Bmps: i nostri indici dell'arte un benchmark professionale tra azioni, bond e commodity
di Luigi Dell'Olio
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 21 novembre 2011
Indici di mercato costruiti per tipologia di
arte e per area geografica, aggiornati continuamente, in modo da seguire da vicino
un settore che tradizionalmente presenta meno informazioni per gli investitori
rispetto ad asset class come le azioni, le obbligazioni o le commodity. «Abbiamo
voluto aggiungere alla consulenza tradizionale fornita all'interno dei family
office, che in molti casi si limita ad aspetti fiscali o di carattere successorio,
una reportistica aggiornata sulle tendenze del mercato, che permettesse di fare
scelte consapevoli », spiega Pietro Ripa, dirigente addetto dell'area Research di
Mps. «Chi investe in questo settore difficilmente va dal professionista degli
investimenti e gli affida completamente la somma da investire, disinteressandosi
della destinazione », aggiunge. L'investimento in beni artistici si differenzia
dalle altre asset class perché, oltre a ricercare l'eventuale capital gain, il
compratore beneficia del cosiddetto «dividendo estetico », ovvero il piacere di
apprezzare e/o poter esibire il bene stesso, finché resta in suo possesso.
L'idea di monitorare questi trend di mercato è nata nell'ambito di un Osservatorio
istituito due anni fa dall'Area Research Mps sui beni rifugio di investimento,
ovvero, individuare tutte le alternative possibili ai classici investimenti di
carattere finanziario, o su comparti dell'economia reale. In tal senso,
l'investimento nell'arte costituisce una delle modalità più importante e diffusa.
«Per non farci influenzare dalla dispersione di prezzi e di tendenze che
caratterizza questo settore, abbiamo deciso di prendere in considerazione i soli
beni battuti in asta, evitando i risultati di contrattazioni bilaterali e di tipo
privatistico tra venditore e compratore », aggiunge Ripa. Si è arrivati così a
creare tre indici - identificati dal criterio temporale. per quella che
comunemente è considerata l'arte maggiore, vale a dire la pittura. MPS Art Old
Masters e 19esimo secolo Index, MPS Art Pre War Index, infine MPS Art Post War
Index. I risultati emersi vanno poi a formare nel loro complesso l'MPS Global
Painting Art Index, disponibile anche nelle classificazioni geografiche Global,
Ue, Uk, Usa e Asian.
L'aggiornamento completo delle tendenze di settore è costituito dall'Art Market
Report, che ha cadenza semestrale: «Uno strumento di informazione nato per aiutare
i nostri clienti a seguire da vicino l'evoluzione del settore», spiega Ripa, «ma
disponibile gratuitamente online per tutti gli interessati e appassionati del
settore». Spulciando l'ultima edizione, emerge che anche il mercato della pittura
è in una fase di sofferenza, che ha portato l'indice globale a cedere il 17,9% nei
primi sei mesi del 2011 rispetto all'analogo periodo del 2010 (con il progresso
dell'arte contemporanea che non è bastato a limitare il calo generato dal crollo
delle opere più datate), quando il settore sembrava ormai avviato verso la
ripresa. Tra i fenomeni più interessanti che emergono dall'analisi, lo
straordinario sviluppo del mercato dell'arte in Asia (Cina soprattutto), che
continua a erodere quote di mercato agli Stati Uniti.
I collezionisti arabi e cinesi hanno oramai un ruolo determinante nel mercato dei
beni artistici e la piazza di Hong Kong sta segnando fatturati elevati. Così come
crescono nuovi mercati (seppur con numeri in assoluto ancora limitati) in Brasile,
Argentina, Russia e Kazakistan. L'analisi di Mps prende in considerazione anche le
aree cosiddette «minori», seguendo le tendenze di prezzo che riguardano oggetti
antichi, arredi, sculture, gioielli, vini antichi e fotografia. Comparti che si
muovono con velocità differente. Così, se il confronto tra primo semestre 2010 e
l'analogo periodo di quest'anno segna un +15,5% per l'indice MPS Jewels, c'è
addirittura un balzo del 122,6% per quello Sculpture&Design e +77,9% per l'MPS Art
Wine Index. In controtendenza si muovono l'MPS Antiquities Index e l'MPS
Photographs Index, che cedono rispettivamente il 16,3 e il 22,3%. Il report
rileva, inoltre, l'andamento delle società quotate nelle Borse ufficiali, che si
occupano di lusso.
In questo caso il confronto sui primi sei mesi del 2011 indica un progresso del
12% per il Mps Art Market Value Index, contro il +10% segnato dal FtseMbi e il +5%
dell'S&P statunitense. «Segno che il comparto ha resistito meglio del mercato in
generale alla crisi, sostenuto in particolare dalla nuova classe media dei paesi
emergenti», spiega Ripa. All'indagine semestrale Mps affianca una pubblicazione
più snella rivolta a tutti i fruitori dell'industria della cultura - siano essi
direttamente coinvolti nel comparto o semplici appassionati, denominata l'Art
Weekly Report. Oltre all'analisi dei trend, mediante indici borsistici relativi al
mondo dell'arte commentati dall'area Research, vi sono alcune rubriche relative ai
top lot, alle proposte della settimana e un calendario delle aste in programma
nelle settimane successive curate dai partner Artantide, ArsLife e Arcadja.
Inoltre, è presente anche la «riflessione della settimana», una sorta di
editoriale affidato a un esperto del settore. La panoramica delle attività è
completata da approfondimenti tematici, l'ultimo dei quali intitolato
«L'investimento in preziosi: beni rifugio d'eccellenza». Uno studio che, partendo
dall'andamento dell'indice Jewels redatto dallo stesso ufficio Ricerca di Mps, lo
mette a confronto con quello del FtseMib. La pubblicazione passa poi ad
approfondire le caratteristiche del mercato italiano dei gioielli, anche in
prospettiva. Un discorso che viene infine esteso agli altri mercati più importanti
a livello internazionale.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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