Decreto Ias in dirittura
di Laura Cavestri
Il Sole 24 Ore
Mercoledì 24 novembre 2004
Un conto alla rovescia lungo sette giorni. Ias facoltativi,
dal 1° gennaio 2005 - e vincolanti dal 2006 - per i bilanci
individuali di banche, società quotate e non. Principi contabili
che restano, invece, obbligatori, per i soli rendiconti consolidati
di istituti di credito e società quotate sui mercati internazionali.
Ad appena una settimana dalla scadenza della delega governativa,
il Consiglio dei ministri di domani si prepara a varare un
decreto legislativo che soddisfa in tempo utile solo una ridotta
porzione degli impegni indicati all'articolo 25 della Finanziaria
2003 (legge 306/2003).
I tecnici di via XX Settembre stanno infatti limando gli ultimi
passaggi per rendere praticabile l'inclusione dei rendiconti di
esercizio sotto "l'ombrello" facoltativo dei nuovi principi contabili
internazionali Ias/Ifrs.
Ma per farlo occorrerà agganciare allo schema di provvedimento
un set di adeguamenti fiscali; che consisterà in un secondo decreto
legislativo o, più realisticamente, in una serie di norme che saranno
incardinate nel provvedimento già allo studio e che dovrà trovare
il via libera entro il prossimo 30 novembre.
Per questo dovrebbe essere attuata una procedura d'urgenza,
con l'inserimento dello schema di decreto direttamente all'ordine
del giorno del Consiglio dei ministri, senza esame preventivo.
In pratica, se il decreto legislativo sarà definitivamente approvato
entro fine settimana, banche, società quotate e non,
potranno scegliere di redigere il bilancio di esercizio in conformità
con gli standard contabili internazionali.
Dal 2006, invece, le nuove disposizioni contabili diverranno
obbligatorie. Già da quest'anno, per banche e società quotate, si
trattava di una questione di coerenza contabile, visto che il regolamento
Ce 1606/2002 già le obbligava, da gennaio, a predisporre
consolidati "Ias-compatibili", con il rischio di dover gestire
una doppia contabilità amministrativamente molto costosa.
Capitolo a parte per le assicurazioni. Vale anche
in questo caso l'obbligo di redazione del bilancio
consolidato secondo i principi contabili internazionali,
a partire dal 2005. Per il bilancio di esercizio,
invece, niente fase "sperimentale" ma scatta direttamente
l'obbligo, assieme a banche e società (quotate
e non), dal 1° gennaio 2006.
A questo punto, sarà determinante capire quali
saranno le modifiche fiscali predisposte dall'Economia
per accompagnare la transizione agli Ias/Ifrs. Alcune indicazioni
sono già contenute nella risposta data dal ministero dell'Economia,
lo scorso 6 ottobre
(si veda «Il Sole-24Ore» del 7 ottobre; ndr: leggi l'articolo dal titolo
Ias, confermata la platea ridotta), ai quesiti posti nella risoluzione presentata, in commissione
Finanze della Camera, da Giorgio Benvenuto (Ds). Sotto
esame, tra le altre cose, dovrebbero essere la disciplina
dell'avviamento (sottoposto dallo Ias 22 al cosiddetto impairment test),
il passaggio dal criterio Lifo al Fifo per la valutazione dei beni fungibili
e lo Ias 17 che ridefinisce la contabilizzazione del leasing.
In ogni caso, l'estensione "facoltativa" dei nuovi criteri resta
in bilico, in attesa del varo non oltre il tempo utile del prossimo
Consiglio dei ministri, cui dovrà seguire, a stretto giro, il sigillo
delle commissioni parlamentari competenti.
* * *
Bank of England attacca lo standard 39
Rivedere profondamente le regole di contabilizzazione degli strumenti
finanziari (sintetizzate nello Ias 39) per eliminarne l'applicazione
"a due velocità", determinata dall'alleggerimento del fair value su
passività e coperture.
Il governatore della Bank of England, Andrew Large, ha ribadito lunedì
scorso, nel corso di un convegno bancario a Londra, la propria
contrarietà «a uno standard frutto di un compromesso che scontenta tutti.
La comparabilità dei bilanci - ha sottolineato Large - passa anche
attraverso una "genuina" volatilità delle poste in bilancio». Large ha
sollecitato la Commissione Ue a rivedere al più presto il principio, perché
possa essere applicato a tutti gli Stati in maniera uniforme e trasparente.
Ma preoccupata per i rischi di impiego dell'attuale Ias 39 è anche la
Royal Dutch Shell. La compagnia petrolifera ha dichiarato che sarà
costretta a tagliare, quest'anno, il valore netto delle sue attività
attorno a 4,7 miliardi di dollari (3,6 miliardi di euro) per allineare
i report pensionistici alle disposizioni dei nuovi standard.
Questo imporrà l'iscrizione in bilancio dell'intero deficit previdenziale,
anziché parzialmente, come per l'anno precedente.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
|