Bernanke: gli Usa s'impegnano a adottare Basilea 3. Ma le banche aggirano la riforma di Wall Street
di Vittorio Carlini
Il Sole 24 Ore
Venerdì 18 febbraio 2011
Ben Bernanke accelera con forza su Basilea 3, le nuove regole sul rafforzamento di capitale del sistema bancario
in un ottica anti-crisi. Il presidente della Fed, durante un intervento a porte chiuse (riportato dall'Ansa)
alla conferenza Eurofi, ha sottolineato come i nuovi requisiti renderanno il sistema finanziario globale più
stabile, e gli Stati Uniti «s 'impegnano a adottarle rapidamente».
Com'è noto l'America non ha mai sottoscritto gli accordi di Basilea 2. Una conseguenza dell'impostazione, anche
culturale, statunitense sul sistema bancario: una strategia che ha sempre privilegiato gli organi di vigilanza
sugli istituti finanziari, a scapito di interventi diretti sullo stato patrimoniale delle società. Tutto
l'incontrario, invece, dell'approccio europeo dove molta importanza è data alla solidità patrimoniale del
player finanziari.
Cosa dice Basilea 3. Il capitale di una banca, quasi inutile ricordarlo, è una garanzia di stabilità per
la stessa. E' l'elemno che permette di assorbire le eventuali perdite di valore dell'attivo. Lo scorso settembre
le nuove regole (dette di Basilea 3, perché sono il "terzo" pacchetto definito nella città svizzera dove ha sede
la Bis) sono state al centro di un accordo tra i governatori delle banche centrali. Che cosa stabiliscono? Il
criterio generale è abbastanza semplice: dev'esserci un aumento del rapporto tra il capitale dell'istituto
finanziario e le sue attività ponderate per il rischio (cioè i prestititi e i titoli, moltiplicati per numero
che cresce all'aumentare del rischio legato all'asset stesso). Quello che ha dimostrato la crisi, infatti, è che
le banche, esposte ad un eccesso di debito (avevano troppo leverage), non avevano sufficiente capitale per
fronteggiare le svalutazioni.
Così, è stato stabilito che il capitale ordinario (azioni emesse e utili accantonati) debba essere pari ad almeno
il 7 per cento dell'attivo ponderato, rispetto all'attuale 2 per cento. «Se una banca non rispetterà questa soglia
minima - come ricorda Angelo Baglioni, in un articolo pubblicato sul La Voce.info - , subirà restrizioni nella
distribuzione di dividendi agli azionisti e di bonus ai manager. L'inasprimento del requisito di capitale ordinario
è significativo. Tuttavia, è diluito in un lungo periodo di transizione: il nuovo vincolo sarà a regime solo nel
2019».
Le banche aggirano la riforma di Wall Street. Ebbene, su questo tipo di meccanismi gli Stati Uniti hanno
sempre un po' nicchiato. E non è forse un caso che la Fed torni sulla questione delle regole proprio oggi,
quando il Wsj pubblica un articolo sulle strategie delle banche per aggirare la legge Dodd-Frank che ha riformato
Wall Street.
Secondo il quotidiano finanziario gli istituti transfontalieri hanno trovato dei varchi per sfuggire alle nuove
regole imposte dalla normativa (che, peraltro, in molti considerano troppo all'cqua di rose). La britannica
Barclays, per esempio, ha deciso di "cancellare" la registrazione della sua "bank-holding company", cioè la
controllata attraverso cui opera sul terreno statunitense. L'obiettivo è chiaro: «sfuggire alla giurisdizione
della Fed che, per l'appunto, è decisa a chiedere maggiore capitale a fronte di asset rischiosi». La business
unit di Barclays negli Usa, vale la pena ricordarlo, al «30 settembre scorso aveva un Tier 1 ratio dell'1,37%:
ben al di sotto, cioè, dei suo competitor che si attestavano su una media del 9,13 per cento».
Barclays, scrive sempre il Wsj, negli Usa è attiva con due business principali: una piccola banca con sede nel
Delaware che è usata per l'emissione di carte di credito; poi l'investment-banking conosciuta come BarCap.
Ebbene, «in novembre Barclays ha spostato la credit-card bank in un nuova "entità" che è una diretta controllata
della controllante inglese. Poiché la credit-card bank era già regolata dalla Fdic e soddisfaceva requisiti di
capitale , non c'era bisogno di alcun intervento».
BarCap, invece, è rimasta «parte di Barclays Group Us. Ma poiché non è più una "bank-holdin company" adesso è
regolata dalla Sec e non più dal controllore federale». Una mossa, riporta il Wsj, che sarebbe una risposta
diretta alla riforma di Wall Street.
Rafforzare la collaborazione internazionale. Mr Helicopter ha, poi, sottolineato l'esigenza di rafforzare
i «meccanismi di cooperazione internazionale compresi il Comitato di Basilea, il Financial Stability Board e il
processo di valutazione del G20» sulle politiche perseguite dai vari paesi, ha indicato. Inoltre ha chiesto di
migliorare la sorveglianza esercitata dal Fondo monetario internazionale.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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