Cosa sono
Sono strumenti finanziari che permettono di investire in modo semplice ed
efficiente in un indice, diversificando in un paniere di titoli. La strategia di
portafoglio cui si ispirano mira a replicare la performance di un indice pubblico
(relativo ad un Paese, un'area, un settore). Sono titoli cartolarizzati che hanno
una scadenza, alla cui data viene liquidato il valore dell'indice sottostante
moltiplicato per il multiplo (che indica quanta parte dell'indice viene controllata
tramite un Benchmark/Certificato; generalmente è 1:10, 1:100, 1:1000).
Tecnicamente, il Benchmark è una call con strike zero e scadenza particolarmente
lunga; caratteristiche che rendono questo strumento privo di effetto leva
(il delta è infatti pari a 100, come per un future) e insensibile al trascorrere
del tempo ed alle variazioni di volatilità; fattori invece cruciali nella
determinazione del prezzo di un covered warrant classico.
Come si determina il prezzo
Il valore del Benchmark è in ogni momento pari al livello dell'indice sottostante
meno il valore attuale del flusso di dividendi atteso fino alla data di scadenza
del Benchmark. Infatti, il Benchmark è un titolo sintetico che non paga dividendi,
mentre l'indice è composto da titoli che pagano dividendi. Tale differenza tende
quindi a diminuire progressivamente nel corso del tempo fino a scadenza dove viene
automaticamente liquidato ai possessori del Benchmark esattamente al livello di
apertura dell'indice. Per tutti gli indici esterni all'area Euro, bisogna
considerare un ulteriore fattore che può avere un ruolo determinante sulla loro
performance, vale a dire il tasso di cambio fra l'Euro e la valuta in cui è espresso
l'indice.
Caratteristiche fondamentali
- Perfetta correlazione con l'andamento dell'attività sottostante
(indici Settoriali, d'Area, Paese, stile di gestione).
- Soglia minima di investimento estremamente ridotta (lotto minimo da 1 a 100).
- Assenza di commissioni di gestione.
- Spread bid-ask abbastanza limitati, nell'ordine mediamente 0,5%-1,5%.
- Scadenza medio-lunghe (emissioni da 2 a 5 anni).
- Possibilità di sconto totale o parziale dei dividendi (a seconda della strategia
adottata dall'emittente).
- Tassazione del 12,5% sulle plusvalenze derivanti dalla differenza tra prezzo
d'acquisto e prezzo di vendita; usufruiscono del credito d'imposta sulle eventuali
minusvalenze realizzate.
- Gli Index Certificates sono uno strumento di
gestione (alternativo ai fondi comuni ed agli Etf) che permette di aumentare il grado
di diversificazione del proprio portafoglio, diminuendo il livello di rischio specifico
insito nell'investimento azionario. Inoltre, consentono un'esposizione sintetica su
indici altrimenti difficilmente raggiungibili per l'alto e costoso numero di transazioni
necessarie, per la possibile difficoltà di accesso ai mercati azionari esteri e per
l'esistenza di spezzature.
Vantaggi
- Facilità di negoziazione (quotati in continua su Borsa Italia dalle 9,10 alle
17,25, seguendo le regole del mercato MCW).
- Trasparenza nei prezzi.
- Esistenza di precise regole di Borsa Italiana al fine di garantire efficienza
e liquidità di mercato:
1. obblighi di market making in termini di quantità, di continuità e di spread
massimo sulle proposte in denaro e in lettera per ciascun certificato quotato;
2. assoggettamento dell'attività dell'emittente, o del soggetto incaricato,
alla disciplina relativa agli specialisti;
3. obbligo degli emittenti a pubblicare una quotazione
giornaliera dello strumento su un quotidiano specializzato.
- Opportunità di seguire modelli di asset allocation basati:
1. sulla distribuzione per aree geografiche e per settori.
2. su stili di gestione estremamente complessi, realizzabili solo attraverso
un'approfondita analisi fondamentale, integrata con studi relativi all'andamento
delle quotazioni o altre valutazioni contingenti.
