Banche attente, Basilea 2 punisce chi è inefficiente
di Alessandro Merli
Il Sole 24 Ore
Mercoledì 10 gennaio 2007
Il rinvio di un anno, al 1° gennaio 2008, dell'applicazione alle banche italiane del nuovo
Accordo sul capitale, cosiddetto di Basilea 2, non deve farne dimenticare le profonde conseguenze
strategiche di lungo termine. La principale è che Basilea 2 amplierà il divario fra le banche più
efficienti e quelle meno efficienti e, possibilmente, di riflesso, accelererà il processo di
concentrazione che nel 2006 ha avuto un forte impulso. La transizione, che per la verità sarà
ancora molto lunga, da Basilea 1 a Basilea 2, comporterà il passaggio da un mondo in cui il rischio
è trattato in modo indifferenziato a uno in cui si tiene conto del profilo di rischiosità
dell'attivo, in cui insomma la nozione di capitale richiesto dal regolatore si avvicinerà a
quella di capitale economico. Se ne avvantaggeranno appunto le banche più efficienti, quelle in
grado di adottare i metodi più sofisticati di misurazione dei rischi (cosiddetti Irb, basati sui
rating interni, di base o avanzati), che dovrebbero essere in grado di liberare quote anche
significative di capitale. Queste sono le indicazioni dell'ultima simulazione svolta dal Comitato
di Basilea e che valgono per le banche del G-10, inclusa l'Italia. E' pressoché certo che nel
nostro Paese adottino il metodo Irb avanzato le Big 2 (Unicredito e Intesa) e qualcuna della
fascia immediatamente inferiore. «In tutto si conteranno sulle dita di una mano», dice un analista.
Resteranno invece con il metodo standardizzato, di fatto con Basilea 1, tutte le banche piccole
e piccolissime. La questione rilevante per il sistema e per la loro posizione competitiva è che
cosa faranno le banche medie e medio-grandi. Sono indicative le cifre presentate con il piano di
fusione Bpvn-Bpi: il capitale primario post-fusione passerebbe dal 6,4% con Basilea 1, al 7,8% con
il metodo Irb di base e addirittura al 9,7 per l'Irb avanzato.
Per il momento, osserva Alessandro Roccati, di Fox-Pitt Kelton, il mercato è concentrato sulle
conseguenze più immediate del processo di concentrazione, di economie di scala che migliorano
pricing e gestione del rischio. Ma è su questo quadro, dove già qualcuno tende a guadagnare
terreno rispetto ai concorrenti, che eserciteranno un'ulteriore spinta i mutamenti generati da
Basilea 2. Agli effetti di liberazione del capitale (benché sia presumibile che, anche per volontà
dell'autorità di vigilanza, questa avvenga solo progressivamente) per gli istituti che si
adegueranno meglio alle nuove regole si sommeranno quelli sui prenditori. Dove quelli di qualità
più bassa, a fronte di condizioni più sfavorevoli da parte delle banche migliori, cercheranno
credito presso le altre, accentuando quindi il gap nella qualità dell'attivo.
Sono tutte riflessioni che non valgono per il futuro immediato, ma che i vertici delle banche
farebbero bene a non procrastinare troppo. Pena una perdita di competitività grave. E forse, a più
lungo termine, della loro stessa indipendenza.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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