Basilea 3, meno utili e più capitale
di L.D.O.
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 25 gennaio 2010
Da una parte l'urgenza di mettere a punto nuove regole, considerati i limiti
mostrati da Basilea 2 nel corso della recente crisi finanziaria. Dall'altra la
necessità di non appesantire il patrimonio degli istituti di credito per non
mettere in ginocchio la loro attività ordinaria. La ricerca di un punto di
equilibrio vede impegnati i membri del Comitato di Basilea, che hanno messo a
punto una prima bozza di riforma. Il documento su "Basilea 3" è attualmente
oggetto di consultazione, con la previsione di arrivare a una redazione definitiva
entro fine anno. Le proposte recepiscono le raccomandazioni approvate dal
Financial Stability Board e dai leader del G20 riunitisi di Pittsburgh, puntando
a disincentivare i modelli di business basati su un eccessivo uso della leva e su
attività finanziarie particolarmente rischiose. "Le proposte sul tavolo puntano a
garantire una maggiore copertura dei rischi favorendo logiche evolute di risk
management che portano ad una gestione integrata dei rischi, eliminando sylos
organizzativi ed applicativi talvolta presenti nelle banche", commenta Fabiano
Gobbo, partner e responsabile per il risk management a livello europeo di Kpmg.
Per gli analisti Deutsche Bank, l'irrigidimento dei requisiti patrimoniali e di
liquidità comporterà una riduzione del Roe (Return of Equity), in media di 3 punti
percentuali. Una scossa che sta mettendo in agitazione tutto il settore,
soprattutto perché comporterà una ulteriore pressione sul core Tier 1, che è il
principale indicatore di solidità finanziaria attualmente in uso. "L'impatto
effettivo dipenderà da alcuni aspetti non ancora del tutto definiti, come
l'inclusione o meno di strumenti di qualità non primaria già emessi sul mercato
e di strumenti non uniformemente trattati a livello europeo", continua Gobbo. La
preoccupazione principale, a questo punto, è che saranno necessarie nuove azioni
sui patrimoni delle banche per rafforzare i requisiti patrimoniali.
"Inevitabilmente si aprirà una nuova stagione di cessioni di asset ritenuti
troppo rischiosi, con una maggiore focalizzazione degli istituti
sull'intermediazione classica", conclude l'analista.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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