Vantaggi comparativi nei confronti degli Etf (Exchange-Traded Fund)
- Alla scadenza, i Certificates restituiranno l'esatto controvalore dell'indice
senza essere soggetti allo spread denaro-lettera (come avviene generalmente per
gli Etf, i quali avendo scadenze molto lunghe generalmente vengono smobilizzati
prima).
- Presenza di tracking error (scostamento positivo/negativo rispetto alla
performance dell'indice di riferimento) per l'Etf, assente invece nel
Benchmark/Certificates, dal momento che l'Etf ha minore flessibilità gestionale,
minori strumenti per replicare il sottostante ed inoltre la presenza di
commissioni di gestione.
- I ridotti costi di transazione e l'assenza di commissioni di sottoscrizione,
rimborso e gestione rendono l'investimento estremamente vantaggioso; sugli acquisti
e sulle vendite dei Benchmark/Certificates si applicano esclusivamente le commissioni
di intermediazione per il mercato azionario.
- Un ulteriore elemento che avvantaggia il Benchmark/Certificates rispetto
all'Etf è la gestione della fiscalità, in quanto per quest'ultimo si hanno due
forme di reddito quello da capitale (delta Nav e proventi erogati durante la vita
dell'Etf) e quello diverso (calcolato sulla differenza tra prezzo di vendita e
acquisto, tenendo però in considerazione il Nav di acquisto e di vendita);
quindi, fiscalmente si presentano per l'Etf delle problematiche più complesse
rispetto al Benchmark/Certificates che come elemento reddituale presenta
esclusivamente il differenziale tra prezzo di acquisto e vendita
(che rappresenta per intero un capital gain/loss); in definitiva, a differenza
dell'Etf, sarà possibile compensare l'eventuale differenza positiva con
minusvalenze pregresse; oppure, nel caso di differenziale negativo, questo
rappresenterà per intero una minusvalenza utilizzabile per compensare eventuali
plus future.
Classificazione
| Principali tipologie |
Attività sottostanti |
Mercato di Negoziazione |
| Certificati benchmark |
- Indici di borsa (tutte le più importanti piazze mondiali)
- Indici di settore (tutti i settori dell'area Euro e
mondiali).
- Indici immobiliari
|
MCW, Borsa Italia |
| Certificati di stile di gestione |
Indici composti da azioni selezionate dell'emittente |
MCW, Borsa Italia |
| Certificati con protezione |
Indici con ribilanciamento dinamico tra azioni e obbligazioni |
MCW, Borsa Italia |
Le ultime due tipologie di Certificati sono legati ad indici di
riferimento creati dall'emittente; sempre per queste due tipologie, al contrario
dei Benchmark/Certificates, si hanno delle commissioni di gestione che vengono
conteggiate nel prezzo, quindi l'investitore negozia il titolo già al netto
delle commissioni.
Emissioni innovative
Certificates/Benchmark S&P/MIB40, il nuovo indice della Borsa Italiana
S&P/MIB è il nuovo indice creato da Borsa Italiana e Standard & Poor's, destinato
a diventare il principale indicatore per il mercato azionario italiano.
L'indice copre circa l'80% dell'intera capitalizzazione e del flottante del
mercato. Per riflettere costantemente il mercato azionario italiano,
l'indice non ha un numero fisso di componenti; attualmente, comprende 40 titoli
emessi dalle principali società quotate in Italia, appartenenti a 10 settori.
Il valore base dell'indice S&P/MIB (31 dicembre 1997) è stato fissato a 10.000 punti
e ribasato sul valore dell'indice MIB30 del 3 Novembre 2003.
