Cumulo di cariche dei sindaci. Analisi del fenomeneno ed impatto sull'affidabilità dell'impresa
a cura di Cerved Business Information spa
Marzo 2006
Documento a cura di Michele Del Monaco, Responsabile Marketing strategico Cerved.
Aggiornato al mese di gennaio del 2006.
1. Introduzione
La recente e molto discussa riforma degli ordini professionali è stata anche occasione di
confronto tra le parti interessate sull'opportunità o meno di porre un limite al cumulo della
carica di sindaco all'interno delle società di capitali per le quali, superate certe soglie
dimensionali, il nostro ordinamento prevede l'obbligo di un collegio sindacale o comunque di un
organo per la verifica degli atti amministrativi dell'impresa.
Il dibattito è naturalmente ancora aperto e lascia spazio a diverse riflessioni, non ultimo il
timore diffuso che un sindaco con molte cariche possa non porre la necessaria attenzione ai conti
di ogni singola società.
Cerved ha voluto andare a "leggere i numeri" per capire da un lato se il fenomeno delle cariche
multiple sia o meno un fenomeno diffuso; dall'altro per capire se lo stesso possa avere una
qualche correlazione con l'andamento aziendale, in particolare con il suo profilo di affidabilità.
2. Le cariche multiple
L'universo preso in considerazione dall'analisi è composto da tutte le persone che risultano
coprire le seguenti cariche: presidente del collegio sindacale, sindaco effettivo; e per le quali i
dati anagrafici come il codice fiscale, cognome e nome e data di nascita risultavano completi nelle
nostre banche dati.
L'analisi è stata quindi effettuata sulle società italiane attive ed inattive a far data da
febbraio 2005, con l'esclusione di quelle in procedura, liquidazione o fallimento. Dal momento che
6.708 persone hanno nella stessa impresa sia la carica di sindaco che di presidente del collegio
sindacale, per semplicità nei conteggi ne è stata considerata soltanto una delle due.
La base dati da cui si è partiti è dunque la seguente:
| Totale cariche presenti nell'archivio dopo l'inserimento dei filtri su stato attività dell'impresa |
356.633 |
| Casi in cui la stessa persona ha 2 cariche (presidente c.s. e sindaco) |
6.708 |
| Totale cariche senza duplicati |
349.925 |
| Totale individui |
149.498 |
| Totale aziende univoche considerate |
117.347 |
Sulla base di questi dati abbiamo rilevato la distribuzione delle cariche di sindaco all'interno
delle imprese considerate nell'analisi.
| Descrizione |
Nr. individui |
Peso % su totale individui |
Numero aziende |
% su totale aziende |
| Nr. individui con cariche in più di 50 aziende (>=50) |
67 |
0,0 |
3.721 |
3,2 |
| Nr. individui con cariche in più di 30 aziende (>=30) |
496 |
0,3 |
15.079 |
12,8 |
| Nr. individui con cariche in più di 15 aziende (>=15) |
2.988 |
2,0 |
43.618 |
37,2 |
| Nr. individui con cariche in più di 10 aziende (>=10) |
6.406 |
4,3 |
60.357 |
51,4 |
| Nr. individui con cariche in meno di 10 aziende (<=10) |
143.092 |
95,7 |
104.186 |
88,8 |
| Nr. individui con cariche in meno di 5 aziende (<=5) |
132.708 |
88,8 |
83.344 |
71,0 |
| Nr. individui con cariche in una sola azienda |
107.465 |
71,9 |
50.741 |
43,2 |
Come si può vedere dalla tabella, i sindaci con cariche in più di 10 aziende (6.406) rappresentano
circa il 4% del totale delle persone con carica esaminate; e le società che questi controllano
(60.357) sono il 51% di tutte le società dell'insieme considerato.
Questa prima analisi porta ad alcune semplici considerazioni:
la prima è che il fenomeno della concentrazione delle cariche è sicuramente presente
nel nostro paese, con alcuni soggetti che sommano un numero di cariche che rischia di legittimare
i dubbi sulla effettiva capacità di controllo delle singole realtà (per il primo segmento il numero
medio di imprese delle quali fa parte uno stesso sindaco è pari a 55!);
la seconda è che questo fenomeno è "relativamente" concentrato, visto che il 4% degli
individui controlla oltre il 50% delle società. I soggetti con una sola carica non rappresentano la
maggioranza, segno del fatto che molto probabilmente "l'impegno" della carica permetterebbe
l'assunzione di più cariche contemporaneamente.
