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Rassegna stampa - Documento |
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Banche cinesi, valgono il doppio delle europee
di Alessandro Santoni
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 11 luglio 2011
Il nuovo piano di crescita quinquennale annunciato in primavera dal Governo Cinese
prevede una svolta radicale nella strategia economica del paese, con investimenti molto
importanti ed un ruolo richiesto alle Banche locali non trascurabile. In particolare il
piano prevede un grande impulso alla crescita della Cina Occidentale al fine di ridurre
il differenziale di Pil pro capite, che si attesta attualmente al 53%, rispetto alla Cina
Orientale. Tale differenziale è frutto prevalentemente di scarsi investimenti finora
effettuati nella regione dove la densità di ferrovie e di strade è del 75% inferiore
all'Est della Cina. Nel contempo si prevede che il tasso di urbanizzazione passi
dall'attuale 47% al 51%, con un particolare incremento nella Cina Occidentale dove il
rapporto si attesta al 39%. Verranno a tal fine costruiti 36 milioni di appartamenti. Il
sistema bancario avrà importanti benefici da questo nuovo impulso
all'industrializzazione della Cina Occidentale considerando che gli impieghi sono
previsti in crescita, nella regione, del 20% annuo. A fronte di queste notizie positive
si sono susseguite nelle ultime settimane una serie di notizie negative che tuttavia non
hanno indebolito particolarmente il settore nell'immaginario dei mercati. In primis un
deciso aumento dei tassi interbancari che è sintomo di una situazione di stress sulla
liquidità del sistema. Si è poi paventata la minaccia, da parte dell'agenzia di rating
Moodys, di possibili downgrade di banche locali a causa di potenziali problemi sulla
qualità degli attivi. In merito alla liquidità del sistema bancario il tema centrale che
ha toccato il settore è relativo alla scarsa trasparenza nelle operazioni interbancarie
che hanno costretto il Governo a porre un freno. In particolare, il 91% della liquidità
fornita sul mercato interbancario cinese deriva dalle banche pubbliche che prestano agli
intermediari privati, per cui di fatto il mercato interbancario è totalmente controllato
alla fonte. Nonostante questo apparente controllo, nelle ultime settimane i tassi
interbancari hanno raggiunto livelli da record segnalando una situazione di "stress". In
particolare, il tasso repo ad una settimana, utilizzato nelle transazioni interbancarie,
è raddoppiato in pochi giorni raggiungendo l'8% rispetto al 2% di inizio anno, mentre il
tasso interbancario a tre mesi ha raggiunto il livello record del 6% rispetto al 3% di
inizio 2011. Le tensioni sul mercato interbancario sono dovute prevalentemente ad un
drenaggio di liquidità in atto legato all'aumento dei controlli effettuati dalle
autorità centrali, dovuti a pratiche considerate "dubbie". L'ammontare dei depositi a
rischio sui prestiti interbancari, secondo stime recenti di Goldman Sachs, potrebbe
ammontare ad un 20% del totale. Altra misura adottata dal Governo per porre un freno alle
transazioni irregolari, è stata quella di aumentare il capitale richiesto alle banche per
poter detenere attivi interbancari. L'aumento potrebbe generare una riduzione di
capitale medio per il sistema di 60 basis points che porterà ad un'ulteriore pressione
sui prezzi. A generare ulteriore pressione sulla liquidità del sistema contribuisce anche
l'allargamento graduale, ma ormai sistematico, dello sbilancio tra la crescita degli
impieghi e la raccolta bancaria. L'ultimo dato disponibile (aprile 2011) segnala un
flusso di nuovi impieghi pari a 704 miliardi di remimbi contro un flusso di nuova
raccolta di 338 miliardi di 25 punti base, il terzo rialzo dell'anno, ha dato un segnale
importante sulla volontà di calmierare il mercato della liquidità e indirettamente
l'inflazione in costante ascesa dal 2009. Altro tema rilevante che ha riguardato il
sistema bancario cinese negli ultimi giorni è stato l'inaspettato allarme lanciato
dall'agenzia di rating Moodys sul settore che avrebbe, a suo dire, nascosto perdite pari
a 60 miliardi di dollari, equivalenti al 12% dei crediti nei confronti dei governi
locali. I debiti delle amministrazioni locali sarebbero superiori a quelli
precedentemente comunicati, per un ammontare pari a 540 miliardi di dollari. I nuovi dati
avrebbero come effetto quello di portare il totale del debito cinese alla cifra non
irrilevante dell'82% del Pil, un dato superiore a quello medio dell'Area Euro che nel
2010 si era posizionato al 79%. Il mercato tuttavia non sembra dare molto peso a queste
problematiche. Le banche cinesi in borsa viaggiano a valori nettamente superiori a quelli
delle banche europee. Basta considerare che le prime quattro banche cinesi hanno una
capitalizzazione di Borsa quasi pari a quella di tutte le banche dell'Area Euro.
Un'ipotetica banca italiana ottenuta come somma della capitalizzazione di borsa di tutto
il sistema bancario Italiano non si posizionerebbe tra le prime quattro Banche Cinesi. La
sottovalutazione del sistema bancario europeo è evidente confrontando i multipli di
borsa. Le Banche Cinesi trattano mediamente a 2 volte il patrimonio netto contro lo 0.8
volte il patrimonio tangibile (cioè al netto degli avviamenti) del sistema bancario
dell'area euro. Una delle ragioni fondamentali alla base della differente valutazione è
da ricercarsi nella redditività implicita dei patrimoni. Tuttavia alla luce di un
rendimento del 20% medio del patrimonio delle banche cinesi le banche dell'Area euro
hanno un rendimento del patrimonio tangibile medio, atteso dal consensus di mercato, del
14%. Il differenziale a questo punto non sembra più giustificare pienamente la
valutazione di borsa.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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