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Befera: mi piacerebbe dichiarazione redditi di due pagine. Siciliotti: servono tagli alla spesa
a cura della Redazione
Il Sole 24 Ore
Mercoledì 25 gennaio 2012
«Mi piacerebbe arrivare ad una dichiarazione dei redditi per le persone fisiche di
due paginette e non di 140 pagine, come è oggi». Lo ha detto il direttore dell'Agenzia
delle Entrate, Attilio Befera, intervenendo a Telefisco, il convegno del Sole 24 Ore,
sottolineando che questo sarà possibile con «il disboscamento delle detrazioni».
«Semplificazione e lotta all'evasione vanno a braccetto, noi su questo spingeremo molto»,
ha aggiunto Befera.
Il risultato della lotta all'evasione dovrebbe andare, «almeno in parte», alla riduzione
delle aliquote, ha detto Befera. Secondo Befera «la lotta all'evasione potrebbe essere
destinata alle categorie più deboli, per recuperare un rapporto positivo tra fisco e
contribuenti». Il direttore dell'Agenzia delle Entrate ha poi evidenziato che servirebbe
una «maggiore semplificazione fiscale» e che questa e «la lotta all'evasione vanno a
braccetto». «Le semplificazioni fiscali - ha concluso- agevolano la lotta all'evasione».
«Se l'Italia era sull'orlo del baratro dipende anche dai 120 miliardi di euro di evasione
annuale. L'attività è stata rafforzata recentemente ma per tanti anni non è stata messa
al centro dell'attenzione».
«Noi abbiamo un sistema tributario nato 40 anni fa. Molti articoli di legge sono stati
approvati nel tempo per necessità di gettito o per ragioni di lobby. Pensiamo al lavoro
svolto dal tavolo sull'erosione fiscale guidato da Vieri Ceriani: ci sono 740
agevolazioni nate dopo la riforma degli anni 70. Semplificazione e lotta all'evasione
vanno a braccetto. Noi su questo spingiamo molto. Non so se ci saranno semplificazioni
fiscali nel decreto che sta per essere varato dal Governo e che potrebbero essere
oggetto di un altro provvedimento. L'altro veicolo è la delega fiscale. Dovremmo fare
due passi: semplificazioni che hanno una loro autonomia e una revisione del sistema».
Befera, direttore dell'agenzia delle Entrate, sottolinea l'importanza del rapporto con
i commercialisti: «Spero che molti adempimenti potranno essere eliminati quando
l'evasione sarà ridotta. La collaborazione con i commercialisti la considero fondamentale
a livello centrale e periferico. Ad esempio, stiamo definendo il redditometro proprio con
la collaborazione dei commercialisti. Stiamo lavorando a ulteriori semplificazioni e
stiamo elaborando tutta una serie di alleggerimenti che ci sono stati suggeriti dai
commercialisti, che metteremo a punto come proposta di legge che poi toccherà al
Parlamento esaminare».
Il punto sul contrasto al sommerso: «Le entrate da lotta all'evasione sono
significativamente più alte degli anni scorsi. Continuiamo sul trend di crescita di
recupero degli importi evasi. Il tax gap comincia a dare segnali di riduzione e forse sta
cambiando finalmente l'opinione pubblica sull'evasione. Il consenso che abbiamo avuto su
operazioni che tutto sommato facciamo tranquillamente sia noi che la Guardia di finanza
è significativo».
«Non avremo mai una riduzione della pressione fiscale se non avremo una riduzione della
spesa». Così Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dottori commercialisti
ed esperti contabili, a Telefisco 2012. «Con un rigore a senso unico, rivolto solo alle
entrate e non anche al taglio delle spese - ha spiegato - difficilmente questo paese
taglierà il traguardo del successo che tutti auspichiam». Poi, rivolto al direttore delle
Agenzie delle Entrate, Attilio Befera, Siciliotti ha notato che «spesso il recupero
dell'evasione è andato a finanziare una spesa che non si aveva il coraggio o la forza di
tagliare». Befera, da parte sua, ha precisato che «in questi mesi il recupero
dell'evasione è andato a salvare il paese. E ora - ha concluso - mi sembra che ci sia
l'impegno del governo per un riordino della spesa».
Ancora Claudio Siciliotti, presidente Cndcec: «Credo che in questo anno avremmo potuto
fare di più e in futuro potremmo fare di più. I rapporti con l'agenzia potevano essere
migliori. I colleghi sono stati subissati da adempimenti telematici. Scelta sbagliata
abolire il compenso per le trasmissioni telematiche. Al tempo stesso, non abbiamo capito
la pervicacia nel combattere la nostra professione. Chiedo al giornale di aprire il
dibattito su collegi sindacali. Non capisco come grandi società debbano avere un sindaco
unico. Un brutto segnale ridurre i controlli societari. Non aspettatevi blocchi o
scioperi, ma noi diremo sempre la nostra su questi temi».
Ancora Siciliotti: «Oggi 70.000-80.000 persone sono collegate con Telefisco, molti di
questi nostri colleghi. Il mio saluto va a loro che in questa fase storica hanno
dimostrato il loro senso di responsabilità. Il Sole 24 Ore ha dato voce all'opinione di
tutti, inclusi i commercialisti italiani. Il 2011 è stato un anno difficile con cinque
manovre e la convinzione che il Paese fosse arrivato sull'orlo del baraatro:
un'espressione non solo mia».
Parla Elia Zamboni, vicedirettore del Sole 24 Ore: «Dopo vent'anni di Telefisco, resta
il significato principale di un gruppo editoriale e di un giornale che incontra i suoi
lettori, l'agenzia delle Entrate e i professionisti. Dobbiamo ringraziare tutti coloro
che hanno lavorato per questa giornata, con una presenza capillare del gruppo in tutte
le sedi, con un impegno che parte dall'amministratore delegato, Donatella Treu».
Il saluto del direttore de Il Sole 24 Ore, Roberto Napoletano: «Il Sole 24 Ore crede nel
rapporto con il mondo delle professioni. Una giornata importante perché deve conservare
un dato che connota Il Sole 24 Ore: lo sforzo che deve aiutare i suoi lettori,
professionisti e imprese, per aiutare a capire cosa sta cambiando intorno a loro dopo le
cinque manovre dell'ultimo anno».
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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