Derivati: istruzioni per l'uso
di Mirco Leonelli (Analista finanziario)
Gennaio 2006
Spesso nella stampa specializzata, alla televisione o più comunemente nei borsini di qualche
istituto di credito vi sarà capitato di sentire parlare di Swap, Future, Opzioni, senza, forse,
capirne completamente il significato.
Siete "entrati" più o meno consapevolmente in uno strano mondo, quello dei "derivati"; un mondo a
volte oscuro, pieno di insidie, di piccoli trabocchetti ma anche di profonde ed inesplorate
opportunità.
Un ambiente sicuramente complesso, fatto di strumenti che è bene lasciare maneggiare solamente a
persone esperte, professionalmente elevate. Prodotti che possono sicuramente "fare bene" al
vostro portafoglio, al vostro conto economico, proteggendovi in caso di turbolenze che a più riprese
si abbattono sui mercati finanziari e quindi, di riflesso, sul vostro patrimonio, ma che, è bene
dirlo, possono fare anche "tanto male", specie se presi alla leggera e in dosi troppo alte.
In questa sede non si vuole dare al lettore un manuale per l'uso di questi strumenti; forse neppure
trenta pagine sarebbero sufficienti per questo nobile scopo. Qui si vuole solamente cercare di dare
un significato a tanti termini, per lo più di lingua anglosassone, che alcuni di voi si sono trovati
di fronte (o che incontrerete in futuro) e che non sempre siete stati in grado di decifrare. Una
specie di antipasto che spingerà alcuni di voi ad approfondire l'argomento e altri a limitarsi a
questo per "non ingrassare". Prima di entrare nel fulcro del nostro argomento è bene specificare
che i derivati (strumenti finanziari che "derivano" il loro valore da uno strumento sottostante)
possono fungere sostanzialmente per tre scopi: speculazione, arbitraggio, copertura. I privati che
li usano lo fanno quasi esclusivamente per speculare alla ricerca del guadagno facile; invito
costoro a considerarli anche e soprattutto nella terza versione. Detto questo iniziamo il nostro
piccolo vocabolario.
Idem: acronimo di italian derivatives market ovvero mercato ufficiale e regolamentato dove
sono quotate le opzioni Iso Alpha, le opzioni sull'indice S&P/Mib40 e i future.
Iso Alpha: opzioni sulle singole azioni.
Mibo: opzioni con sottostante l'indice S&P/Mib40.
Future: contratto a termine standardizzato. Chi acquista/vende un future assume l'obbligo
di acquistare/vendere a una certa data e a un certo prezzo l'ammontare di beni sottostante al
contratto. I future possono riguardare merci, tassi d'interesse, obbligazioni, indici azionari,
valute. Nel caso delle merci alla scadenza del contratto è prevista la consegna fisica dei beni.
Nel caso di strumenti finanziari, come gli indici di Borsa, può essere prevista la liquidazione in
denaro del differenziale tra il prezzo di mercato e quello stabilito dal contratto. I contratti
future sono trattati su mercati regolamentati.
Opzioni: sono contratti finanziari che danno al compratore il diritto (ma non l'obbligo)
di comperare (opzioni call) o vendere (opzioni put) una quantità determinata di un'attività
finanziaria sottostante (azioni, valute, materie prime, ecc.) ad un prezzo determinato, ad una
data specifica (opz. di tipo europeo) oppure entro una data (opzioni di tipo americano).
Strike o Base: è il prezzo al quale il compratore dell'opzione ha diritto a vendere (put)
o acquistare (call) il sottostante.
Multiplo: indica la quantità di sottostante controllata dal covered warrant o dall'opzione.
Premio: è il prezzo che viene pagato all'acquisto dell'opzione.
Opzione at the money: opzione dove lo strike è "circa" uguale al prezzo del sottostante.
Opzione in the money: opzione dove lo strike è più basso del prezzo del sottostante
(opzione call) o più alto (opzione put).
Opzione out of the money: l'inverso di sopra.
Payoff: è il ritorno (guadagno) derivante dalla strategia di acquisto/vendita di opzioni.
Scadenza: le opzioni sono caratterizzate da una scadenza alla quale o vengono esercitate o
scadono senza valore (abbandonate). Per le Iso e le Mibo la scadenza è il terzo venerdì del mese.
Per i future, il terzo venerdì dei mesi di Marzo, Giugno, Settembre, Dicembre.
Esercizio di una opzione: è una facoltà disponibile solo a chi ha acquistato l'opzione e
implica la trasformazione della posizione in opzioni in una posizione di acquisto/vendita del
sottostante sul mercato (Iso) oppure, nel caso di una Mibo o di un covered warrant, la liquidazione
in denaro del differenziale.
