Il Di Pietro Usa contro la Sec
di Maria Teresa Cometto
Corriere Economia - Corriere della Sera
Lunedì 15 dicembre 2003
Da una parte l'aggressivo sceriffo di Wall Street, il procuratore generale di
New York Eliot Spitzer, che ha scatenato la «Mani Pulite» della finanza americana,
prima contro le banche d'affari ora contro i fondi comuni. Dall'altra William Donaldson,
presidente da solo un anno della Sec (Securities and Exchange Commission, la
Consob americana), il cane da guardia della Borsa Usa che si è fatto cogliere
addormentato di fronte a troppi abusi perpetrati ai danni dei risparmiatori. Il primo
rampante e giovane, 44 anni, con davanti una carriera politica nelle file dei
Democratici: prossima tappa probabile, la candidatura a governatore dello Stato di
New York nel 2006. Il secondo un veterano della Borsa, 71 anni, richiamato in prima
linea dal presidente repubblicano George W. Bush per cercare di risollevare
l'immagine pubblica della Sec, scesa ai minimi durante lo scandalo Enron.
Questi due personaggi oggi incarnano al meglio il conflitto fra le diverse autorità
che anche negli Usa si sovrappongono nel vigilare sul mercato finanziario e
nel tutelare gli investitori. Alla Sec in teoria spettano tutti i controlli su broker,
gestori, banche d'affari e gli altri operatori della finanza, con poteri di intervento
poliziesco e di comminare pesanti sanzioni, sconosciuti all'italiana Consob
(Commissione di controllo sulle società e la Borsa). Il suo staff è enorme:
3.500 dipendenti, 745 milioni di dollari di bilancio. Eppure i suoi responsabili si
lamentano dell'inadeguatezza dei mezzi, relativamente a quello che è il mercato
finanziario più grande del mondo. Per esempio per fare le ispezioni ai 6 mila fondi
comuni americani e ai loro 7 mila consulenti per l'investimento, la Sec finora aveva
«solo» 350 persone (adesso programma di impiegarne altre 150 per questo compito).
Tutte storie, ribatte Spitzer. «Bisogna distruggere questa notizia falsa che la Sec
non si è accorta di quello che succedeva perché non ha abbastanza risorse», avrebbe
detto il procuratore generale ai suoi collaboratori - secondo il Wall Street Journal -,
dopo aver sentito il resoconto di una testimonianza di Donaldson davanti al Parlamento
americano. In effetti mentre la Sec ha 830 avvocati per far rispettare la legge,
l'ufficio di Spitzer ne ha solo 15.
Eppure è stato Spitzer che l'anno scorso ha reso pubblici i conflitti d'interesse
fra banchieri d'affari e analisti, mettendo alla berlina quelli che ai risparmiatori
raccomandavano di comprare certi titoli azionari, ma poi nelle e-mail private ad amici
e colleghi li definivano «bidoni» (o peggio) e confessavano di doverli pompare in nome
dei profitti della loro società. Spitzer ha costretto le dieci principali finanziarie
di Wall Street a patteggiare pagando una megamulta da 1,4 miliardi di dollari e
concordando una rivoluzione nel loro modello di business, con la separazione fra
l'investment banking e il settore della ricerca e analisi.
Ed è stato ancora Spitzer che da ottobre ha messo sottosopra i fondi comuni americani,
un'industria da 7 mila miliardi di dollari fino ad allora immune da gravi scandali:
partendo dalla soffiata del dipendente di una società, ha scoperto pratiche di
trading scorrette, commesse da gestori e broker ai danni dei piccoli investitori.
Il fatto è che anche il responsabile della Sec di Boston - dove ha sede la Putnam,
la prima società incriminata - aveva ricevuto un analogo allarme, ma l'aveva ignorato.
«E' stato un vergognoso tradimento della fiducia pubblica da parte della Sec»,
ha dichiarato Spitzer. «Sono critiche totalmente ingiustificate e non produttive»,
ha ribattuto Donaldson, che comunque appare in difficoltà.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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