Ultima, ma non meno importante osservazione, è che in realtà la maggior parte dei
sindaci (88,8%) ha meno di 10 cariche (un numero che appare di per sé adeguato ad assicurare un
efficace controllo sulle singole società) e che quindi nel complesso il sistema può dirsi
equilibrato.
Senza scoprire chi sono abbiamo voluto però andare a vedere quante cariche, in quante aziende e
quale età anno i professionisti "più gettonati".La tabella, dalla quale per motivi di privacy
sono stati eliminati nomi e cognomi, mostra i dieci soggetti con più cariche, per le sole SpA.
Num. cariche come Presidente di collegio sindacale in SpA |
Num. cariche come sindaco effettivo in SpA |
Totale incarichi |
Età |
| 75 |
11 |
86 |
63(1) |
| 62 |
8 |
70 |
78 |
| 25 |
41 |
66 |
62 |
| 19 |
44 |
63 |
42 |
| 0 |
62 |
62 |
55 |
| 48 |
13 |
61 |
69 |
| 28 |
31 |
59 |
70 |
| 35 |
24 |
59 |
53 |
| 17 |
39 |
56 |
54 |
| 35 |
20 |
55 |
59 |
Dalla tabella possiamo notare che nei primi 10 professionisti "più presenti" l'età media è poco
superiore ai 60 anni, da questo se ne dedurrebbe che per costituirsi un parco di clientela così
nutrito sono sicuramente necessari diversi anni, e una rete di rapporti molto estesa con le
imprese.
Ovviamente noi non possiamo in alcun modo affermare che un sindaco con molti impegni controlli con
minore efficacia di uno che presiede ad una sola società; possiamo però ipotizzare che, se tutti i
sindaci di una società sono "molto impegnati" forse la società potrebbe essere sottoposta ad
un'attività di controllo meno efficace di una in cui i sindaci possono dedicarle tutta l'attenzione
di cui ha bisogno.
Verrebbe da porsi una ulteriore domanda: potrebbe il fatto di essere una società "poco controllata"
avere un impatto sul suo livello di affidabilità?
Proseguendo nell'analisi abbiamo quindi verificato un'ipotesi che sulla carta appariva plausibile,
e cioè se avere un collegio composto da sindaci che coprivano cariche anche in molte altre aziende
potesse avere un qualche riflesso sul profilo di affidabilità dell'impresa. Prima di entrare nel
vivo dell'analisi è però opportuno un piccolo cenno allo strumento utilizzato per la valutazione
del livello di affidabilità dell'impresa.
3. Il rating Cerved
Il sistema di Cerved di classificazione del rischio delle imprese italiane, è frutto di tecniche
statistiche basate sulla metodologia dell'analisi discriminante applicata ai caratteri tipici
delle imprese sane e delle imprese in stato di difficoltà. Alle società di capitali ed alle imprese
non di capitali sono stati applicati due differenti modelli:
per le società di capitali il modello statistico utilizza, in particolare, i dati di
bilancio opportunamente combinati con altre variabili extra-economiche ed è quello che è stato
utilizzato in questa nostra ricerca;
per le imprese non di capitali il modello statistico prende in esame variabili
qualitative desumibili dal registro imprese in combinazione con variabili socio-macroeconomiche
specifiche del territorio e del settore in cui l'impresa opera. Anche in questo caso il modello
misura la vicinanza delle variabili caratteristiche dell'impresa a quelle tipiche delle imprese
sane o in stato di difficoltà.
