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Rassegna stampa - Documento |
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Bini Smaghi (Bce): «Eccessivi gli allarmi su Basilea 3»
a cura della redazione
Il Sole 24 Ore
Venerdì 29 gennaio 2010
«Non appaiono giustificati gli allarmi relativi agli effetti che le future norme
patrimoniali e di gestione del rischio, la cosiddetta Basilea 3, potranno avere
sull'andamento del credito nel breve periodo. Le nuove norme hanno infatti come
obiettivo di assicurare un flusso più ordinato e sostenibile del credito, non una
sua riduzione. Inoltre è prevista una gradualità nel processo di adeguamento ai
nuovi requisiti». Lo ha detto il membro del consiglio direttivo della Bce Lorenzo
Bini Smaghi parlando a Milano al convegno di Ernst & Young sulle prospettive nel
rapporto fra banche e imprese dopo la crisi.
Bini Smaghi ha poi parlato del piano Obama sulle banche: «Sulla base di quanto è
stato reso pubblico, ritengo che l'iniziativa di Obama vada nella direzione giusta
e rappresenti un punto di partenza per assicurare che il sistema finanziario sia
effettivamente di supporto all'economia reale e che non venga indebolito dalle
oscillazioni dei mercati più volatili». «Data l'interconnessione dei mercati - ha
aggiunto - è essenziale che anche le banche di investimento, gli hedge fund, e le
altre istituzioni siano soggette ad adeguata regolamentazione». Secondo Bini
Smaghi, inoltre, «i profitti realizzati in questi mesi dal settore bancario, che
sono stati realizzati grazie anche agli interventi effettuati dalle autorità di
politica economica per mantenere in piedi il sistema, e dunque in ultima istanza
grazie ai contribuenti, vadano utilizzati per aumentare il capitale piuttosto che
per remunerare il management delle banche e i loro azionisti».
Il banchiere italiano è tornato anche sulla polemiche tra politica e banche sui
maxi bonus. La tendenza di manager e azionisti delle banche a privilegiare la
remunerazione del capitale azionario e umano piuttosto che l'investimento di lungo
periodo «non è in linea con gli obiettivi macroeconomici». Questo è il motivo per
cui «insistiamo sul fatto che i profitti realizzati in questi mesi nel settore
bancario - che sono stati ottenuti grazie anche agli interventi effettuati dalle
autorità di politica economica per mantenere in piedi il sistema, e dunque in
ultima istanza grazie ai contribuenti - vadano utilizzati per aumentare il
capitale piuttosto che per remunerare il management delle banche e i loro
azionisti». E il ragionamento, secondo Bini Smaghi, deve valere «non solo per le
banche che hanno beneficiato di interventi diretti, tramite garanzie e iniezioni
di capitale pubblico, ma anche per i benefici indiretti, ottenuti per effetto dei
bassi tassi d'interesse».
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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