Basilea 2, le imprese arrancano
di Morya Longo
Il Sole 24 Ore
Venerdì 13 ottobre 2006
Sanno cosa prevedono gli accordi di Basilea 2, ma sono convinte che
la loro entrata in vigore - a gennaio 2007 - non
rivoluzionerà il rapporto tra banche e imprese. E,
sebbene abbiano ricevuto informazioni generali,
raramente sanno di avere un rating o sanno di che rating
si tratti. Insomma, le aziende italiane hanno un
approccio quasi "gattopardesco" a Basilea 2: credono, in parole povere,
che questi accordi cambieranno tutto per non cambiare
niente. In sintesi uesto il risultato di un sondaggio
condotto da Financial Innovations con la collaborazione
di Aiti (Associazione italiana tesorieri d'impresa) tra
80 aziende di medio-grande dimensione. L'obiettivo del
sondaggio era di capire come le imprese italiane
medio-grandi si preparano all'entrata in vigore di Basilea 2.
E il risultato in sostanza, che non si scompongono più di tanto.
I dati di questo sondaggio (condotto su un numero relativamente ristretto
di aziende perché sono state scelte solo quelle con un
direttore finanziario) parlano chiaro. Tutte hanno
ricevuto dalle loro banche un'informazione corretta sul
funzionamento di Basilea 2 e sui
fattori che in generale determinano il rating. Ma solo
il 37% del campione ha ricevuto la comunicazione sul
proprio rating e di queste solo il 21% (quindi l'8% del
totale) ha avuto un'informazione dettagliata e precisa.
Insomma: le aziende - si legge nella presentazione dei
risultati del sondaggio - non sono in grado di
comprendere a fondo il proprio posizionamento in termini
di rating. E, soprattutto, nessun'impresa intervistata
prende in considerazione l'aumento di capitale per migliorarlo.
«Questa situazione è legata al fatto che
le imprese hanno ricevuto dalle banche un'informazione
solo generica su Basilea 2 -
spiega Emanuele Facile di Financial Innovations,
co-autore del sondaggio insieme al professor Andrea
Giacomelli -. Le imprese, però, non hanno ancora ben
capito cosa vuol dire avere un rating e come bisogna
cambiare la propria politica finanziaria». Insomma: da
un lato le aziende hanno solo poche informazioni
generiche, dall'altro le banche non le educano più di tanto.
Da qui l'approccio "gattopardesco". «La
sensazione delle imprese he le banche abbiano introdotto
i sistemi di rating solo a livello di risk management
per adempiere agli obblighi normativi, ma non abbiano
cambiato la politica di erogazione del credito -
continua Emanuele Facile -. Le aziende sono dunque
convinte che l'avvento di Basilea 2 non alzerà i
tassi d'interesse dei loro debiti e non
cambierà più di tanto l'approccio delle banche. Anzi,
alcune banche stanno addirittura facendo una politica
commerciale aggressiva, erogando finanziamenti a tassi
competitivi per accaparrarsi più clienti». Questo a
pochi mesi dall'entrata in vigore di Basilea 2. Dal primo gennaio in poi si
capirà cosa cambierà veramente.
* * *
Cos'è Basilea 2
Gli accordi.Gli accordi di Basilea 2 hanno
l'obiettivo di rendere le banche maggiormente sensibili
al controllo dei rischi. Quando erogano un credito a
un'impresa, quindi, gli istituti devono prima stimare la
sua rischiosità (assegnando un rating) e poi calibrare
il tasso d'interesse. In parole povere, Basilea 2
introdurrà il principio che le imprese più rischiose
dovranno pagare tassi d'interesse più elevati per ottenere dei
finanziamenti.
Quando entrerà in vigore. Dopo anni di trattative,
gli accordi di Basilea 2 (che subentrano a quelli di
Basilea 1 del 1988) entreranno in vigore il primo gennaio 2007.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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