Basilea 2 e lo start Bankitalia
di Antonio Quaglio
Il Sole 24 Ore
Sabato 15 dicembre 2007
La piena entrata in vigore di Basilea 2 in Italia resta fissata al prossimo 1° gennaio, dopo
il rinvio deciso l'anno scorso a valle delle Direttive Ue, del recepimento Cicr e della circolare
263/2006 della Banca d'Italia sulla nuova vigilanza prudenziale. A due settimane dall'ora-zero,
tuttavia, nessuna banca italiana risulta ancora ufficialmente autorizzata da Via Nazionale al
passaggio all'approccio Irb (Internal rating based), cuore della transizione da Basilea 1 a
Basilea 2. Né si ha notizia che Palazzo Koch abbia dato disco verde a Standard & Poor's e Dbrs,
dopo l'ok a Moody's e Fitch come «Ecai» (agenzie esterne per la valutazione del merito di credito)
ai fini di Basilea 2. Sembra tuttavia improbabile che neppure un gruppo italiano riapra mercoledì 2
gennaio senza poter applicare metodologie innovative nell'affidamento creditizio delle imprese:
potendo contare, in cambio, su un minor assorbimento di capitale e quindi su più ampie possibilità
operative.
E' verosimile che il front-runner sarà UniCredit, i cui sistemi sono pronti e in fase di test molto
avanzato presso le autorità creditizie di Germania e Austria, che co-vigilano con la Banca d'Italia
su un gruppo transnazionale nell'Eurozona. Il Ceo di UniCredit, Alessandro Profumo, ha stimato in
50 punti base (dal 6 al 6,5%) il rafforzamento «realistico» del tier 1 nel 2008 dopo la fusione con
Capitalia, ma ha aggiunto che lo sviluppo di Basilea 2 potrebbe fruttare 50 punti-base addizionali
al principale coefficiente patrimoniale. In un'intervista a Thomson Financial, il chief risk
officer di UniCredit, Henning Giesecke, ha calcolato nel 10% la riduzione massima delle attività a
rischio ponderato (Rwa) consentita da Basilea 2 già nel 2008 (20% nel 2009).
Non sarebbe sorprendente se Bankitalia rimanesse in silenzio-assenso per uno-due trimestri verso
lo start-up delle procedure UniCredit, come verso quelle di altri gruppi che si affiancassero.
Pochi giorni fa, del resto, il nuovo capo della Vigilanza di Via Nazionale, Anna Maria Tarantola,
ha svolto al convegno Cesifin di Firenze un lungo intervento dedicato a Basilea 2 e alla migrazione
dal transaction banking al relationship lending. «Una maggiore trasparenza
informativa - ha detto -, un miglioramento delle gestione delle imprese e un'allocazione del
capitale bancario più correlato ai rischi devono tradursi in una riduzione del costo del credito e
in un ampliamento delle quantità offerte con riflessi positivi sulla crescita dell'economia
italiana».
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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