Valore di una opzione: il valore di una opzione si divide in valore intrinseco e valore
temporale. Il primo è dato dalla differenza fra il prezzo del sottostante e lo strike (per le call)
o l'inverso per le put. Il secondo rappresenta quanto un investitore è disposto a pagare in più
nella speranza che il sottostante si muova nella direzione da lui auspicata. Tale valore diminuisce
all'avvicinarsi della scadenza.
Dimensioni del contratto: il lotto minimo di negoziazione definisce quante unità del
sottostante sono controllate da un contratto di opzione. Nel caso delle Iso su Ras, per esempio,
ogni contratto di opzione controlla 500 azioni. Moltiplicando il numero di Iso su Ras acquistate
X 500 X il prezzo della Iso si trova la somma spesa per l'operazione. Nel caso delle Mibo invece
bisogna moltiplicare il numero di Mibo acquistate X prezzo di mercato X 2.5 euro che rappresenta
il valore di ogni punto indice (le Mibo sono quotate in punti indice mentre le Iso direttamente in
euro).
Market maker: si tratta del soggetto (banca o sim che solitamente emette il covered warrant)
che ha l'obbligo di "fare mercato" ovvero deve esporre prezzi in acquisto e vendita, con le
rispettive quantità, e con prezzi (differenziali) non troppo distanti tra loro (esistono limiti ben
definiti da Borsa spa).
Greche: i prezzi delle opzioni dipendono da una pluralità di fattori; per misurare la
sensibilità di un'opzione al variare di questi fattori vengono usati indicatori chiamati Greche e
sono il Delta, il Gamma, il Vega, Rho, Theta.
Delta: è espresso in percentuale. Mi dice di quanto varia in termini assoluti il prezzo
dell'opzione alla variazione di un euro del sottostante. Ad esempio, un delta pari a 60% mi dice
che se il sottostante sale di un euro l'opzione call salirà di 0.6 Euro X il multiplo. Mi esprime
anche la probabilità dell'opzione di scadere In The Money. Per le opzioni di tipo call il delta è
positivo, mentre è negativo per le opzioni di tipo put.
Gamma: misura la variazione del Delta a fronte di una variazione unitaria del sottostante
assumento costanti gli altri fattori.
Vega: misura la sensibilità del prezzo dell'opzione alla variazione di un punto percentuale
della volatilità implicita. Aumenti di volatilità sono positivi per le opzioni e differenza dei
cali della stessa che sono penalizzanti sul prezzo.
Rho: misura la variazione di prezzo dell'opzione al variare del tasso di interesse privo
di rischio offerto dal mercato su di un orizzonte temporale pari alla vita residua dell'opzione
stessa.
Theta: misura quanto perde ogni giorno il prezzo dell'opzione per effetto del semplice
trascorrere del tempo.
Phi: misura la variazione del prezzo dell'opzione al variare del dividendo rispetto a quello
atteso.
Gearig (o effetto leva): fornisce una stima precisa di come l'investimento nell'opzione
sia più reattivo dell'investimento sul sottostante. Una leva pari 5 significa che se il sottostante
sale dell'1% la call sale del 5%.
Black-Scholes Model: formula matematica realizzata da due professori dell'Università di
Chicago nel 1973. Calcola il valore teorico di un opzione in base al valore ed alla volatilità del
titolo sottostante, ai dividendi distribuiti, ai tassi di interesse, ed al numero di giorni rimasti
prima della scadenza dell'opzione.
Rollover: operazione finanziaria tipica del mercato dei future che consiste nel vendere
il contratto a scadenza imminente e, contestualmente, comperare il contratto con la prima scadenza
successiva.
Backwardation: situazione nella quale i future con scadenza breve quotano a prezzi più alti
di quelli con scadenza più lontana. Il rollover porta benefici.
Contango: situazione inversa rispetto alla backwardation; il rollover comporta svantaggi.
Swap: letteralmente scambio; nel mercato dei cambi è lo scambio di flussi di pagamento
periodici in divise diverse (currency swap); nel mercato dei capitali fa riferimento allo scambio
di flussi di pagamento periodici nella stessa divisa, determinati da tassi di interessi diversi,
di solito uno fisso e l'altro variabile, calcolati sullo stesso importo (interest rate swap). Ad
esempio io pago flussi ad un tasso fisso e ricevo flussi ad un tasso variabile proteggendomi dal
rialzo dei tassi.
Quello presentato è un piccolo vocabolario, volutamente non esaustivo ma che rappresenta comunque
un buon punto di partenza per approcciare con maggiore consapevolezza un mondo oscuro dalle mille
sfaccettature.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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