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Rassegna stampa - Documento |
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Banche europee in cerca di «princìpi»
di Alfredo Ranavolo
Il Sole 24 Ore
Lunedì 2 agosto 2004
Sono nati per uniformare la lettura dei bilanci societari in tutta Europa. E invece
potrebbero ottenere esattamente l'effetto contrario. Lo studio di Merrill Lynch
sull'applicazione degli Ias, e in particolare del controverso Ias 39, ai conti
delle banche, cela problematiche che potrebbero mettere in difficoltà gli analisti,
ma ancora di più l'informazione finanziaria quando i nuovi precetti entreranno
in vigore. La banca d'affari sottolinea come ogni Paese preso in esame abbia le
sue specificità e presenti, dunque, argomentazioni differenti da approfondire.
L'Italia. Quelle dell'Italia sono due in particolare. La prima riguarda
gli "upfront fees", quelle commissioni una tantum che le banche riscuotono
su prodotti come mutui e bond strutturati. L'abitudine era quella di contabilizzarli
interamente come ricavi al momento della riscossione. Con gli Ias questo non
sarà più possibile, perché le banche saranno obbligate a spalmare l'introito
sull'intera vita del prodotto. Il problema è nella contabilizzazione delle
commissioni degli anni passati, ma relative a un portafoglio ancora non scaduto.
«Occorrerà - spiega Antonio Guglielmi, analista di Merrill Lynch che ha
curato la parte sull'Italia del rapporto - calcolare il monte entrate sui
prodotti "vivi", portarlo in detrazione del tier 1 e aggiungerne una frazione al
conto economico per ogni anno di durata residua».
Un vantaggio, puramente contabile, per quelle banche che molto hanno ottenuto da
questo tipo di prodotti qualche anno fa e che, ora, crescono a ritmo più lento.
«Sarà necessario - teorizza Guglielmi - che le banche indichino con
chiarezza che parte della crescita del margine di intermediazione futura
arriverà da nuova produzione e quanta deriva da ricontabilizzazione di
commissioni incassate negli anni passati. Non so se sarà fornito questo livello
di dettaglio e di trasparenza».
Le sofferenze. Il secondo nodo cruciale rispetto al metodo di
contabilizzazione delle banche italiane riguarderà l'asset quality. A
tutt'oggi, le banche contabilizzano i crediti in sofferenza provvedendo agli
accantonamenti al netto di quanto si presume di recuperare. Secondo i criteri
imposti dagli Ias, non importerà solo il "quanto", ma anche il "quando". Un conto
è recuperare parte del credito domani, un altro è ottenere ragione dopo dieci
anni. L'unica banca in Italia che provvede già a scontare al valore netto attuale
il portafoglio delle sofferenze è San Paolo-Imi.
«Quello che ha fatto il San Paolo - dice Guglielmi - si rispecchia nei
migliori covered ratio che la banca ha attualmente rispetto alle
concorrenti». Una copertura che raggiunge il 60,5%, contro il 53,6% della
"seconda classificata" (Banca Intesa), mentre l'ultima in questa graduatoria è
la Banca Nazionale del Lavoro (40,5%).
Istituti virtuosi e non. Anche questo è un aggiustamento che avrà i suoi
effetti sul tier 1, che Merrill Lynch ha quantificato, costruendo un modello che
si basa sul più "virtuoso" istituto torinese. L'impatto minore dovrebbe subirlo,
tra le banche esaminate, Unicredito (47 punti base), seguono Intesa con 57 punti
base e Capitalia con 115 punti base. A chiudere è di nuovo Bnl con 134 punti
base. Gli effetti ci saranno anche sul conto economico, negli esercizi successivi,
col ritorno positivo che avrà lo scontare lo stesso stack di crediti in
sofferenza per un numero minore di anni.
Come ovviare ai pesanti colpi inferti al tier 1? Quui entra in gioco la Banca
d'Italia. Se è vero, infatti, che gli Ias dovrebbero uniformare i criteri di
bilancio, è anche vero che lasciano anche molta discrezionalità agli Istituti
centrali sul modo in cui rivalutare e posizionare gli asset di bilancio.
L'esempio più consistente riguarda il patrimonio real estate. «Consentire
di portare a tier 1 la rivalutazione degli immobili significa avere grasso a
sufficienza per compensare l'effetto "time value" sui crediti in sofferenza»
spiega Guglielmi. «Ma non è detto che alle banche convenga: sulla plusvalenza
si pagano le tasse, l'ammortamento abbatte l'utile netto, ci si preclude la
possibilità di realizzare la differenza di valore vendendo gli immobili in
un momento di difficoltà».
Altro mezzo è la rivalutazione delle partecipazioni in Banca d'Italia, ma anche
questo suscita le perplessità di Merrill Lynch: «non sono liquide. Sono
impossibili da vendere. In bilancio si possono iscrivere a qualsiasi valore, ma
noi dobbiamo valutarle per quello che sono».
* * *
Glossario
Ias (International accounting standards): sono una serie di principi
contabili definiti dall'International accounting standards board (Iasb). A essi
dovranno adeguarsi tutte le imprese eurpeee a partire dal bilancio e dagli altri
prospetti contabili del 2005, modificando i propri sistemi di rilavazione
contabile interna secondo i parametri guida dello Iasb e le specifiche delle
autorità dei Paesi di appartenenza. Particolarmente controverso è lo Ias 39, sul
quale c'è ancora battaglia, e che concerne la valutazione di strumenti finanziari
come i derivati.
Tier 1: è l'insieme del capitale sociale della banca e di tutte le riserve
ordinarie iscritte in bilancio. Spesso viene indicato come percentuale sul
patrimonio.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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