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  :: Rassegna stampa - Documento

Fair value a corto raggio
di Laura Cavestri e Matteo Pozzoli
Il Sole 24 Ore
Mercoledì 8 dicembre 2004

Sul fair value appaiono segnali evidenti di un preciso cambio di rotta. Nel processo di infinito restauro dello Ias 39 - lo standard internazionale sulla contabilizzazione degli strumenti finanziari - lo Iasb (il board londinese che sta redigendo i nuovi principi contabili internazionali Ias/Ifrs) si preparerebbe a un sostanziale ridimensionamento del fair value per il calcolo di attività e passività. Non limitandone direttamente l'uso, ma restringendo alla fonte i requisiti di base per classificare uno strumento finanziario al fair value.
È quanto si delinea dalla lettura della bozza preliminare di un «nuovo approccio» sullo Ias 39 che lo Iasb discuterà venerdì 17 dicembre, all'ultimo meeeting mensile per il 2004.
Recependo gli input già sollevati dalla commissione Ue e dall'ex responsabile del Mercato interno, Frits Bolkestein, lo Iasb sta infatti modificando lo Ias 39 per renderlo compatibile con una «rappresentazione vertiera e corretta» della posizione finanziaria delle società europee. La versione parziale dello Ias 39 - che dal 1° gennaio 2005 sarà applicato, provvisoriamente, in una versione alleggerita, come riferito sul Sole-24Ore del 19 novembre - attende infatti ancora una formulazione definitiva che dovrebbe essere omologata dalla Commissione Ue entro il 1° trimestre 2005.
Lo scorso aprile, lo Iasb aveva emanato una bozza (Exposure Draft) orientata a limitare l'applicazione del fair value per gli strumenti finanziari classificati come fair value through profit or loss (detenuti per la negoziazione), le cui variazioni di valore sono fatte transitare direttamente in conto economico, indipendentemente dal fatto che siano realizzate. Su questa linea, dovrebbe proseguire l'approccio operativo di cui sio discuterà nel meeting del 17 dicembre, per poter giungere a una soluzione salomonica che possa raccogliere un consenso generale.
Attualmente, lo Ias 39 prevede che uno strumento finanziario sia classificabile come fair value through profit or loss quando è posseduto a fini di negoziazione ed è inizialmente designato come tale. Il nuovo approccio prevede che - a differenza di quanto disposto precedentemente - uno strumento finanziario sia designabile come through profit or loss quando la definizione soddisfa almeno una delle seguenti condizioni:
• fornisce informazioni più utili agli utilizzatori o una migliore informativa in quanto elimina un disallineamento valutativo che si sarebbe altrimenti venuto a creare. Potrebbe essere quest'ultimo il caso in cui, per esempio, un'attività finanziaria è classificata come disponibile per la vendita (con variazioni in aumento di fair value iscritte in un'apposita riserva) e una connessa passività è iscritta al costo ammortizzato, le cui variazioni di fair value non sono rilevate;
• fornisce ai redattori una strada più semplice per la misurazione dello strumento finanziario.
A tale riguardo, l'Appendice contiene la fattispecie in cui la designazione come fair value through profit or loss semplifica il calcolo della misurazione rispetto alla valutazione di uno strumento ibrido che incorpora più strumenti derivati. Questi, se soddisfano specifiche condizioni, dovrebbero essere misurati separatamente.
In ogni caso, gli strumenti rappresentativi di capitale non quotati in un mercato attivo e il cui fair value non può essere attendibilmente misurato, non possono essere designati come strumenti detenuti a scopo di negoziazione o essere classificati come tali.
Lo schema di proposta elaborato non si concretizzerà, probabilmente, dati i tempi stretti, in un nuovo Exposure draft aperto ai commenti, ma verrà discusso in tavole rotonde a cui saranno chiamati i principali interlocutori istituzionali. Certo è che la determinazione del fair value sconta il grande problema che i principi contabili internazionali devono indirizzarsi a tutti gli operatori che abbiano a livello mondiale la possibilità o l'obbligo di farne uso, anche se al momento rischiano di rispecchiare prevalentemente le contrastanti volontà politiche in seno alla Commissione Ue.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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