La valutazione dell'affidabilità commerciale è stata ricondotta a sette classi di rischio:
1 - Solidità
2 - Solvibilità superiore alla media
3 - Solvibilità sufficiente
4 - Vulnerabilità
5 - Rischio moderato
6 - Rischio maggiore delle media
7 - Rischio elevato
Si tratta di una ripartizione analitica che è stata resa possibile dalla consistenza e dalla
profondità storica dei dati a disposizione e che consente di discernere accuratamente nell'area
grigia del rischio. Da questo punto di vista il sistema discrimina chiaramente le imprese a rischio
dalle imprese solvibili e non è perciò affetto dal consueto fenomeno di concentrazione delle
frequenze di distribuzione del rating sulle classi centrali, come sovente avviene in altri modelli.
Il sistema di rating è stato messo a punto utilizzando sei differenti modelli settoriali: si tratta
di una caratteristica peculiare di questo sistema e di norma non diffusa in altri sistemi di
rating; la differenziazione settoriale consente di tenere in debito conto che i segnali di
insolvenza possono manifestarsi con dinamiche differenti da settore a settore e quindi diverse,
quanto meno nella loro composizione, sono anche le variabili economico-finanziarie che possono
risultare maggiormente predittive dei fenomeni stessi di insolvenza.
I sei modelli differenziati per settori sono:
- Industria
- Commercio
- Impiantistica/Pluriennali
- Servizi "leggeri"
- Trasporti /Pubblica Utilità
- Immobiliari
Per la taratura del sistema sono stati costruiti campioni statistici che hanno preso in
considerazione dati economico-finanziari di migliaia di società. In particolare il sistema è
stato calibrato per tenere conto della peculiare realtà economica del nostro Paese, caratterizzata
dalla fortissima presenza di società di medie e piccole dimensioni.
4. Sindaci ed affidabilità
L'analisi è stata condotta separatamente per le SpA e per le Srl in quanto gli obblighi riferibili
al collegio sindacale sono differenti. Ecco cosa ne è emerso.
4.1 Le società a responsabilità limitata
Al contrario delle SpA, le Srl, non hanno l'obbligo di avere come organo di controllo il collegio
sindacale e proprio per questo motivo sembrerebbero essere più esposte alle crisi d'impresa.
L'analisi è stata centrata sui due insiemi delle imprese con collegio sindacale e senza,
evidenziandone le principali caratteristiche in termini di rischiosità, dimensione e
localizzazione. Volevamo infatti anzitutto capire se la presenza del collegio sindacale ha
un qualche apprezzabile effetto in termini di affidabilità dell'impresa. Oltre a questo abbiamo
voluto anche verificare l'aspetto dei sindaci che hanno molti incarichi, ossia se è possibile
definire "poco controllata" un'impresa quando tutti i membri del collegio sindacale sono impegnati
in molte altre aziende.
L'analisi condotta su 1.066.479 di Srl ha anzitutto evidenziato che la percentuale di aziende
che risulta aver dichiarato di avere il collegio sindacale sono l'8,2% del totale, di cui però
soltanto il 3,6% lo ha effettivamente, mentre ben il 4,6% lo prevede nello statuto ma poi di fatto
non lo nomina. Questa precisazione è doverosa in quanto, come vedremo più avanti, questo
sottoinsieme di imprese presenta un profilo di affidabilità un po' particolare.
4.2 Distribuzione Srl per presenza o meno di sindaci e collegio sindacale
| Descrizione |
Nr. imprese |
Peso % sul totale Srl |
| Srl con organo di controllo(2) |
38.702 |
3,6% |
| Srl senza organo di controllo |
978.884 |
91,8% |
| Srl con dichiarazione di presenza del collegio ma senza sindaci |
48.893 |
4,6% |
| Totale Srl non cessate |
1.066.479 |
100% |
Fonte: archivi Cerved B.I. SpA
Per valutare l'effetto sulla gestione aziendale dei sindaci abbiamo effettuato delle verifiche
su due particolari aspetti: il tasso di fallimento di queste imprese, ossia l'evento più estremo
e patologico per l'azienda e per i suoi creditori, e il rating che abbiamo loro attribuito, per
capire se il profilo complessivo di affidabilità sia differente tra i diversi insiemi di imprese.
