Cosa sono
L'ultimo strumento finanziario lanciato da Borsa Italia circa un anno fa è
rappresentato dagli Etf (Exchange Traded Fund), che consistono in un'innovativa
tipologia di Fondo/Sicav negoziabile in Borsa sul segmento MTF (Mercato Telematico
Fondi) come una semplice azione, appositamente creato per favorire la quotazione e
la negoziazione di OICR (Organismi di investimento collettivo del risparmio) chiusi
e aperti indicizzati. I primi Etf sono stati sviluppati dall'Amex
(American Stock Eschange) nel 1993, diffondendosi successivamente al Nasdaq.
Attualmente essi replicano i principali indici americani e sono classificati con nomi
ad effetto:
- gli
Spiders, rappresentativi dell'indice S&P500;
- i
Diamonds, il cui andamento è agganciato all'indice Dow Jones;
- i
Qubes, rivolti al Nasdaq100 (meglio conosciuti come QQQ);
- gli
Ishares, repliche di altri sotto-indici settoriali statunitensi o altri
indici internazionali.
Sul mercato americano questi strumenti hanno trovato enorme consenso, tanto da essere
entrati di fatto tra le categorie di prodotti finanziari più trattati al mondo.
Gli Etf permettono con una semplice operazione di:
- aprire una posizione (long/short) su un intero mercato;
- ridurre al minimo le spese di investimento;
- conoscere in ogni momento il valore e la struttura dells posizione e di poterla
liquidare;
- diversificare il rischio e l'esposizione sia a livello geografico, sia a livello
settoriale del portafoglio;
- sfruttare la volatilità dei mercati per operazioni di trading a breve.
Caratteristiche tecnico-economiche
- Sono negoziabili come un'azione su mercati regolamentati, quindi possiedono un'alta
liquidabilità (garantita dalla presenza di uno
specialist, cioè l'intermediario
che si assume la responsabilità di cerare un mercato regolare ed equo nella
formazione dei prezzi ed assicura la necessaria liquidità per la corretta
negoziazione dello strumento).
- Lotto minimo negoziabile pari ad 1.
- Correlazione pressoché perfetta con l'indice sottostante (ricordiamo infatti che
sono fondi passivi indicizzati).
- Costi di gestione (nell'ordine max dello 0,60% annuo) di gran lunga inferiori
rispetto ai normali Oicr.
- Nessun limite di scadenza.
- Accessibilità garantita sia agli investitori istituzionali, sia ai privati.
- Ampia disponibilità di indici sottostanti, sia obbligazionari sia azionari.
- Spread Denaro-Lettera limitati e disposti da Borsa Italia (nell'ordine max dell'1%).
- La liquidazione degli Etf quotati in Italia avviene sempre in euro (attenzione,
però, a sottostanti in valuta, che comporteranno l'assunzione implicita del rischio
cambio).
Nav ed iNav
Il Nav è l'acronimo di Net Asset Value e per un Fondo/Etf sta ad indicare il valore dato
dai titoli e dalla componente liquidità (dividendi compresi), detenuti in portafoglio,
al netto dei costi generati (commissioni di gestione e spese varie). Il Nav è
calcolato dopo la chiusura dei mercati, salvo eccezioni.
L'iNav, acronimo di indicative Net Asset Value (valore compreso tra il prezzo di
acquisto e di vendita presenti sul mercato), rappresenta un prezzo teorico,
indicativo del valore intraday delle attività e della liquidità detenuta dall'Etf;
è calcolato in tempo reale ed aggiornato, solitamente, dalla società emittente o da
un suo incaricato ogni 15 secondi. L'iNav è visionabile sul sito di Borsa Italia
oppure della società emittente.
Il Nav dell'Etf si distacca dal valore dell'indice sottostante in proporzione
all'aumentare della componente cash del fondo, data dall'accumulo dei dividendi e
sottratte le spese di gestione. Al momento dello stacco cedolare, il Nav dell'Etf e
il valore dell'indice di riferimento convergono nuovamente.
Le nuove frontiere per il mercato italiano degli Etf
Alcune novità si avranno dalla metà del mese di aprile del 2004, con l'arrivo di
fondi gestiti da Barclays Global Investors e già quotati su altre borse europee;
in particolare saranno due Etf obbligazionari e due azionari:
-
iBoxx EurLiquid Corporates, legato all'andamento dei 40 eurobond societari
più liquidi, con rating minimo pari all'investment grade; dividendi trimestrali e
costi di gestione annuali dello 0,20%.
-
iShares Gs $ InvesTop Corporate Bond Fund, correlato alle 100 obbligazioni
corporate americane più liquide, con rating minimo pari all'investment grade;
dividendi mensili e costi di gestione annuali dello 0,20%.
-
iShares Ftse Euro Top 100, legato alle 100 maggiori blue chip europee;
dividendi semestrali e costi di gestione annuali dello 0,55%.
-
iShares Ftse Euro 100, correlato alle 100 maggiori di Eurolandia; dividendi
semestrali e commissioni annue di gestione dello 0,55%.
