Credito alle imprese, rallenta la crescita. Tutte le richieste degli imprenditori
di Adriano Bonafede
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 7 dicembre 2009
I numeri nudi e crudi una cosa la dicono: non c'è stato nell'ultimo anno un crollo
verticale nella concessione dei crediti alle imprese, ma un brusco e fortissimo
ridimensionamento del tasso di crescita, in pratica un suo annullamento, questo sì.
Secondo le cifre rese note di recente dalla Banca d'Italia, il tasso di crescita dei
credito al settore privato è sceso nel 2009 allo 0,3 per cento contro il 10 per
cento dell'anno precedente.
Si tratta dunque di una drastica riduzione della crescita, che però ha
probabilmente avuto un impatto maggiore sulle piccole e medie imprese.
Inoltre, questo rallentamento non sembra ancora essersi arrestato: secondi dati
resi noti dall'Isae, nello scorso ottobre la quota di imprese manifatturiere che
non avevano ottenuto il credito richiesto è passata dal 6,7 al 6,9 per cento.
La crisi economica in atto ha dunque provocato uno stop all'aumento dei
finanziamenti alle imprese. Sul perché ciò sia avvenuto, è in atto una querelle
tra il mondo delle imprese quello delle banche: se cioè siano state soprattutto
queste ultime a frenare o se siano state le aziende a chiedere meno soldi. Secondo
gli esperti le due spiegazioni non si escludono a vicenda, anzi sono probabilmente
vere entrambe.
Il governo, da parte sua, ha cercato di potenziare alcuni meccanismi per favorire
il credito alle piccole e medie imprese. L'intervento forse più importante in
questo senso è quello che sta avvenendo attraverso il Fondo di garanzia per le Pmi
presso il Mediocredito centrale. Le risorse messe a disposizione ammontano a
1,5 miliardi da utilizzare entro il 2012. Qui il problema maggiore è che le risorse
sono concentrate soprattutto sul 2011 e sul 2012; per questo la Confindustria sta
chiedendo di anticipare l'utilizzo di questo fondi. Tuttavia anche solo così si
registra un più 84,6 per cento delle domande nel 2009 (al 30 settembre) e una
crescita del volume dei finanziamenti del 185 per cento.
Un'altra misura messa in campo dal governo e considerata molto importante dagli
imprenditori è la moratoria di 1 anno sui mutui immobiliari e di 6 mesi per quelli
di altro tipo, oltre che lo slittamento a 270 giorni dei crediti a breve. Secondo
un'indagine della Confindustria resa nota la scorsa settimana, il 47,7 per cento
delle imprese l'ha già chiesta o sta per chiederla, mentre l'81 per cento la
ritiene utile.
C'è infine da registrare la messa a disposizione da parte della Cassa depositi e
prestiti di 8 miliardi da affidare alle banche per l'erogazione di prestiti alle
imprese. Una misura che ha già consentito di erogare 3 miliardi.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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