Basilea 3 è un'altra spina nel fianco delle banche europee
di Elysa Fazzino
Il Sole 24 Ore
Mercoledì 8 settembre 2010
Per il Wall Street Journal, le regole di Basilea III sono "un'altra spina" nel fianco delle banche europee. Mentre i
dubbi sul rigore degli stress test condotti in Europa hanno messo in ansia gli investitori, buttando giù l'euro e le
Borse, in Svizzera il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria si muove verso un accordo che rafforza i requisiti
di capitale e preoccupa molti istituti finanziari.
«Nuovo accordo bancario globale prende di mira le riserve», ha titolato stamane il Wsj in apertura del suo
sito web. Le autorità di vigilanza globali - spiega il quotidiano statunitense - sembrano orientate a chiedere riserve
più ampie, che pensano possano prevenire future crisi finanziarie.
L'accordo sui requisiti di capitale delle maggiori banche mondiali, che potrebbe essere raggiunto già questo week-end,
«potrebbe costringere le istituzioni finanziarie ad avere cuscinetti più ampi di quanto previsto poche settimane
fa», scrive Damian Paletta sul Wsj. In un altro articolo sulle reazioni dei mercati alle rinnovate paure sul
debito sovrano di alcuni paesi europei, il quotidiano fa notare che, secondo l'associazione federale delle banche
tedesche, per rispettare le nuove e più stringenti regole di Basilea III, i dieci maggiori istituti tedeschi avrebbero
bisogno di nuovi capitali per 105 miliardi di euro. Una vera e propria "spina" per le banche europee. Ma non solo.
Secondo il Wall Street Journal, un accordo avrebbe «un impatto diretto» sulle principali compagnie
finanziarie mondiali, comprese Barclays, Deutsche Bank, Hsbc Holdings, J.P. Morgan Chase e Bank of America. Oltre a
standard più stringenti, osserva Paletta, «queste e altre compagnie potrebbero affrontare nuovi limiti sulla loro
capacità di pagare dividendi agli azionisti».
Molti banchieri - afferma il Wsj - si aspettavano che le nuove regole chiedessero di avere cuscinetti solo un po' più
ampi per pararsi da perdite future. Ma le autorità chiedono riserve più ampie e «di migliore qualità» per
prevenire crisi e riportare fiducia nel sistema bancario globale. «Le banche hanno avvertito che questi limiti
potrebbero limitare la crescita economica indebolendo la loro capacità di fare prestiti». Molti pensavano che le
loro argomentazioni facessero presa, ma i nuovi limiti appaiono «più rigidi» di quanto ci si aspettava
negli ultimi giorni, continua il Wsj, sottolineando comunque che i colloqui restano «fluidi».
In base al compromesso delineato a livello tecnico, che sarà sottoposto domenica ai governatori, il requisito di
capitale Tier 1 dovrebbe salire al 5,5%-6%, con un buffer addizionale del 3%.Il quotidiano statunitense sottolinea gli
aspetti più problematici: «Se le banche scendessero sotto il buffer, potrebbero subire limiti alle loro
operazioni, compreso al modo in cui pagano dividendi e alla loro capacità di pagare ampi pacchetti di compensazione ai
dirigenti». «Non è chiaro - aggiunge - come molte banche potrebbero essere costrette a fare aumenti di
capitale per adeguarsi ai nuovi standard. Alcune banche potrebbero decidere di ristrutturarsi e disfarsi degli asset
più rischiosi».
Secondo il Wsj, gli addetti ai lavori sono ottimisti sull'approvazione dell'accordo, ma comunque fanno notare «la
fragilità» delle trattative. I leader mondiali vogliono un accordo finale per quando si riuniranno al vertice del
G20, a Seul, in novembre.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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