Donne in carriera, sull'orlo di una crisi di nervi
di Bettina Bush
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 28 novembre 2011
Superdonne in carriera sull'orlo di una crisi di nervi. Famiglia, fornelli, figli,
mariti e lavoro possono diventare una miscela esplosiva, e a fame i conti alla fine
è la salute. C'è chi in ufficio corre tutto il giorno, salta il pranzo e di sera
quando arriva a casa non ha più la forza di mangiare; chi invece è afflitto da un
costante senso di colpa verso l'azienda e la famiglia; chi si è accorto, ormai
troppo tardi, di aver cancellato la vita privata. Il malcontento varia nelle sue
manifestazioni, ma è sempre presente. Secondo l'inchiesta sullo stress da lavoro
nel mondo femminile, fatta da Assidai in collaborazione con Sda Bocconi, ben il
95,6% delle 400 donne intervistate, tra cui manager, dirigenti, professioniste e
consulenti afferma di conoscerlo e viverlo sull'ambiente di lavoro, un terzo
dichiara di conviverciabitualmente, e la percentualescende al 62,6% per quelle che
lo avvertono solo in alcuni periodi dell'anno. Per la metà delle intervistate la
fonte di maggiore di stress è rappresentata dalla necessità di far conciliare
esigenze professionali, in ambienti sempre più competitivi, con la vita in
famiglia; al secondo posto c'è l'eccessivo carico di lavoro. Alla fine la donna
stressata non riesce a reagire, e viene travolta dalla pressione di richieste
che le sembrano impossibili. Peggiorano le relazioni in ufficio, e peggiorano
quelle a casa, insomma la catena continua. Le intervistate sono consapevoli
dell'impatto negativo, perii 23% le aziende non fanno abbastanza per tutelare
le donne dallo stress. Conciliare famiglia e lavoro è possibile e ci pensano le
donne manager a indicare quattro strade da seguire. "Tanto per cominciare aiutano
orario flessibile, e possibilità di telelavoro per alcuni giorni della settimana;
importante mantenere un dialogo con il management per poter presentare problemi
individuali, o periodi particolarmente delicati, come la maternità: essere
ascoltati serve e fa sentire meglio; non trascurare gli aspetti legati alla
salute; avere chiarezza nel proprio percorso di lavoro: «L'incertezza sulla
definizione dei ruoli, e sugli obiettivi aziendali da raggiungere è un fattore
portatore di stress sia per uomini che per donne - spiega Lorena Capoccia,
presidente Assidai - le donne nel lavoro sono osservate attentamente, si trovano
costantemente sotto i riflettori, è come se nel loro percorso si trovassero ad
attraversare un labirinto di cristallo». Terminato il lavoro si torna a casa, e
anche qui continuano i problemi. Quasi metà delle intervistate non riesce a
rilassarsi nemmeno tra le pareti domestiche, e lo stress prosegue di notte con
l'insonnia.
Il dato più preoccupante è che circa il 42,7% si dichiara rassegnato a conviverci:
«Le donne che lavorano hanno un'ottima percezione dei loro problemi - aggiunge
Lorena Capoccia - per evitare un atteggiamento passivo è importante la motivazione,
e in particolare sottolineare criteri di selezione meritocratici, ricordare che
in qualsiasi ruolo ci deve arrivare solo chi ha le competenze. Bisogna puntare
sulla valorizzazione umana delle donne anche nei periodi più delicati, come la
maternità. Responsabilizzare le loro scelte, e offrire i supporti per raggiungere
gli obiettivi nel lavoro. E' difficile riuscire ad esser perfette nel lavoro,
in famiglia, dove oltre al problema dei figli si sta aggiungendo quello della
gestione degli anziani, aspetti che ricadono ancora una volta soprattutto sul
mondo femminile. Sarebbe importante cominciare a pensare a un maggior
coinvolgimento maschile, un altro aiuto per ridurre lo stress».
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
|