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Rassegna stampa - Documento |
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Basilea 2: solo il 18% delle aziende italiane valuta il proprio rating
a cura della Redazione
Radiocor - Agenzia di informazione
Venerdì 11 aprile 2008
Solo il 18% delle aziende italiane possiede strumenti di autovalutazione del rating, mentre il 37% ha ricevuto
dalla banca una comunicazione sul proprio rating. Di queste il 21% ha ricevuto la comunicazione in forma di
probabilità di default mentre il 79% in forma di aggettivi, classi o score. E' quanto emerge da una ricerca
presentata oggi da Unagraco, Unione nazionale giovani commercialisti ed esperti contabili e Ugcr Milano per
verificare il grado di comprensione di Basilea 2 da parte delle imprese.
«Le aziende di dimensioni medio-grandi hanno ricevuto un'informazione corretta sul funzionamento di Basilea 2,
sanno quali fattori determinano il rating, ma l'informazione specifica riguardante il rating della singola impresa
è carente», ha spiegato Andrea Pigliafreddo, presidente dell'Ugcr Milano. La ricerca, realizzata su un
campione di oltre 100 manager di società di capitali per la maggioranza del Nord Italia (86,1%) e con ricavi
superiori a 100 milioni (64,4%), evidenzia che il 53% delle aziende intende modificare il livello di leva
finanziaria e di queste il 17% vuole aumentare il rapporto tra debito e equity. Il 77,5% delle imprese che
invece non vogliono modificare il livello di leva finanziaria mostra un rapporto tra debito e equity inferiore a 2.
L'indagine mostra che le aziende ad alta leva considerano in misura maggiore il private equity e il 94,9%
delle imprese è pronto a una maggiore trasparenza nei confronti della banca. Le aziende pianificano le proprie
strategie a partire dal miglioramento dell'area amministrazione e finanza e il 15% degli intervistati
considera particolarmente strategico il controllo di gestione. Uno dei rischi maggiormente percepito dalle
imprese è quello relativo alle materie prime e l'andamento del mercato di riferimento è considerato un rischio dal
35,5% dei manager.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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