 |
 |
|
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
::
Rassegna stampa - Documento |
 |
 |
 |
 |
La Camera approva la riforma dell'ordine dei giornalisti: ora serve la laurea
di Fabio Savelli
Corriere della Sera
Martedì 2 agosto 2011
Sono poco più di 100mila i giornalisti iscritti all'Ordine
MILANO - «Una legge che non tiene conto della realtà non è una buona legge. Pur
condividendo alcuni suoi elementi aggiunge ulteriore confusione». Così Enzo Iacopino,
presidente dell'Ordine dei giornalisti, commenta a caldo il via libera della
commissione Cultura della Camera dei deputati (con un solo astenuto) al progetto di
riforma dell'ordine dei giornalisti.
LE NOVITA'- L'introduzione di un numero massimo dei membri del Consiglio (fissato in
90 contro gli attuali 150 in progressiva crescita dati gli automatismi attualmente
vigenti: «un segnale di risparmio anche al Paese in un momento in cui la politica si
chiude in trincea», dice Iacopino), la previsione che i giornalisti professionisti
debbano avere almeno una laurea triennale e che gli aspiranti pubblicisti debbano
superare un esame di cultura generale che attesti, tra l'altro, la conoscenza dei
principi di deontologia professionale. Ecco in sintesi gli elementi innovativi della
legge di riforma dell'organismo rappresentativo dei giornalisti, ora in attesa del via
libera di palazzo Madama, che potrà recepirla in toto (in tal caso servirà soltanto la
promulgazione del presidente della Repubblica) o parzialmente (e in tal caso, invece,
dovrà tornare di nuovo alla Camera). Eppure - nonostante le prime vere novità relative
all'accesso alla professione dopo 48 anni di vuoto normativo (la legge costitutiva
dell'ordine è del 1963) - il massimo organismo della categoria mette in evidenza
alcuni elementi di frizioni con il dettato legislativo, in distonia rispetto al
documento presentato dal Consiglio nazionale dell'Ordine al Parlamento.
LE FRIZIONI - Soprattutto il fatto che siano state cancellate dalla proposta la
commissione deontologica nazionale (per volere dell'esecutivo) e il giurì per la
correttezza dell'informazione (desiderata del ministero del Tesoro). «L'una e l'altro
- dice Iacopino - avrebbero consentito di dare risposte in tempi più rapidi alle
doglianze dei cittadini su comportamenti ritenuti scorretti di giornalisti». Ma c'è
maretta anche per l'introduzione di un rapporto di due a uno (negli organi di
rappresentanza) tra professionisti e pubblicisti che «penalizza fortemente i secondi».
In una professione sbilanciata - almeno a livello numerico - sui pubblicisti (circa
78mila, rispetto ai 28mila professionisti), il cui status è praticare la professione
non in via esclusiva.
I COMMENTI - «Sono soddisfatto sia passata la riforma dell'Ordine dei giornalisti
nella commissione cultura della Camera con un voto praticamente unanime visto che c'è
stato soltanto un astenuto», è invece il commento di Giancarlo Mazzuca, deputato del
Pdl e relatore del provvedimento. «Molti colleghi mi hanno chiesto che senso ha
portare avanti questa legge quando si parla di azzerare tutti gli ordini. Anch'io in
realtà sono favorevole a un azzeramento, ma il rischio era che succedesse la stessa
cosa capitata con l'abolizione delle province, tutti ne parlano ma non si fa niente.
Non si poteva andare avanti con una legge vecchia di 50 anni, varata nel 1963. Questa
riforma serve a snellire e modernizzare l'ordine a dargli più senso e efficienza, più
regole nell'accesso alla professione», ha aggiunto. Giuseppe Giulietti, del gruppo
Misto e membro della commissione Cultura, sottolinea invece la delusione per lo
scorporo della parte della riforma sul giurì: «Ho votato comunque sì, perché è
importante intervenire sull'Ordine regolato da una legge vecchia di 50 anni, ma non
capisco lo scorporo della parte sul giurì, che avrebbe permesso di affrontare un tema
come quello delle rettifiche e di agire per la difesa soprattutto dei senza reddito e
dei senza potere. Ora la riforma andrà al Senato dove sicuramente verrà modificato
qualcosa e poi tornerà qua».
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
|
| |
|
Servizi gratuiti con Facebook!
Clicca qui
per info.
|
|
|
|
 |
 |
 |
In primo piano...  |
|
|
| [ per le aziende e i privati ] |
Sempre attuali...
|
|
|
| [ a p p r o f o n d i m e n t i ]
|
Focus on...
|
 |
Rende il doppio investire in sicurezza sul lavoro |  | Ma i patrimoni snobbano gli Etf. «I ricchi preferiscono le... |  | Mai così chiusi i rubinetti del credito. «Serve un fondo... |  | Ecco due o tre strade (possibili) per scegliere le aziende... |  | Su Basilea 3 Draghi chiede un approccio più flessibile |  | Le banche stringono sui prestiti ai produttori. Spunta una... |  | La Sace allarga il suo campo d'azione: «Vogliamo essere... |  | Gli enti pubblici indebitati pagheranno le aziende anche... |  | Investimenti bassi, Roe ai massimi l'imprenditore sogna... |  | Il regolatore in cerca di regole |  | Piano industriale e strumenti di risanamento |  | Revisione legale «a scelta» nella Srl |  | Istituti bancari, Sim e Sgr «chiamano» il monitoraggio |  | Società di capitali: sindaco unico a doppio binario |  | Professioni e liberalizzazioni il bicchiere mezzo vuoto... |  | Tanti Madoff nascosti, a smascherarli sarà la crisi |  | Dimmi che casa vuoi, ti dirò chi sei |  | Soldi oltre confine, caccia alle esenzioni fiscali |  | Sulla via di Basilea c'è spazio di manovra |  | L'allarme di Moody's: con richieste Eba c'è il rischio di... |  | Derivati |  | Società professionali, salto nel buio |  | Giovane, italiano. Dunque, disoccupato |  | Società di capitali, guerra aperta tra gli Ordini e... |  | Perché l'Eba soccombe all'America |  | Studio dunque lavoro, ma l'Italia non spende |  | La strada della nuvola per dare alle aziende efficienza... |  | Bund tedeschi o treasury americani? Fare fronte... |  | «I rating? Inutili e dannosi. Aboliamo la loro dittatura» |  | Studi interprofessionali con la riforma arriva il "big bang" |  | Perché il credito non è tutto uguale |  | La riforma del fisco per aiutare le Pmi sulla via della... |  | Quelle Pmi poco assicurate: «Un pericolo sottovalutato«» |  | Grande patrimonio, crescita zero. Come e perché in... |  | Il punto debole è la mancata disciplina delle società |  | Professioni, ecco quel che manca |  | San Marino cerca imprese vere. Mai più repubblica degli... |  | Professionisti sempre più precari ora sognano di... |  | Da Leeson a Madoff una lunga serie di truffatori incalliti... |  | Se anche JP Morgan boicotta Basilea 3 |  |
|
|