Corporate governance, cresce il mercato della consulenza
di Marco Sabella
Corriere Economia - Corriere della Sera
Lunedì 28 giugno 2004
«I l 55% degli analisti finanziari e degli investitori
istituzionali ritiene che le imprese italiane debbano dotarsi
di una funzione di controllo interno delle procedure
contabili».
È uno dei dati più significativi che emergono da
una ricerca condotta da Protiviti, gruppo statunitense
specializzato nella consulenza di corporate
governance , risk management e internal auditing, da
pochi mesi operativo anche in Italia con una rete di circa 30
professionisti. E il dato riflette la crescente attenzione del
management delle imprese e della comunità finanziaria per gli
aspetti legati alla trasparenza, alla correttezza della
corporate governance e alle sue
implicazioni per gli investitori. «Parlare di
corporate governancefa parte di quelle
ondate di concetti manageriali che dominano periodicamente il
dibattito relativo alla gestione delle imprese - sottolinea
l'amministratore delegato di Governance Consulting, Susanna
Stefani -. In passato si è discusso molto di "catena del
valore" e di "project finance". Dal 2000 ad oggi, quando le
aziende hanno cominciato ad andare meno bene, si è scoperta
l'importanza del dialogo con gli analisti e con gli
investitori», sottolinea Stefani.
In questo scenario i grandi scandali societari, Cirio e Parmalat in Italia,
Enron e Worldcom negli Stati Uniti, non sembrano aver giocato un ruolo
essenziale. «L'attenzione per la corporate
governance e per il monitoraggio delle aziende è
andata crescendo fin dagli anni Novanta, con la legge Draghi,
la legge 231 che allarga la responsabilità amministrativa alle
società, il Codice Preda. Gli scandali non hanno fatto che
accelerare il processo di adozione di codici etici, norme
deontologiche e procedure formalizzate di corporate
governace», sottolinea Carlo Peschiera, responsabile dei
servizi di corporate governance per Deloitte consulting.
Ed ecco che il mercato della consulenza specializzata
nell'ambito della corporate governance è
cresciuto a un valore che secondo la maggior parte degli
specialisti del settore si colloca intorno ai 50-60 milioni di
euro l'anno con un numero di addetti compreso fra i 300 e i
400 professionisti.
«È importante ricordare che esistono
due piani distinti di intervento per le società di consulenza
che si occupano di corporate governance.
Uno è di livello strategico - e riguarda l'architettura degli
organismi direzionali, il cda, i comitati di controllo, la
scelta dei consiglieri indipendenti. L'altro, più operativo,
attiene alla revisione del sistema di controllo interno, al
risk management e all'internal audit»,
afferma l'amministratore delegato di Protiviti, Alberto
Carnevale. In questa seconda area della corporate governance,
quella in cui sono più attive le major del settore come
Deloitte, Kpmg, Ernst & Young, PriceWaterhouseCoopers
acquista una crescente importanza, accanto alle aree di
controllo finanziario e di rispetto delle normative vigenti
anche il cosiddetto operational audit che
punta a verificare l'efficienza e l'efficacia dei processi
aziendali.
«Ma i due livelli di corporate governance, quello strategico e
quello operativo, non devono essere considerati separatamente perché
sono parte di un medesimo processo di miglioramento della governance
societaria», sottolinea Stefani. Ecco perché entrambe le aree
di consulenza sembrano in pieno sviluppo e la nascita di nuove
società (Protiviti, Ferrari & Partners, guidata dall'ex
direttore generale di Finecogroup, Massimo Ferrari), è la
testimonianza della vivacità di questo segmento della
consulenza. Che serve un mercato composto dalle circa 300
società quotate e almeno un migliaio di altre imprese di media
dimensione che hanno tutto l'interesse a perseguire la
trasparenza nei propri rapporti con tutti gli
stakeholder, azionisti, investitori, fornitori e clienti.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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