4.3 Tasso di fallimento Srl per presenza o meno di sindaci e collegio sindacale
| Descrizione |
Fallite in media nel periodo 1999-2004 |
Tasso medio di fallimento nel periodo 1999-2004 |
Srl con organo di controllo (collegio sindacale e/o sindaci) |
175 |
4,5 per mille |
| Srl senza organo di controllo |
5.849 |
6,0 per mille |
Srl con dichiarazione di presenza del collegio ma senza sindaci |
303 |
6,2 per mille |
| Totale |
6.327 |
|
Fonte: archivi Cerved B.I. SpA
La prima verifica ha evidenziato che il tasso di fallimento delle Srl senza collegio sindacale
(6 per mille) è superiore rispetto a quelle Srl con collegio sindacale (4,5 per mille). Da
osservare una singolarità: le Srl che dichiarano di avere un collegio sindacale ma poi ne sono in
effetti prive, hanno un tasso di fallimento leggermente più elevato rispetto a quelle che non lo
hanno (6,2 per mille).
4.4 Distribuzione Srl per rating(3)
| Descrizione |
Totale Srl |
Srl con collegio e sindaci |
Srl senza organo di controllo |
Srl con dichiarazione di presenza ma senza sindaci |
| Solidità-Solvibilità |
26,6% |
45,9% |
25,6% |
31,2% |
| Vulnerabilità |
8,6% |
11,5% |
8,4% |
9,1% |
| Rischio |
20,9% |
28,2% |
29,0% |
30,2% |
Fonte: archivi Cerved B.I. SpA
La seconda verifica conferma quanto già visto per il fenomeno del fallimento: le società con
collegio sindacale o con sindaci risultano avere un profilo di affidabilità decisamente superiore
rispetto a quello delle Srl che ne sono prive.
In particolare le Srl con collegio sindacale presentano un livello di solidità-solvibilità
superiore agli altri insiemi. Va comunque evidenziato che tali Srl sono dimensionalmente più
grandi delle altre e quindi parte del risultato si spiega con questo dato.
Di conseguenza, sia guardandole dal punto di vista dell'incidenza dei fallimenti che da quello
del valore del rating di affidabilità, sembra che la presenza del collegio sindacale abbia un
effetto diretto, preciso e rilevabile sul livello di affidabilità dell'impresa.
Dopo aver verificato che l'esistenza del collegio sindacale fornisce effettivamente maggiori
garanzie sul livello di affidabilità dell'azienda, abbiamo effettuato un'ulteriore indagine per
verificare se la presenza di sindaci "molto impegnati" abbia o meno impatti sulla solidità della
società.
Su un totale di 38.702 Srl dotate di collegio sindacale poco più di 6.000, ossia il 16% del totale,
hanno l'intero collegio sindacale impegnato in altre imprese con analogo incarico. Di queste,
quelle in cui tutti i membri hanno un incarico in almeno altre 5 imprese sono solo 626 e sono di
dimensioni medio-grandi in termini di fatturato: il 78% di esse ha infatti un fatturato superiore
ai 2 milioni di euro.
Verificato il loro profilo di rischio, sia riguardo al tasso di fallimento che alla distribuzione
del nostro rating, non abbiamo riscontrato differenze significative rispetto all'insieme cui
appartengono.
5. Le Società per Azioni
Con riguardo alle SpA, l'insieme di riferimento dell'analisi è costituito da 63.828 società
(società per azioni, società per azioni con azionista unico e società in accomandita per azioni)
non cessate al momento dell'analisi.
E' necessario sottolineare che la riforma del Diritto Societario ha modificato in maniera
rilevante l'intera disciplina del collegio sindacale ridisegnandone le competenze che, a partire
dal 2004, consistono in un'attività di vigilanza sull'osservanza della legge e dello statuto e sul
rispetto dei principi di corretta amministrazione.
In particolare la nuova formulazione del controllo non fa più riferimento ad una semplice verifica
dell'amministrazione, ma ne introduce uno più ampio prevedendone uno di merito circa il rispetto
dei principi di corretta amministrazione ed un altro sull'adeguatezza della struttura organizzativa,
amministrativa e contabile adottata. In sostanza sul funzionamento vero e proprio dell'impresa.
Diversamente dalle Srl, per quel che riguarda i nuovi tipi di amministrazione introdotti dalla
riforma il controllo non è più demandato al collegio sindacale, ma al consiglio di sorveglianza
(nel caso di sistema monistico) e al comitato di gestione (nel sistema dualistico).
