Basilea 2, inasprimento per i criteri sul trading
di Enzo Rocca
Il Sole 24 Ore
Domenica 25 gennaio 2009
Il Comitato che si occupa, a livello mondiale, di migliorare la qualità della vigilanza bancaria, ha rilasciato
pochi giorni fa (il 16 gennaio), ai fini consultivi, un pacchetto di documenti con l'obiettivo di rafforzare
il sistema di regolamentazione. Le novità dovrebbero essere adottate entro il 2010.
Obiettivo dell'iniziativa è rafforzare la regolamentazione e la vigilanza delle banche operanti a livello
internazionale, alla luce dei punti deboli emersi dalla crisi dei mercati finanziari. Le proposte rispondono,
inoltre, alle sollecitazioni del Financial Stability Forum e del G20 emerse nelle riunioni dello scorso anno.
Le modifiche tendono a garantire che i rischi presenti nei portafogli delle banche connessi alle attività di
negoziazione, alle operazioni di cartolarizzazione e alle esposizioni verso società veicolo rilevate fuori
bilancio siano meglio riflessi sui requisiti patrimoniali, sulle pratiche di risk management e sull'informativa
resa al pubblico.
Un set di proposte. La maggior parte delle perdite emerse dall'inizio della crisi a oggi sono scaturite
dall'attività di trading. La disciplina vigente sul capitale regolamentare (rimasta sostanzialmente quella di
Basilea 1) non riesce a catturare alcuni rischi insiti nel portafoglio di negoziazione. Per questa ragione, il
Comitato di Basilea propone un incremento dell'assorbimento di capitale relativamente a questa tipologia di
portafoglio finanziario, anche al fine di disincentivare arbitraggi regolamentari tra le diverse classi di
attivo (trading e banking).
Con riferimento ai requisiti patrimoniali le modifiche riguardano:
l'attività di negoziazione, compresi i prodotti di credito complessi e illiquidi;
alcune complesse operazioni di cartolarizzazione iscritte nel portafoglio dell'attività bancaria
(ad esempio i cosiddetti «Cdo di Abs», collateralized debt obligation di asset backed securities);
le esposizioni verso società veicolo rilevate fuori bilancio (vale a dire gli asset-backed
commercial paper conduits).
Oltre alla modifica delle misure di assorbimento patrimoniale, il Comitato si propone di promuovere norme più
rigorose di bigilanza e gestionali con riferimento ai rischi di concentrazione, alle esposizioni
"fuori bilancio", alle cartolarizzazioni e ai connessi rischi reputazionali. Attraverso il processo di controllo
prudenziale, il Comitato intende promuovere, inoltre, il miglioramento delle valutazioni degli strumenti
finanziari, della gestione delle fonti di liquidità e delle pratiche di «stress test» a livello
aziendale.
Per l'informativa (disclosure), il Comitato propone un rafforzamento degli obblighi relativi alle
cartolarizzazioni e alle "sponsorizzazioni" di società veicolo fuori bilancio.
In questi casi, è previsto l'obbligo di fornire ai partecipanti al mercato tutte quelle informazioni necessarie
per comprendere adeguatamente il profilo di rischio complessivo assunto dall'istituzione finanziaria.
Risposta alla prociclicità. Il Comitato intende svolgere i propri lavori in modo da rafforzare la
fiducia finanziaria ed evitare aggravi delle attuali condizioni di mercato. Pur non prevedendo un aumento del
capitale minimo a livello mondiale durante i periodi di crisi economica e finanziaria, il Comitato ritiene,
tuttavia, utile che le banche si dotino di un margine patrimoniale disponibile al di sopra del minimo
regolamentare. Questo allo scopo di consentire alle istituzioni finanziarie di assorbire le perdite e, nel
contempo, continuare a supportare l'attività di finanziamento alle famiglie e all'economia. Si tratterebbe,
quindi, di una dotazione da utilizzare durante i periodi di stress per attenuare la tendenziale
«prociclicità» di Basilea 2. E' chiaro, infatti, che la crisi finanziaria non ha effetti solo sulla
posizione di liquidità delle banche ma incide anche sulla loro dotazione patrimoniale. Ciò epr effetto, da un
lato delle significative rettifiche di valore sulle attività di negoziazione e, dall'altro, del prevedibile
downgrade dei clienti affidati conseguente alla fase di recessione in corso.
Occorre ricordare, tuttavia, che alcune banche già oggi includono nella loro dotazione patrimoniale una quota
aggiuntiva per supportare lo sviluppo aziendale e fronteggiare gli stress di mercato. Tale previsione è
richiesta, infatti, alle banche dall'Internal Capital Adequacy Assesstment Process (Icaap) nell'ambito del
secondo pilastro di Basilea 2.
Processo e risultati che saranno oggetto di attenta valutazione da parte dell'autorità di vigilanza
nell'ambito delle attività di loro competenza (Supervisory Review and Evaluation Process - Srep).
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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