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Rassegna stampa - Documento |
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L'Europa marcia divisa sulla tassazione delle imprese
di Giovanni Marabelli
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 23 maggio 2011
Le trattative fra Bruxelles e Dublino per la concessione degli aiuti comunitari non sono state prive di difficoltà.
Il nodo principale era rappresentato dalla tassazione irlandese delle imprese, che è pari al 12,5%. L'Unione Europea
voleva che la quota venisse significativamente alzata, mentre Dublino opponeva un netto rifiuto. Alla fine l'Europa
ha dovuto arrendersi e all'interno dei confini dell'Unione è rimasto il paradiso fiscale irlandese.
L'Irlanda non è però da sola. Anche il Lussemburgo ha una tassazione particolarmente favorevole alle aziende, seppur
in misura minore rispetto al passato. E anche la Svizzera rientra a pieno diritto nel gruppo dei Paesi che applicano
una tassazione particolarmente favorevole alle imprese. Come avviene anche per i privati, il sistema fiscale
elvetico prevede un'imposta federale diretta, a cui si vanno ad aggiungere le imposte cantonali e le imposte
comunali. Se l'imposta federale è uguale per tutti questo non è altrettanto vero per quelle a livello cantonale
(da qui l'importanza di scegliere il cantone giusto). L'imposta federale diretta è corrisposta sull'utile netto con
un'aliquota proporzionale dell'8,5 per cento per quanto attiene le società e le cooperative e del 4,25 per cento
per gli altri enti.
Nel Vecchio Continente esistono poi dei Paesi dove la pressione del fisco sulle aziende è moderata. E' questo il
caso della Gran Bretagna, dove l'aliquota standard della corporate tax è del 26 per cento ma è destinata a scendere
di un punto percentuale per i prossimi tre anni, fino ad arrivare al 23 per cento. Tale misura è applicata
sull'ammontare netto imponibile dei redditi d'impresa e dei capital gain. In realtà questa aliquota viene imposta
nel solo caso in cui gli utili superino gli 1,5 milioni di sterline. In caso contrario vengono applicate diverse
aliquote agevolate; è invece prevista la totale esenzione se i profitti non superano le 10mila sterline, mentre per
le società di piccole e medie dimensioni i cui utili siano inferiori alle 300mila sterline viene applicata
un'imposizione ridotta al 19%.
Sono generalmente considerati deducibili i costi correlati a ricavi imponibili sostenuti esclusivamente
nell'esercizio dell'attività d'impresa. Per quanto riguarda invece ammortamenti e svalutazioni, in linea generale
non è permessa la deduzione fiscale delle svalutazioni di asset d'impresa, in quanto considerate spese di "capitale".
Diversamente sono ritenute deducibili le quote di ammortamento relative ai beni immobilizzati e a diritti
immateriali. L'avviamento aziendale non è fiscalmente deducile e non è inoltre ammesso l'ammortamento di edifici ad
uso commerciale (negozi, uffici). Sono invece deducibili gli accantonamenti relativi a crediti certamente
inesigibili, o di dubbio esito ma oggettivamente stimabili.
In Spagna esiste invece l'Impuesto sobre Sociedades (Is), la cui base imponibile è costituita dal reddito e dalle
plusvalenze patrimoniali. L'aliquota dell'imposta sul reddito delle società è del 30%. Per le piccole e medie
imprese, vi sono due aliquote ridotte: 25% per utili fino a 120.202 euro e 30% per utili che superano i 120.202 euro.
In Francia troviamo un'imposta dal nome molto simile: l'Impôt sur les Sociétés (Is). L'aliquota normale dell'imposta
sulle società è attualmente fissata al 34%. Tuttavia per i primi 38.120 euro, l'aliquota è del 15%, a patto che il
volume d'affari sia inferiore a 7,6 milioni di euro e la società sia controllata almeno per il 75% da persone
fisiche. Esistono inoltre aliquote ridotte in relazione alle fonti di reddito (per esempio, plusvalenze da
alienazione di bene ammortizzabile realizzate dopo due anni dall'acquisto, limitatamente alla parte che eccede
l'ammortamento dedotto. In questo caso l'aliquota è del 19%).
In Germania troviamo la Körperschaftssteuer che viene riscossa in tutto il Paese in modo uniforme. Questa imposta è
proporzionale e alla base imponibile si applica la relativa aliquota del 15%. In aggiunta viene calcolata una
imposta di solidarietà, Solidaritätszuschlag del 5,5 per cento e una sovrattassa comunale del 14%. Per un totale
che sfiora il 30. L'imposta sull'attività commerciale viene regolata in modo diverso da parte dei vari comuni. Si
chiama Gewerbesteuer e oscilla tra il 9 ed il 20,05%. La Kapitalertragssteuer (ritenuta d'imposta sul reddito di
capitale, per esempio dividendi) si applica con una aliquota del 20% se il beneficiario dei dividendi è persona
fisica.
La vera sorpresa viene però dalla Svezia, paese noto per le altissime aliquote sulle persone fisiche ma anche per
l'efficientissimo stato sociale. Ebbene a Stoccolma l'aliquota ordinaria è pari al 26,3 per cento. La base
imponibile dell'imposta sul reddito delle società è costituita da tutti i profitti realizzati, comprese le rendite
immobiliari e i proventi conseguiti per effetto della vendita di azioni. Non si tratta dunque solo di un'imposta
relativamente bassa ma anche di un sistema fiscale molto lineare e semplice. Una caratteristica che per molte
imprese vale di più di qualche punto in meno di aliquota.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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