La fiscalità
Alla data del presente documento, gli Etf quotati e negoziati sull'MTF sono solo
"OICR di diritto estero conformi alle direttive comunitarie" e producono tre
tipologie di redditi:
- redditi di capitale derivante da dividendo erogato dall'Etf;
- redditi di capitale derivante dal delta NAV;
- reddito diverso, derivante dal capital gain.
L'intermediario applica una ritenuta a titolo di imposta del 12,50% sui redditi di
capitale derivanti dal "delta NAV" e un'imposta sostitutiva del 12,50% sui redditi
diversi al netto delle eventuali minusvalenze pregresse accumulate nel regime del
risparmio amministrato.
I redditi di capitale derivanti da proventi periodici (i dividendi distribuiti dagli
Etf a intervalli di tempo regolari) saranno incassati dall'intermediario tramite
Monte Titoli e girati all'investitore
retail (investitore privato) al netto
della ritenuta d'imposta sui redditi di capitale del 12,50%.
E' importante ricordare che nel caso si opti per un regime di "risparmio dichiarativo",
tutte le forme di reddito derivanti dall'Etf dovranno essere portate in dichiarazione.
I proventi (dividendi e "delta Nav") degli Etf rappresentativi di Oicr non
armonizzati Ue (ad esempio, i già citati
Spider,
Qubes e
Diamond),
subiranno una ritenuta a titolo di acconto del 12,50% con tassazione a conguaglio in
dichiarazione dei redditi.
Nel caso in cui la posizione dell'investitore
retail si sia formata sulla base
di molteplici acquisti effettuati a prezzi differenti verrà utilizzato, come prezzo
di acquisto, un prezzo medio ponderato per le quantità e come valore lordo della
quota del giorno di acquisto la media ponderata per le quantità dei valori lordi
delle quote.
Esempi di calcolo del reddito
Il reddito di capitale derivante dal "delta NAV" e il reddito diverso realizzato
dall'investitore
retail sono determinati sulla base delle seguenti variabili:
P1 - Prezzo di acquisto realizzato sul segmento MTF
VLQ1 - Valore Lordo della Quota del giorno di acquisto (leggi: NAV)
P2 - Prezzo di vendita realizzato sul segmento MTF
VLQ2 - Valore Lordo della Quota del giorno di vendita (leggi: NAV)
I prezzi di acquisto e vendita risultano differenti dal NAV di acquisto e vendita,
dal momento che durante la giornata in cui avviene l'acquisto e durante la giornata
in cui avviene la vendita i rispettivi prezzi di negoziazione potrebbero differire
dai rispettivi NAV.
Reddito di capitale (delta NAV) = (VLQ2 - VLQ1)
Reddito diverso (capital gain/loss) = (P2 - P1) - (VLQ2 - VLQ1)
In caso di "delta NAV" negativo (VLQ2<VLQ1), ai fini del calcolo del reddito diverso
il differenziale (VLQ2-VLQ1) va assunto pari a zero. Ad esempio:
P2=103
P1=101
VLQ2=103
VLQ1=104
[(P2-P1)-(VLQ2-VLQ1)] = (103-101)-(0)= + 2 (è una plusvalenza e quindi va tassata
come reddito diverso).
Nel caso in cui il "delta NAV" abbia un valore positivo (VLQ2>VLQ1) si avrà:
P2=105
P1=100
VLQ2=103
VLQ1=102
[(P2-P1)-(VLQ2-VLQ1)] = (105-100)-(103-102)= 5-1= + 4 (è una plusvalenza e quindi
tassata come reddito diverso).
Se un investitore
retail compra e successivamente nello stesso giorno vende
l'Etf, il suo "delta NAV" sarà nullo e sarà soggetto, eventualmente, solo ad un
capital gain/loss. Questo è coerente con quanto avviene per i fondi chiusi: la
rilevazione è semestrale, quindi per le negoziazioni fatte tra due rilevazioni si
utilizza lo stesso valore iniziale con un conseguente "delta NAV" nullo.
Sulla base di quanto indicato, l'Etf può generare plusvalenze e minusvalenze alla
stregua di un'azione e come tali potranno essere compensate tra loro e con altre
plus e minus generate da altre attività finanziarie. In questo modo gli Etf
(come tutti gli OICR quotati) presentano un vantaggio rispetto alle altre tipologie
di fondi non quotati. D'altra parte, presentano lo svantaggio, causa la pluralità di
redditi generati, di una gestione della fiscalità molto più difficoltosa rispetto
ad esempio ad un'azione italiana oppure ai tradizionali Fondi o Sicav.
Occorre infine prestare molta attenzione ad inserire gli Etf non armonizzati in
depositi "scudati", perché gli eventuali redditi periodici (dividendi) ed il
"delta Nav" (se positivo) dovranno necessariamente entrare in dichiarazione dei
redditi, comportando in questo modo la perdita dei benefici di anonimato derivanti
dallo scudo fiscale.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.