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  :: Rassegna stampa - Documento

Corporate bond, almeno 40 società con le carte in regola per la doppia B
di Vittorio Puledda
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 1 dicembre 2003

Non accenna a calmarsi la bufera sui corporate bond, incalzata dai colpi della magistratura sulla vicenda che più ha creato scompigli sul mercato: il default dei titoli Cirio. Ma, nello stesso tempo, non passa quasi giorno che una blasonata società non annunci un'imminente, e spesso corposa, emissione di obbligazioni corporate. Insomma, il settore è nell'occhio del ciclone e nello stesso tempo vive un momento di grande vitalità.
Una vitalità sottolineata anche da una riflessione specializzata, compiuta dalla Fitch Italia, branca locale di una delle maggiori agenzie di rating mondiali. I dati sono significativi: nonostante il rallentamento nei primi mesi del 2003, il valore delle obbligazioni in circolazione di emittenti italiani a fine ottobre aveva raggiunto i 95 miliardi di euro (escludendo le obbligazioni bancarie e assicurative). Una montagna di denaro, che sempre più spesso si pone in diretta concorrenza con il ricorso al credito bancario: un percorso virtuoso se aumentano le opportunità di diversificare le fonti di approvvigionamento della merce-denaro, ma anche un pericolo se segnalano invece la tendenza delle stesse banche a scaricare sul mercato - e su risparmiatori non sempre avvertiti - rischi troppo alti.
Un elemento, sottolineato dallo studio della Fitch, è che sul totale dei bond in circolazione solo cinque grandi gruppi (Telecom, Fiat, Enel, Eni e Parmalat) hanno emesso titoli per 74 miliardi di euro, mentre altri 45 gruppi hanno bond in circolazione per 21 miliardi. E in genere sono obbligazioni con un mercato molto illiquido e con un importo medio inferiore a 200 milioni; complessivamente, solo il 50% del numero di emissioni ha un rating.
E proprio il rating rappresenta una delle chiavi principali per dare trasparenza - e relativa stabilità - a questo mercato. Secondo la Fitch in Italia ci sono circa una quarantina di società che potrebbero accedere al mercato del debito, emettendo obbligazioni, ottenendo un rating compreso tra la doppia B e la tripla B; un punteggio non da primaria società, ma ancora ad un livello di relativa tranquillità come merito di credito.
Uno sguardo ai settori spiega che nel campo alimentare ci sono quattro cinque società senza rating ma con solida struttura societaria, dimensioni e redditività tali da poter ottenere un punteggio di BB, mentre nella moda sono circa il doppio i gruppi nelle stesse condizioni.
Stesso discorso per le costruzioni, settore molto ciclico e con una redditività in genere molto bassa: il comparto è caratterizzato da tre colossi che si contendono il 20% del mercato, mentre il restante 80% è fortemente frammentato. Allargando le considerazioni anche alle società specializzate nei materiali per l'edilizia, una decina di società potrebbero ottenere un rating BB.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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