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«Formigoni-loan» per i confidi
di Jacopo Giliberto
Il Sole 24 Ore
Domenica 8 novembre 2009

Entro fine mese partirà il bando per i "Formigoni bond", o meglio "Formigoni loan", cioè lo strumento finanziario da 30 milioni individuato dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, per ricapitalizzare attraverso la Finlombarda i Confidi, farli crescere e riorganizzate, per avvicinarsi meglio ai loro clienti, cioè alle imprese piccole e medie che cercano garanzie da presentare in banca. Il modello - come aveva suggerito sul Sole 24 Ore del 24 ottobre il presidente della Federfidi, Francesco Bellotti - è ispirato all'esperienza dei cosiddetti "Tremonti bond" destinati al settore bancario.
«A un anno dal lancio delle misure anticrisi, la Regione Lombardia continua a vigilare - avverte Formigoni - e avanza la proposta di questo nuovo strumento rivolto al mondo dei Confidi». Nella scelta della Regione di garantire nuovi 30 milioni di euro al sistema dei 55 Confidi lombardi, «la priorità resta garantire l'accesso al credito da parte dell'impresa. Con i loan vogliamo mettere in sicurezza il sistema dei Confidi: una rete che oggi ammonta a tre miliardi di finanziamenti - aggiunge il presidente della Lombardia - che vengono così garantiti dalla Regione, a cui si aggiunge un altro miliardo di possibile finanziamento garantito in futuro».
La crisi finanziaria e il cosiddetto credit crunch hanno rinnovato la funzione storica dei consorzi di garanzia fidi, cioè il sostegno al finanziamento delle imprese. Però i Confidi italiani - uno dei sistemi più rappresentativi d'Europa - hanno debolezze. «E' un sistema frammentato in forse 800, forse mille consorzi», osserva Marco Nicolai, direttore generale della Finlombarda e professore di Finanza straordinaria all'Università di Brescia. Gran parte dei consorzi fidi sono strutturati come trenta o quarant'anni fa in termini di contabilità e di sistema normativo. Nella maggior parte dei casi, non sono ancora uniformati alle regole di Basilea 2, poiché le loro garanzie non sono erogate da organismi dotati di sistemi di rating e soggetti alla vigilanza di Banca d'Italia. Né hanno le caratteristiche minime di capitalizzazione e di assetto per potar fare ciò.
Lo strumento dei loan nasce dall'alleanza tra la Regione e le associazioni di categoria. «Anche questa volta - conclude Formigoni - abbiamo fatto la scelta di mettere a punto lo strumento non in modo unilaterale ma insieme con gli attori di mercato».
Non è questo l'unico strumento per rafforzare il sistema delle garanzie bancarie. In un anno sono stati varati (e in parte anche assegnati) diversi strumenti, come Confiducia (20 milioni, già assegnata a Federfidi), Jeremie (20 milioni di cui sono state già assegnate le prime tranche a Confidi Province Lombarde-Assolombarda, Confapi Lombarda Fidi-Confapi, Confidi Lombardia insieme con CoMfidi Mantova-Confindustria Brescia e Mantova), Made in Lombardy (33 milioni già assegnata a Bnl).
I "Formigoni loan" sono destinati ai Confidi che hanno fatto (o vogliono presentare) domanda per iscriversi al registro degli intermediari finanziari della Banca d'Italia ma a cui mancano i requisiti patrimoniali. Chi non si registra nell'albo della Bankitalia non è autorizzato a operare. Altri consorzi, senza questi prestiti, supererebbero il rapporto limite fissato da Basilea tra gli impieghi e il patrimonio e rischiano di non poter rilasciare altre garanzie.
Questi prestiti della Regione ai consorzi fidi si configurano a bilancio come "fondi propri" dei Confidi, e quindi ne alzano il patrimonio. Sono in tranche da 1 a 5 milioni l'uno da rendere alla Regione entro sei o dieci anni non a rate ma in una soluzione unica. Il tasso d'interesse chiesto ai Confidi per il prestito è quello minimo consentito dalla Ue affinché non si configuri l'aiuto di stato.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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