Comitato Basilea: più limiti su derivati e «fuori bilancio»
di Alessandro Merli
Il Sole 24 Ore
Giovedì 17 aprile 2008
Ad appena quattro giorni dalla pubblicazione del rapporto del Financial Stability Forum per rafforzare i mercati
finanziari internazionali di fronte alla crisi globale in corso dall'estate scorsa, il Comitato di Basilea ha
annunciato ieri le prime misure dirette a migliorare la solidità del sistema bancario.
Il Comitato, che riunisce le autorità di vigilanza di 13 dei maggiori Paesi industriali, ha risposto così
prontamente alle sollecitazioni del Forum, creato dal G-7 e presieduto attualmente dal governatore della Banca
d'Italia, Mario Draghi, per aumentare i requisiti di capitale, soprattutto sui prodotti derivati complessi e sui
veicoli fuori bilancio, migliorare la gestione della liquidità e del rischio e l'informazione e le pratiche di
valutazione.
«Un sistema bancario resistente - ha detto ieri il presidente del Comitato di Basilea, Nout Wellink, governatore
della Banca centrale olandese - è decisivo per avere mercati finanziari solidi e per la crescita. Le autorità non
possono prevedere la prossima crisi, ma possono mettere in atto le lezioni degli eventi recenti per promuovere un
sistema bancario più resistente che possa reggere gli shock, qualunque ne sia la causa».
Il Financial Stability Forum aveva chiesto, al Comitato di Basilea, nel suo comunicato di venerdì scorso, di
formulare delle proposte entro il 2008. Il punto di partenza è l'applicazione delle nuove regole di Basilea 2 sui
requisiti patrimoniali delle banche, che sono state varate dopo un'annosa discussione a livello internazionale, ma
che non sono ancora state messe in atto nella maggior parte dei Paesi interessati. Wellink ha ricordato l'altro
giorno a Washington che le banche del Giappone, l'unico dei grandi Paesi che ha già applicato Basilea 2, hanno
sofferto finora conseguenze molto minori della crisi finanziaria.
Su alcuni punti, però, Basilea 2 si trova in un certo senso già superata dagli eventi. Anche se Wellink ha spiegato
a Washington che non si trattava di introdurre una Basilea 3, è apparso evidente che il nuovo regime ha già bisogno
di aggiustamenti. Da qui la richiesta dell'Fsf, recepita ieri dal Comitato di Basilea, di creare requisiti di
capitale più alti per certi prodotti strutturati complessi, che hanno generato la maggior parte delle perdite delle
banche in questa fase di turbolenza dei mercati. Il Comitato ha anche annunciato di voler rafforzare i requisiti di
capitale sul trading delle banche, un'attività che ha avuto negli ultimi anni un'espansione tale che l'attivo
derivante dal trading rappresenta oggi la maggioranza dell'attivo di molte banche. E' nettamente aumentata anche la
percentuale di questo attivo in prodotti complessi e meno liquidi, osserva il comunicato emesso ieri da Basilea. In
pratica, le nuove misure aumenteranno il costo per le banche degli investimenti in questi prodotti complessi e
dell'attività di trading più rischiosa.
L'altra area, che era in gran parte lasciata scoperta dalle regole di Basilea 2, una lacuna che ora le autorità
intendono colmare, è quella della gestione della liquidità. Il problema è venuto a galla in casi come quelli della
banca inglese Northern Rock, alla fine nazionalizzata dal Governo di Londra, e della banca d'investimento americana
Bear Stearns, salvata dalla J.P. Morgan con garanzie da parte della Federal Reserve.
Anche se le banche, attraverso la loro associazione, l'Institute of International Finance, avevano dichiarato di
esser pronte a una migliore autoregolamentazione, le indicazioni dell'Fsf e la risposta del Comitato di Basilea
mostrano che le autorità non intendono lasciarsi sfuggire di mano la situazione in seguito alla crisi.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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