Le SpA che hanno dichiarato di avere un organo di controllo, rappresentato dal Collegio Sindacale
o da un organo di altro tipo, sono il 78,3% delle SpA analizzate, come si vede in dettaglio nella
tabella seguente:
| Descrizione |
Totale |
Peso % sul totale |
| Spa con collegio sindacale o sindaci |
49.801 |
78,0% |
| Senza collegio ma con altra forma di controllo |
160 |
0,3% |
| Totale SpA con forma di controllo dichiarata |
49.961 |
78,3% |
| Senza forma di controllo ma in procedura concorsuale |
10.115 |
15,8% |
| Senza forma di controllo ma operative - anomale - |
3.752 |
5,9% |
| Totale SpA |
63.828 |
100,0% |
Dal momento che per le SpA una forma di controllo è obbligatoria, abbiamo voluto verificare come
fossero classificabili le altre società che ne sono prive (poco più di 10.000 pari al 15,8% dello
stock analizzato). In larga misura si tratta di società in procedura concorsuale, per le quali
ricordiamo che il controllo è demandato al giudice delegato che dirige le operazioni di fallimento.
Come per le Srl, abbiamo voluto vedere più da vicino quelle i cui membri del collegio fossero
"molto impegnati" e per far ciò abbiamo identificato anzitutto l'insieme di imprese in cui
tutti i membri del collegio sindacale avessero carica analoga in altre società. Questo
insieme è composto da 22.583 imprese (pari al 35% delle SpA non cessate al momento dell'analisi).
A questo punto abbiamo introdotto un criterio, una soglia limite, che permettesse di definire un
sindaco "molto impegnato" e, dove questo concetto fosse estendibile a tutti gli altri membri, una
società potenzialmente "poco controllata".
Il valore soglia preso come riferimento è 10; tale valore individua una SpA "poco controllata", in
cui tutti i membri del collegio sindacale hanno altre cariche di sindaco o presidente del collegio
sindacale in 10 o più imprese (SpA o anche Srl).
Le SpA che risultano rispondere a questi criteri sono 2.391 e sono prevalentemente localizzate nel
Nord-Ovest (57%), svolgono attività manifatturiera (39%), appartengono ad un gruppo (61%) ed hanno
un fatturato superiore a 5 milioni di Euro.
| Descrizione |
Rating delle SpA "poco controllate" |
Rating delle Spa |
| Nr. |
Peso % |
Nr. |
Peso % |
| Solidità |
69 |
3,2% |
1.646 |
3,7 |
| Solvibilità superiore
alla media |
372 |
17,0% |
7.114 |
15,9% |
| Solvibilità sufficiente |
567 |
25,9% |
11.906 |
26,5% |
| Vulnerabilità |
206 |
9,4% |
5.034 |
11,2%/td>
|
| Rischio moderato |
352 |
16,1% |
7.731 |
17,2% |
| Rischio maggiore della media |
183 |
8,4% |
3.652 |
8,1% |
| Rischio elevato |
57 |
2,6% |
1.413 |
3,1% |
Fonte: archivi Cerved B.I. SpA
L'analisi sul livello di affidabilità di queste imprese "poco controllate" non pone in luce alcun
particolare problema di bilancio a loro carico e la distribuzione nelle diverse classi di rating
risulta pressoché identica o con scarti minimi.
Di conseguenza, anche quando il controllo di una SpA è affidato ad un complesso di sindaci che
hanno relativamente poco tempo da dedicarle, i risultati delle nostre analisi ci dicono che non
esiste al momento alcuna maggiore debolezza di queste società né alcun indizio che possa far
pensare che esse abbiano a soffrire in misura diversa rispetto alle altre società.
* * *
Note:
(1): in 7 società ha il doppio incarico di sindaco effettivo e di
Presidente del collegio sindacale
(torna su).
(2): il dato comprende sia le Srl che hanno collegio e sindaci, sia le
Srl che pur non avendo dichiarato il collegio sindacale hanno i sindaci
(torna su).
(3): il totale non è pari a 100 a causa di una quota di imprese senza
rating e di imprese per le quali non è stato possibile calcolarlo
(torna su).
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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