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Rassegna stampa - Documento |
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Banche: occorre far ripartire gli impieghi
di Chiara Fornasari
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 12 aprile 2010
Uno dei problemi più rilevanti per i prossimi anni è la capacità dei diversi sistemi bancari di tornare
ad erogare credito in quantità sufficiente al finanziamento della ripresa economica. Un indicatore che
segnala le condizioni del credito nelle diverse fasi del ciclo macroeconomico è il rapporto tra il tasso
di crescita degli impieghi e il tasso di crescita del Pil nominale, che nel caso italiano è stato sempre
superiore all'unità a partire dal 1990, tranne che nel triennio 1994-1996, nella fase più acuta della crisi
dalla lira e del conseguente aggiustamento fiscale.
Negli anni successivi la crescita degli impieghi è stata sempre abbondantemente superiore a quella del Pil
nominale, fino a raggiungere i picchi massimi nel ciclo 2005-2008 in corrispondenza della fase di
surriscaldamento del credito che ha portato alla crisi finanziaria.
Il fenomeno è stato più rilevante in altri paesi nei quali le banche sono state più attive nella erogazione
del credito ai segmenti più rischiosi, con le relative modalità di finanziamento che hanno originato la crisi.
Nel 2009 le banche hanno operato il necessario aggiustamento attraverso due comportamenti: il cosiddetto
"deleveraging", ovvero la riduzione della leva finanziaria nel sistema di finanziamento degli impieghi, e il
cosiddetto "derisking", ovvero il controllo e la copertura degli impieghi più rischiosi.
Gli effetti nel primo caso sono, e saranno sempre di più, il ritorno a strumenti di funding più tradizionali,
come la raccolta diretta o strumenti di raccolta sul mercato con minore grado di rischio finanziario; mentre
nel secondo caso, dopo la fase di emersione delle sofferenze ancora in corso, diventerà più rilevante il
controllo della rischiosità dei clienti nell'intero processo di erogazione del credito, dalla fase iniziale
all'evoluzione successiva delle condizioni del prenditore di credito.
In Italia nel 2009, a fronte di un cedimento del Pil del 3% circa, gli impieghi complessivi sono cresciuti
del 2.2%, sostenuti dagli impieghi alle famiglie, mentre il credito delle imprese si è contratto del 2.4%.
In questo contesto si inserisce l'applicazione di Basilea 3 e la riforma in discussione sulle proposte
variazioni dei coefficienti patrimoniali di vigilanza.
E' ancora presto per quantificare gli effetti di tali cambiamenti, ma le condizioni delle banche italiane,
sia in termini di grado di liquidità complessivo, che di livello di capitalizzazione, fanno ritenere possibile
un aggiustamento coerente con le capacità di ripresa della nostra economia.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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