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Rassegna stampa - Documento |
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Basilea 3 taglia ai Confidi un quinto del mercato
a cura della Redazione
Il Sole 24 Ore
Lunedì 3 maggio 2010
Basilea 3 rischia con un solo colpo di tagliare il mercato dei Confidi di un quinto. La bozza di revisione,
in consultazione fino all'altra settimana, punta ad aumentare il capitale degli intermediari finanziari e
questa richiesta, se non soddisfatta, potrebbe colpire, secondo una simulazione di Crif, oltre agli enti di
garanzia dei prestiti anche le piccole imprese con rating di livello medio.
La grande crisi finanziaria ha evidenziato l'insufficienza patrimoniale delle banche, attualmente regolamentata
dagli accordi di Basilea 2. Il Comitato di Basilea (creato dalla Banca per i regolamenti internazionali) ha ù
rilasciato due documenti di consultazione, ribattezzati appunto Basilea 3, che contengono revisioni
finalizzate a rendere il sistema finanziario più stabile. In linea generale la ri-regulation, in agenda dal
2012, va nella direzione di rendere più stringenti i requisiti patrimoniali soprattutto nei confronti delle
operazioni di finanza strutturata. Con qualche eccesso, per esempio sul rischio di controparte - cioè sulla
possibilità che fallisca la controparte con cui una banca stipula un contratto derivato -: Basilea 2 prevede
che, a fronte del rischio di controparte, una banca debba mettere da parte capitale per un ammontare pari al
2,5-4% del rischio stesso. Basilea 3 alza l'asticella al 20-25 per cento.
«All'interno delle proposte - osserva Marco Salemi, direttore ricerca e innovazione di Crif - è stata inserita
una norma che potrebbe colpire soggetti, come i Confidi, non solo estranei alle cause della crisi ma che,
in epoca di politiche creditizie più restrittive, sono uno strumento utile per l'accesso al credito delle Pmi».
Infatti è previsto l'innalzamento del requisito patrimoniale nei confronti di esposizioni verso altre imprese
finanziarie. In poche parole, poiché la crisi ha messo in evidenza che il grado di interconnessione tra le
banche le rende più esposte al rischio sistemico delle imprese industriali, la norma richiederebbe di detenere
più capitale quando si prestano soldi sull'interbancario.
«Il punto - aggiunge Salemi - è che i soggetti più penalizzati sono sia gli istituti di credito di dimensioni
maggiori, quelli con esposizione totale superiore a 25 miliardi, sia gli altri intermediari finanziari
(indipendentemente dalla dimensione) che generano la maggior parte dei profitti dall'attività finanziaria,
come hedge fund e prestatori di garanzie». Pertanto rientrerebbero anche i Confidi in quanto prestatori di
garanzie, pur essendo questi enti mutualistici con finalità molto diversa dalla massimizzazione del profitto.
Oggi i Confidi forniscono garanzie per 9,5 miliardi su oltre 20 miliardi di affidamenti. Le imprese con rating
intermedio sono il target naturale dei Confidi: la condivisione del rischio con le banche può abbassare il
costo del credito rendendone più agevole l'accesso. Però, paradossalmente, come ha rilevato Crif in uno studio,
le difficoltà per i Confidi arriverebbero soprattutto dalle imprese con rating intermedio, alcune delle quali
- quelle della fascia bassa - rischiano di essere escluse dai nuovi parametri. Oggi le imprese migliori non
ricorrono alle garanzie, mentre quelle con rating più bassi risultano troppo onerose per il Confidi: il
capitale da accantonare è eccessivo. In questo contesto, l'introduzione della penalità sui garanti finanziari
di Basilea 3 renderebbe necessario per i Confidi rafforzare la propria dotazione di capitale per compensare i
nuovi rischi. «Purtroppo non sempre questo è possibile - conclude Salemi -. E l'unica alternativa rimarrebbe
quella di contrarre la disponibilità delle garanzie aumentando la parte di imprese considerate troppo
rischiose ». Dalla simulazione di Crif emerge che le imprese con credito "razionato" potrebbero passare
dall'attuale 7% delle società di capitale a più del 15%: con una riduzione del mercato potenziale del 20 per
cento.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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