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Rassegna stampa - Documento |
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Basilea 3 frena ancora i prestiti
di Chiara Fornasari (Prometeia)
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 17 gennaio 2011
In Italia da oltre un anno si assiste ad una contrazione dei prestiti alle imprese, guidata da fattori di domanda,
la debole ripresa dell'attività economica, dopo la flessione de 2009, e di offerta, le esigenze degli intermediari,
specie quelli di maggiori dimensioni, di riequilibrare le condizioni di liquidità e di capitalizzazione e di
contenere il peggioramento della qualità del credito. Da una recente analisi di Banca d'Italia risulta come siano
diminuiti soprattutto i prestiti erogati alle imprese più rischiose.
Il credito concesso alle imprese ha finanziato principalmente operazioni di ristrutturazione del debito e il
capitale circolante, ridotto soprattutto dai processi di allungamento della durata media delle dilazioni concesse
ai clienti e dei ritardi riscontrati nei pagamenti.
Le operazioni di ristrutturazione del debito hanno portato per lo più ad un allungamento delle scadenze contrattuali
o ad una temporanea sospensione dei pagamenti. Sono invece stati poco frequenti gli accordi che hanno avuto come
esito la ricapitalizzazione dell'impresa o cambiamenti negli assetti operativi o strategici. Le imprese hanno inoltre
perseguito strategie diverse: le piccole e medie imprese si sono rivolte in misura maggiore alle banche locali,
mentre le imprese di maggiori dimensioni sono ricorse al finanziamento diretto sul mercato, incrementando le
emissioni di obbligazioni, relativamente più convenienti rispetto al credito bancario.
Dal lato dell'offerta la percezione del rischio da parte delle banche è stato il driver principale dei cambiamenti
delle politiche di offerta del credito alle imprese, come indicano i risultati delle survey bancarie sul credito
delle banche centrali. Durante la fase recessiva si è assistito inoltre a comportamenti eterogenei per dimensione
degli intermediari, che hanno portato ad un incremento delle quote di mercato delle banche medio-piccole, che si
trovano già oggi, al contrario delle banche grandi, ad avere un livello di capitale mediamente superiore a quello
richiesto da Basilea 3.
In prospettiva, la lunga fase di adeguamento alla nuova normativa prudenziale di Basilea 3, che induce maggiori
vincoli alla crescita degli attivi bancari, potrebbe produrre alcuni cambiamenti strutturali nel mercato dei
finanziamenti alle imprese: il permanere di una maggiore presenza della grandi imprese sul mercato obbligazionario,
da un lato, e prospettive di crescita del credito erogato maggiori per le banche medio-piccole dall'altro, che
dovranno però potenziare i sistemi di controllo della qualità del credito, per fronteggiate il rischio potenziale
incamerato negli ultimi anni.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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