
Il rapporto, realizzato con il contributo della Camera di Commercio di Bologna,
ha avuto lo scopo di valutare il risultato conseguito da un campione di
cooperative sociali aderenti a Legacoop Bologna sotto il profilo economico,
patrimoniale e finanziario.
Il campione
Il campione è costituito da 15 cooperative sociali aderenti a Legacoop Bologna,
nove di tipo A e sei di tipo B, rappresentative del 70% del valore della
produzione totale del comparto nel 2000. Sono stati raccolti e analizzati
i bilanci dal 1996 al 2000 compresi.
L'analisi per indici
Questo tipo di analisi si fonda sul presupposto che la comprensione
delle dinamiche aziendali non possa basarsi solo sull'osservazione dei
semplici dati indicati in bilancio, ma necessiti di raggruppamenti e rapporti
resi dagli indici. Il pregio maggiore degli indici è rappresentato dalla loro sinteticità
e dalla facilità con cui possono suggerire domande all'analista.
Dal punto di vista reddituale, la ricerca parte dal presupposto che gli indici
classici di redditività (ROI e ROE) mal si applicano alla realtà cooperativa e
ancora di più alla realtà delle cooperative sociali.
Questo non significa che le cooperative sociali, visto il loro obiettivo di
servire la comunità, debbano ignorare i dettami della buona gestione economica.
Per l'analisi dell'andamento reddituale non sono stati adottati dunque i classici
indici, ma si è posta maggiore attenzione ai
ratios in grado di misurare
il valore aggiunto e il suo rapporto al valore della produzione.
In dettaglio, gli indici scelti sono stati i seguenti:
- Indice di liquidità
- Rapporto di indebitamento
- Rotazione dei crediti in giorni
- Incidenza del costo del personale sul valore della produzione
- Valore della produzione per addetto
- Valore aggiunto
- Valore aggiunto su valore della produzione
Principali risultati
Dall'analisi emerge chiaramente che il settore della cooperazione
sociale è in forte crescita: nel periodo di riferimento si registra infatti
un incremento del 72,8% nel capitale investito, che è arrivato a circa 24 milioni
di Euro, e un più 103,71% per il risultato di esercizio.
La crescita risulta trainata soprattutto dalle grandi cooperative sociali di
tipo A. Il rapporto però evidenzia anche come il settore sia finanziariamente
debole e non in grado di fronteggiare adeguatamente la crescita.
In particolare, gli utili netti risultano molto ridotti in proporzione al
valore della produzione limitando così la capacità di autofinanziamento
delle cooperative nel settore. Il rapporto di indebitamento rilevato è
particolarmente preoccupante per le cooperative di tipo A di medie e piccole
dimensioni, anche come conseguenza dell'influenza esercitata dalla cronica
sottocapitalizzazione dell'istituto cooperativo.
Nel quinquennio c'è anche stato un peggioramento della rotazione dei crediti
(ossia dei tempi di pagamento) a partire dal 1998 che porta a rilevare una
rotazione media di 147 giorni per le cooperative di tipo B, 143 per le A di
grandi dimensioni e 137 per le altre di tipo A.
Il significato della ricerca è così riassunto da Alberto Alberani,
uno degli autori e responsabile delle politiche sociali di Legacoop Bologna: «Questo lavoro è frutto
di un percorso avviato da Legacoop con le cooperative sociali cinque anni fa e
mostra l'evoluzione di consapevolezza del comparto per gli aspetti di gestione
economica. La ricerca è anche uno stimolo per aprire un dibattito,
limitato non solo alle sociali, sulla salute economica e finanziaria delle
imprese cooperative. In questo senso si tratta di un pretesto per attivare un
percorso. Nello specifico, lo studio, limitatamente al campione,
ci riferisce due dati, in parte contraddittori:
a) la cooperazione sociale è in grande espansione;
b) le imprese cooperative del settore sono soggetti finanziariamente deboli,
troppo dipendenti dalle commesse pubbliche, e necessitano di capitali e
investimenti che oggi mancano».