%. I crescenti prezzi dell'oro hanno sostenuto
l'aumento della domanda di monete rare e anche le vendite di vino pregiato sono
aumentate.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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