Metodologia di calcolo:
- i componenti dell'indice vengono selezionati attraverso una rigorosa analisi
dell'universo delle società quotate in Italia;
- i criteri di selezione adottati sono quelli della:
rappresentazione settoriale (vengono selezionati i titoli più liquidi e
rappresentativi di settore, secondo la metodologia Global Industry Classification
Standard - GICS);
liquidita' (viene calcolata considerando il controvalore delle azioni
negoziate nei sei mesi precedenti);
Investable Weight Factor (esprime la capitalizzazione di Borsa pesata per il
flottante); possono essere inclusi nel paniere tutti i titoli azionari quotati
in Borsa e sul Nuovo Mercato, fatta eccezione per le azioni di risparmio e
privilegiate; sono candidabili anche i titoli esteri.
Hang Seng China Enterprises Index Certificates, la nuova realta' emergente
L'Indice HSCE è basato sul criterio della capitalizzazione di mercato e comprende
le principali società "statali" quotate ad Hong Kong (H-shares) e incluse nell'Hang
Seng Mainland Composite Index. L'indice comprende prevalentemente società
industriali i cui ricavi derivano per la maggior parte (almeno il 50%) da attività
svolte in Cina. L'indice offre un facile accesso al mercato cinese altrimenti
difficilmente aggiungibile e permette così di investire nell'economia con il più
alto tasso di crescita al mondo, considerando questi tassi attesi di crescita
del prodotto interno lordo cinese:
2003 - 2010 = 8%
2011 - 2020 = 6%
2021 - 2025 = 3%
Gold & Silver Certificates
L'oro e l'argento hanno da sempre rappresentato un simbolo di accumulazione di
ricchezza. Stretti tra prospettive della deflazione, da un lato, e dell'inflazione
dall'altro, gli investitori stanno recentemente sempre più riscoprendo il valore
dell'investimento in metalli preziosi, da sempre principale strumento della
diversificazione di portafoglio accanto all'investimento nel mercato azionario,
obbligazionario ed immobiliare. I Gold & Silver Certificates rappresentano l'unica
modalità di investimento per il pubblico disponibile in Italia, alternativa
all'acquisto fisico del metallo.
"Quanto" Certificates, S&P 500 e Nikkei 225
Gli Index Certificates di tipo "Quanto" permettono di investire in un indice
denominato in una valuta estera, senza assumere alcun rischio di cambio. Durante la
sua vita, la quotazione del Certificate è influenzata quasi esclusivamente
dall'andamento dell'indice sottostante. Il livello dei tassi di interesse dell'area
Euro e di quella nella cui valuta è espresso l'indice hanno un impatto generalmente
trascurabile sul valore del Certificate. Alla scadenza, il valore del Certificate
dipende esclusivamente dal livello dell'indice sottostante. Il valore di rimborso
sarà pari al valore finale dell'indice moltiplicato per il multiplo. Ad esempio:
Valore finale dell'Indice S&P 500: 1250
Multiplo: 0.001
Valore di rimborso: 1.25 Euro (indipendentemente dal tasso di cambio
corrente Eur/USD).
Amex Biotechnology Index Certificates
L'Amex Biotechnology Index è un indice settoriale che misura la performance di un
gruppo di società impegnate a sviluppare prodotti e/o servizi nell'industria delle
biotecnologie. I processi impiegati includono tecnologia del DNA, biologia
molecolare, ingegneria genetica e diversi altri. L'indice è stato creato nel 1991,
con un valore base pari a 200 e viene ribilanciato trimestralmente per assicurare
che i singoli titoli che lo compongono abbiano approssimativamente lo stesso peso
al suo interno. Al momento della revisione di questo documento, l'indice comprende
i titoli di 17 società.
Conclusioni
Lo strumento è sicuramente interessante come complemento all'Etf se non
addirittura alternativo a quest'ultimo. In particolare, alcuni
Benchmark/Certificates danno la possibilità di entrare sugli indici settoriali
dell'Eurostoxx. Di conseguenza, diventano un'ottima opportunità di
diversificazione del portafoglio, puntando su un intero indice rappresentativo
di un'area industriale, senza correre il rischio di investire su un unico titolo.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.