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  :: Approfondimenti - Documento

Etf (Exchange Traded Fund)
di Gianmarco Zanetti
Aprile 2004


Cosa sono
L'ultimo strumento finanziario lanciato da Borsa Italia circa un anno fa è rappresentato dagli Etf (Exchange Traded Fund), che consistono in un'innovativa tipologia di Fondo/Sicav negoziabile in Borsa sul segmento MTF (Mercato Telematico Fondi) come una semplice azione, appositamente creato per favorire la quotazione e la negoziazione di OICR (Organismi di investimento collettivo del risparmio) chiusi e aperti indicizzati. I primi Etf sono stati sviluppati dall'Amex (American Stock Eschange) nel 1993, diffondendosi successivamente al Nasdaq. Attualmente essi replicano i principali indici americani e sono classificati con nomi ad effetto:
- gli Spiders, rappresentativi dell'indice S&P500;
- i Diamonds, il cui andamento è agganciato all'indice Dow Jones;
- i Qubes, rivolti al Nasdaq100 (meglio conosciuti come QQQ);
- gli Ishares, repliche di altri sotto-indici settoriali statunitensi o altri indici internazionali.
Sul mercato americano questi strumenti hanno trovato enorme consenso, tanto da essere entrati di fatto tra le categorie di prodotti finanziari più trattati al mondo.
Gli Etf permettono con una semplice operazione di:
- aprire una posizione (long/short) su un intero mercato;
- ridurre al minimo le spese di investimento;
- conoscere in ogni momento il valore e la struttura dells posizione e di poterla liquidare;
- diversificare il rischio e l'esposizione sia a livello geografico, sia a livello settoriale del portafoglio;
- sfruttare la volatilità dei mercati per operazioni di trading a breve.

Caratteristiche tecnico-economiche
- Sono negoziabili come un'azione su mercati regolamentati, quindi possiedono un'alta liquidabilità (garantita dalla presenza di uno specialist, cioè l'intermediario che si assume la responsabilità di cerare un mercato regolare ed equo nella formazione dei prezzi ed assicura la necessaria liquidità per la corretta negoziazione dello strumento).
- Lotto minimo negoziabile pari ad 1.
- Correlazione pressoché perfetta con l'indice sottostante (ricordiamo infatti che sono fondi passivi indicizzati).
- Costi di gestione (nell'ordine max dello 0,60% annuo) di gran lunga inferiori rispetto ai normali Oicr.
- Nessun limite di scadenza.
- Accessibilità garantita sia agli investitori istituzionali, sia ai privati.
- Ampia disponibilità di indici sottostanti, sia obbligazionari sia azionari.
- Spread Denaro-Lettera limitati e disposti da Borsa Italia (nell'ordine max dell'1%).
- La liquidazione degli Etf quotati in Italia avviene sempre in euro (attenzione, però, a sottostanti in valuta, che comporteranno l'assunzione implicita del rischio cambio).

Nav ed iNav
Il Nav è l'acronimo di Net Asset Value e per un Fondo/Etf sta ad indicare il valore dato dai titoli e dalla componente liquidità (dividendi compresi), detenuti in portafoglio, al netto dei costi generati (commissioni di gestione e spese varie). Il Nav è calcolato dopo la chiusura dei mercati, salvo eccezioni.
L'iNav, acronimo di indicative Net Asset Value (valore compreso tra il prezzo di acquisto e di vendita presenti sul mercato), rappresenta un prezzo teorico, indicativo del valore intraday delle attività e della liquidità detenuta dall'Etf; è calcolato in tempo reale ed aggiornato, solitamente, dalla società emittente o da un suo incaricato ogni 15 secondi. L'iNav è visionabile sul sito di Borsa Italia oppure della società emittente.
Il Nav dell'Etf si distacca dal valore dell'indice sottostante in proporzione all'aumentare della componente cash del fondo, data dall'accumulo dei dividendi e sottratte le spese di gestione. Al momento dello stacco cedolare, il Nav dell'Etf e il valore dell'indice di riferimento convergono nuovamente.

Le nuove frontiere per il mercato italiano degli Etf
Alcune novità si avranno dalla metà del mese di aprile del 2004, con l'arrivo di fondi gestiti da Barclays Global Investors e già quotati su altre borse europee; in particolare saranno due Etf obbligazionari e due azionari:
- iBoxx EurLiquid Corporates, legato all'andamento dei 40 eurobond societari più liquidi, con rating minimo pari all'investment grade; dividendi trimestrali e costi di gestione annuali dello 0,20%.
- iShares Gs $ InvesTop Corporate Bond Fund, correlato alle 100 obbligazioni corporate americane più liquide, con rating minimo pari all'investment grade; dividendi mensili e costi di gestione annuali dello 0,20%.
- iShares Ftse Euro Top 100, legato alle 100 maggiori blue chip europee; dividendi semestrali e costi di gestione annuali dello 0,55%.
- iShares Ftse Euro 100, correlato alle 100 maggiori di Eurolandia; dividendi semestrali e commissioni annue di gestione dello 0,55%.

