Confidi: si deve evitare il rischio usura
di Alberto Ronchetti
Guida Basilea 2 - Il Sole 24 Ore
Lunedì 13 dicembre 2004
I Confidi, i consorzi per la garanzia dei fidi, sono destinati ad
assumere un ruolo sempre più strategico nell'accesso al credito
per le piccole e medie imprese, anche in vista delle restrizioni
che dal 2007 arriveranno con l'applicazione delle nuove regole
di Basilea 2. Il sistema, fra l'altro, è alle prese con un
complesso processo di rinnovamento e di aggregazione, per
presentarsi più forte all'appuntamento con i nuovi compiti che i
Condifi dovranno affrontare nell'intermediazione tra banche e
imprese.
Eppure i timori non mancano. C'è chi vede un possibile
"razionamento" dei finanziamenti alle Pmi o, addirittura, il
pericolo che le piccole imprese più fragili possano scivolare
- in mancanza di credito bancario - nelle fauci degli usurai.
«Al momento non percepiscono rischi di questo genere
- puntualizza Italo Candido, presidente del Confidi di Palermo -.
Non posso però escludere che in futuro, quando l'aplicazione
delle nuove regole diventerà stringente, qualche problema possa
presentarsi».
Giovanni Lasagna, presiente di Federconfidi, non immagina che
l'usura possa diventare un problema in conseguenza di Basilea 2.
«Sono il primo a dire - sottolinea - che se un'azienda non
può vivere, allora è inutile cercare di salvarla. Ma noi sappiamo
aiutare le imprese che vogliono crescere a trovare i migliori
strumenti di finanziamento, quelli più adatti alle loro reali
esigenze. D'altra parte, il tasso d'insolvenza di tutti i
soggetti che abbiamo accompagnato nelle richieste di credito in
questi anni è attorno allo 0,5-0,6%, una percentuale risibile».
Piuttosto - aggiunge Lasagna - c'è da augurarsi che gli istituti
di credito non usino solo il database di un computer per
analizzare le richieste di credito, ma sappiano personalizzare
il giudizio. «Ogni azienda è un caso a sè - dice il
presidente di Federconfidi -. Le banche tendono a considerare
solida un'azienda solo sulla base degli utili realizzati fino a
ieri, anche se opera in un settore merceologico difficile. E
invece, spesso, questo caso può essere più problematico di
un'impresa che non ha ancora realizzato profitti, ma che è
dinamica e opera in un business con buone possibilitò di
crescita».
Ma come vengono assistite, concretamente, le Pmi che si
rivolgono a Confidi? «Il nostro compito - risponde
Giampaolo Molon, direttore di Interconfidi Nord Est - è quello di
erogare garanzie per il credito. La prima cosa da fare è quella
di individuare le reali esigenze di finanziamento, anche sulla
base dei programmi aziendali di sviluppo». Il passo
successivo è quello di accompagnare l'impresa verso il rating,
«attraverso un processo di autodiagnosi per il quale
mettiamo a disposizione sofisticati strumenti per l'analisi del
rischio di credito».
Più in generale - aggiunge Candido - «cerchiamo di dare
consulenza alle imprese, in modo che possano presentari al meglio
presso le banche». E comunque - ricorda il presidente del
Confidi di Palermo - «noi pensiamo che Basilea 2 sia
un'opportunità di crescità più che un problema, perché le
aziende che hanno voglia di stare sul mercato dovranno
attrezzarsi con bilanci corretti e di facile lettura».
D'altra parte - conclude Molon - «già ora le imprese con
una migliore struttura finanziaria pagano meno il denaro.
Basilea 2 renderà solamente più espliciti questi meccanismi,
soprattutto per le aziende che vogliono svilupparsi sul mercato
internazionale».
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
|