Controllo della finanza e rischio del credito: nuove frontiere dei manager
di Luigi Dell'Olio
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 19 settembre 2011
La lunga stagione di crisi dei mercati finanziari ha messo in luce i limiti
del sistema di controlli a livello di sistema e di singole aziende impegnate
nel settore. Un tema evidentemente seguito da vicino dal mondo della
formazione, che sta orientando la propria offerta formativa su questi temi.
Come il master in Credit risk management organizzato dalla facoltà di Scienze
Bancarie, finanziarie e assicurative dell'Università Cattolica di Milano, che
affronta temi come l'impatto del rischio sulle principali fasi gestionali del
credito, le tecniche per misurare e valutare il rischio di credito, gli
strumenti a disposizione di manager e autorità regolamentari per prevenire rischi sistemici. Un corso di durata annuale, giunto alla terza edizione e
aperto a un massimo di 30 allievi, che si rivolge sia ai laureati in materie
economiche e giuridiche, sia a matematici, fisici e ingegneri. La parte di
didattica in aula (350 ore complessive, con frequenza a tempo pieno) è
integrata da approfondimenti teorici e metodologici in presenza di esperti,
gruppi di lavoro (seguiti da tutor), analisi di casi e simulazioni. Nel corso
dell'anno sono previsti esami intermedi e project work, oltre all'esame finale
che rilascia il titolo di master di secondo livello, con la conclusione
affidata a uno stage o project work in Italia o all'estero. Il cambiamento di
parametri imposto dalla crisi spinge alla riqualificazione anche chi già
lavora in ambito finanziario e questo è un altro filone che si va consolidando
nell'offerta formativa. Un esempio arriva dall'executive master in Finance (20
ottobre 201123 giugno 2012) organizzato da Cuoa ad Altavilla Vicentina e
destinato in primo luogo a chi si occupa di finanza d'impresa, funzione ormai
prevista anche negli organici di molte piccole e medie imprese. Un corso
articolato in tre specializzazioni executive: in Finance & Control, Corporate
Finance, infine Finance & Accounting. I contenuti proposti alternano tematiche
tecnicospecialistiche (come le competenze legate all'amministrazione, al
bilancio, al controllo di gestione, alla tesoreria e al rapporto con la banca,
alla finanza d'impresa, alle regole fiscali e giuridiche, al risk management,
all'information technology) e sviluppo delle competenze manageriale (le
cosidette soft skill). Una tematica affine caratterizza il master in Corporate
Finance (MaCoFin) organizzato dalla Luiss in collaborazione con Deloitte. Un
corso che dura dodici mesi, con partenza a novembre, ed è somministrato
interamente in lingua inglese. Il programma formativo prende avvio con otto
precorsi di base per poi proseguire con lezioni per 500 ore, corsi
specializzanti e lavoro sul campo per avvicinare gli aspetti teorici alla vita
in azienda. Se il settore della finanza in generale non è tra i più dinamici
sul fronte occupazionale in questa fase, è pur vero però che è in atto un
turnover, con molti incentivi agli esodi, in parte colmati da ingressi di
giovani neolaureati. Da Roma a Venezia per un altro corso in lingua inglese.
L'Università Ca' Foscari propone un master annuale in Economics and Finance
(massimo di 20 allievi e presenza di docenti internazionali) rivolto a coloro
che mirano a un posto di lavoro in una delle business unit del mondo
finanziario, comprese le società di consulenza specializzate nel settore. Così
le lezioni spaziano dal risk management al banking, dalla corporate finance
all'asset allocation. Anche in questo caso alle lezioni teoriche si affiancano
studi di casi, ricerche ed elaborazione di progetti individuali e di gruppo,
simulazioni e action learning. Il corso si svolge in tre periodi di circa tre
mesi ciascuno, al termine dei quali vengono sostenute le relative prove
d'esame. Il tema delle regole (che non riguardano solo l'ambito finanziario,
ma anche quello economico in generale) si ritrova nel master Cer (Concorrenza,
Economia della valutazione e della Regolamentazione) promosso dall'Università
Federico II di Napoli. Il focus, in questo caso, è puntato su quanti puntano a
un'occupazione all'interno di istituzioni o società che si occupano di temi
caldi in questa fase come la concorrenza e la regolamentazione nei settori di
pubblica utilità, come telecomunicazioni, luce e gas.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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