La fiscalità
Alla data del presente documento, gli Etf quotati e negoziati sull'MTF sono solo "OICR di diritto estero conformi alle direttive comunitarie" e producono tre tipologie di redditi:
- redditi di capitale derivante da dividendo erogato dall'Etf;
- redditi di capitale derivante dal delta NAV;
- reddito diverso, derivante dal capital gain.
L'intermediario applica una ritenuta a titolo di imposta del 12,50% sui redditi di capitale derivanti dal "delta NAV" e un'imposta sostitutiva del 12,50% sui redditi diversi al netto delle eventuali minusvalenze pregresse accumulate nel regime del risparmio amministrato.
I redditi di capitale derivanti da proventi periodici (i dividendi distribuiti dagli Etf a intervalli di tempo regolari) saranno incassati dall'intermediario tramite Monte Titoli e girati all'investitore retail (investitore privato) al netto della ritenuta d'imposta sui redditi di capitale del 12,50%.
E' importante ricordare che nel caso si opti per un regime di "risparmio dichiarativo", tutte le forme di reddito derivanti dall'Etf dovranno essere portate in dichiarazione.
I proventi (dividendi e "delta Nav") degli Etf rappresentativi di Oicr non armonizzati Ue (ad esempio, i già citati Spider, Qubes e Diamond), subiranno una ritenuta a titolo di acconto del 12,50% con tassazione a conguaglio in dichiarazione dei redditi.
Nel caso in cui la posizione dell'investitore retail si sia formata sulla base di molteplici acquisti effettuati a prezzi differenti verrà utilizzato, come prezzo di acquisto, un prezzo medio ponderato per le quantità e come valore lordo della quota del giorno di acquisto la media ponderata per le quantità dei valori lordi delle quote.

Esempi di calcolo del reddito
Il reddito di capitale derivante dal "delta NAV" e il reddito diverso realizzato dall'investitore retail sono determinati sulla base delle seguenti variabili:
P1 - Prezzo di acquisto realizzato sul segmento MTF
VLQ1 - Valore Lordo della Quota del giorno di acquisto (leggi: NAV)
P2 - Prezzo di vendita realizzato sul segmento MTF
VLQ2 - Valore Lordo della Quota del giorno di vendita (leggi: NAV)
I prezzi di acquisto e vendita risultano differenti dal NAV di acquisto e vendita, dal momento che durante la giornata in cui avviene l'acquisto e durante la giornata in cui avviene la vendita i rispettivi prezzi di negoziazione potrebbero differire dai rispettivi NAV.

Reddito di capitale (delta NAV) = (VLQ2 - VLQ1)
Reddito diverso (capital gain/loss) = (P2 - P1) - (VLQ2 - VLQ1)

In caso di "delta NAV" negativo (VLQ2<VLQ1), ai fini del calcolo del reddito diverso il differenziale (VLQ2-VLQ1) va assunto pari a zero. Ad esempio:

P2=103
P1=101
VLQ2=103
VLQ1=104
[(P2-P1)-(VLQ2-VLQ1)] = (103-101)-(0)= + 2 (è una plusvalenza e quindi va tassata come reddito diverso).
Nel caso in cui il "delta NAV" abbia un valore positivo (VLQ2>VLQ1) si avrà:
P2=105
P1=100
VLQ2=103
VLQ1=102
[(P2-P1)-(VLQ2-VLQ1)] = (105-100)-(103-102)= 5-1= + 4 (è una plusvalenza e quindi tassata come reddito diverso).

Se un investitore retail compra e successivamente nello stesso giorno vende l'Etf, il suo "delta NAV" sarà nullo e sarà soggetto, eventualmente, solo ad un capital gain/loss. Questo è coerente con quanto avviene per i fondi chiusi: la rilevazione è semestrale, quindi per le negoziazioni fatte tra due rilevazioni si utilizza lo stesso valore iniziale con un conseguente "delta NAV" nullo.
Sulla base di quanto indicato, l'Etf può generare plusvalenze e minusvalenze alla stregua di un'azione e come tali potranno essere compensate tra loro e con altre plus e minus generate da altre attività finanziarie. In questo modo gli Etf (come tutti gli OICR quotati) presentano un vantaggio rispetto alle altre tipologie di fondi non quotati. D'altra parte, presentano lo svantaggio, causa la pluralità di redditi generati, di una gestione della fiscalità molto più difficoltosa rispetto ad esempio ad un'azione italiana oppure ai tradizionali Fondi o Sicav.
Occorre infine prestare molta attenzione ad inserire gli Etf non armonizzati in depositi "scudati", perché gli eventuali redditi periodici (dividendi) ed il "delta Nav" (se positivo) dovranno necessariamente entrare in dichiarazione dei redditi, comportando in questo modo la perdita dei benefici di anonimato derivanti dallo scudo fiscale.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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