Entro l'anno il varo del decreto correttivo
di Marco Bellinazzo
Il Sole 24 Ore
Venerdì 27 agosto 2004
La riforma del diritto societario può
considerarsi, in parte, ancora in fase di monitoraggio.
Almeno fino al prossimo 30 settembre. Entro questa data,
come ha spiegato recentemente, in più di una occasione,
il sottosegretario alla Giustizia Michele Vietti, dovrà
essere predisposto il decreto correttivo previsto dalla
legge delega. In realtà, quest'ultima indica come
termine ultimo per la definizione delle modifiche il 31
dicembre, ma vanno conteggiati i tempi tecnici per il
passaggio del provvedimento dal Consiglio dei ministri
alle Camere (circa un mese) e per i prescritti pareri
delle commissioni parlamentari (60 giorni).
Il limite del 30 settembre - smentite peraltro da Via Arenula le
voci circolate nei mesi scorsi di una ulteriore proroga
al 31 dicembre - segnerà anche l'attuazione di molte
novità introdotte con i decreti legislativi 5 e 6 del
2003. A nove mesi dal varo ufficiale della riforma
(gennaio 2004), per esempio, nelle società "commerciali"
andranno adeguati gli statuti (mentre le cooperative
dovranno farlo entro il 31 dicembre 2004).
Quanto ai contenuti delle correzioni, la commissione guidata dallo
stesso sottosegretario Vietti dovrebbe procedere a
semplici ritocchi delle norme in vigore, soprattutto in
quei passaggi che si sono rivelati di più difficile
applicazione. Naturalmente, saranno sentite le categorie
interessate per verificarne i pareri. Non si dovrebbe
dar luogo, comunque, a stravolgimenti.
Esiste, però, la possibilità che nel decreto correttivo siano "deviati"
eventuali stralci al disegno di legge con le misure per
la tutela dei risparmiatori. Alla ripresa dei lavori, la
maggioranza dovrà decidere se andare avanti alla Camera
con il testo completo e integro del disegno di legge
risparmio o se "alleggerirlo", in particolare, delle
regole che incidono sul "nuovo" Libro V del Codice
civile.
Alle "limature" in materia societaria potrebbero
aggiungersi, perciò, gli interventi sulla governance e
sulla tutela delle minoranze contenute attualmente nel
Ddl risparmio. Meno probabile che siano inserite nel
decreto correttivo anche le ipotesi di revisione del
falso in bilancio. A riguardo, Vietti, escludendo un
ripristino della vecchia disciplina, si è detto
disponibile ad ammettere la procedibilità a querela e il
rialzo delle pene massime per le società quotate nel
caso di danni ampi ai risparmiatori.
I coordinatori della commissione si rivedranno nei primi giorni di
settembre per fissare le priorità tra le varie proposte
di correzione. Avranno a disposizione un paio di
settimane al massimo. Una successiva riunione plenaria è
stata fissata dopo il 15 settembre. A quel punto, se si
vorrà rispettare il "calendario", dovrà già essere
pronta la bozza da presentare al Consiglio dei ministri.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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