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Fuga di capitali all'estero: come spostare soldi operando alla luce del sole
di M.B.
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 24 ottobre 2011

Crisi, rischio default e timori sulla tenuta dell'euro hanno messo le ali ai risparmi degli italiani che lasciano il nostro Paese per approdare in lidi ritenuti più sicuri. Secondo gli ultimi dati di Banca d'Italia, a giugno i conti correnti degli italiani è come se fossero stati prosciugati, registrando un meno 23,4 miliardi di euro di depositi. E il deflusso continua, assicurano gli esperti di via Nazionale. Dati ufficiali non esistono, ma nella vicina Lugano, già ad agosto il boom delle richieste di cassette di sicurezza, quelle small, le più piccole e anche più economiche, avevano fatto il tutto esaurito, tanto che per trovarne una libera era necessario cercare nelle filiali più lontane dai confini italiani. Aprire una cassetta di sicurezza è semplicissimo, basta recarsi in una banca svizzera e richiederlo. I documenti necessari sono una carta di identità e un codice fiscale. Nonostante la difficoltà a trovare cassette libere, all'Ubs smentiscono la corsa «i giornali ne scrivono di tutti i colori». Stesso commento da Bsi, Banca della Svizzera italiana «non da noi». La riservatezza inizia da qui. «La Svizzera è tra le mete preferite non solo per la vicinanza geografica ma perché il personale bancario parla italiano e tutti i documenti sono redatti in italiano», spiegano da Post Finance, la banca delle poste svizzere. Dietro il boom delle cassette di sicurezza segue quello dell'apertura dei conti correnti. Oggi, non bisogna neppure alzarsi dalla sedia, via Internet è possibile attivare il proprio conto svizzero. Presso il sito di Cim Banque (una private bank locale) è sufficiente compilare un questionario con i dati anagrafici, inviare una copia autenticata di un documento di identità e una prova di residenza datata meno di 3 mesi (copia di una bolletta o di un estratto conto bancario). Il servizio proposto è di fascia medio-alta: 280 euro al trimestre per le spese amministrative, 80 per la consultazione on line, più altri 20 al mese, per l'incasso di un assegno la richiesta è 24 euro. Insomma il minimo indispensabile costa oltre 1.400 euro all'anno. Anche per la cassetta di sicurezza i costi non sono quelli italiani. Per il modello più piccolo, poco più di un foglio A3 per 5 cm di altezza, si parte da 250 franchi svizzeri (204 euro) fino a 950 franchi (760 euro) per la più capiente (stessa base ma alta fino a 45 cm). Per risparmiare, invece, bisogna fare personalmente una gita in Svizzera. Basta presentarsi a una filiale di Post Finance con una carta d'identità o un passaporto e il codice fiscale. Magari portandosi dietro fino a 9.900 euro, cifra ammessa alla frontiera, oppure aspettare due giorni e una volta ritirato il nuovo Iban (le coordinate bancarie del proprio conto) sarà possibile effettuare un bonifico via Internet. Tutto legale, basta aver dichiarato in origine la provenienza dei fondi depositati. «Stiamo registrando un aumento delle domande di apertura conti da parte di clienti italiani», sottolineano da Post Finance che aggiungono: «agli stranieri suggeriamo il conto e-deposito: nessun costo di apertura e tenuta del conto e 10 prelievi o trasferimenti gratuiti all'anno. Assicuriamo il segreto bancario e non richiediamo nessun deposito minimo». Ma il business dei conti svizzeri è ben diversificato a seconda delle possibilità del cliente. Alla Banca del Sempione chiedono un deposito di almeno 30-40mila euro; al Credit Suisse vogliono conoscere anche stipendio e professione. Poi si passa al livello premium con minimo 100mila euro per conto, i costi sono elevati, ma il cliente in genere è uno di quelli che non bada a spese. L'altro grande mercato parte dall'Italia. Private banker ed esperti forniscono consulenze su misura, ritagliate a seconda del livello di investimento e sull'asset in cui il cliente desidera puntare. La casa rimane sempre uno dei beni preferiti dagli italiani. Credit Suisse, grazie anche alla sua rete di private banker diffusa in tutto il mondo, nel proprio pacchetto per clienti di alta fascia propone diverse offerte immobiliari. La casa diventa bene rifugio per eccellenza, spesso quando l'acquisto avviene in un Paese emergente. Oltre a scommettere sul cambio valuta si punta alla rivalutazione del bene. Da Intesa Sanpaolo private banking spiegano che la consulenza è a 360 gradi. Oltre all'aspetto meramente tecnicoeconomico, con riguardo alle caratteristiche dell'immobile e ai suoi valori, si aggiungono valutazioni di natura legale amministrativa e privata e grande rilievo assume l'aspetto fiscale, che muta in funzione delle caratteristiche delle parti e i territori dove l'operazione avviene. La domanda in questo settore è talmente alta che anche i piccoli si organizzano. «Venerdì 21 ottobre siamo partiti da Milano in 52 persone per una tre giorni a Berlino. Abbiamo incontrato tre agenzie immobiliari, l'obiettivo è acquistare un palazzo intero. Semplice investimento, meglio che un bund tedesco che oggi rende poco o niente», spiega Paolo Barrai, che insieme ad altri blogger italiani ha creato un community di investitori non nuovi a queste iniziative. L'anno scorso hanno investito in lotti di terreno in Brasile e da Internet si possono avere i consigli su come aprire conti corrente all'estero. «Tutto legale. L'obiettivo è diversificare, stipendio, casa, risparmi sono tutti in Italia, in caso di default non si salverebbe niente», conclude Barrai.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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