Gli Ias raddoppiano la partita
di Laura Cavestri
Il Sole 24 Ore
Sabato 14 agosto 2004
Il capitolo Ias punta deciso alla riapertura di settembre con un'agenda ricca.
Fitta di appuntamenti improcrastinabili come l'omologazione, anche parziale,
fissata con riunione dell'Arc per l'8 settembre, dello standard 39, in tempo
utile per l'entrata in vigore di tutti i principi dal 1° gennaio 2005. Ma
anche caratterizzata dalla ripresa del "fascicolo Pmi". Sia lo Iasb che la
Commissione sembrano, infatti, propensi ad avviare, su un binario parallelo e
con lo stesso senso di marcia rispetto agli Ias/Ifrs, l'individuazione di un
set contabile applicabile alle Pmi. E all'orizzonte si profila il passaggio di
consegne, fissato il 1° novembre (dopo l'esame del Parlamento europeo
all'audizione programmatica di settembre), da Frits Bolkestein al neo-nominato
commissario al Mercato interno, l'irlandese Charles McCreevy.
Ias 39, le ragioni del «si» con riserva. Sono state pubblicate,
questa volta dall'Arc, le motivazioni che hanno indotto l'Accounting
regulatory committee a esprimersi per un'omologazione parziale (tranne 17
paragrafi) dello Ias 39. L'Arc, tra l'altro, si è espresso per la non
omologazione delle norme tecniche in materia di fair value option e di
contabilizzazione delle operazioni di macro-copertura dei depositi fissi. In
pratica, l'Arc riprende le linee guida dell'intervento, tenuto a fine luglio,
dal commissario Ue al Mercato interno, Frits Bolkestein (si veda
«Il Sole 24 Ore» del 21 luglio; ndr: leggi l'articolo dal titolo
Ias, l'Europa non arretra). Nel corso dell'ultima riunione dell'esecutivo Ue, Bolkestein ha annunciato che
l'adozione dello Ias 39 non comprenderà l'opzione del fair value e un limitato
numero di punti che ostacolano le ricoperture sui depositi di base (hedging
of core deposits) delle banche. Il commissario aveva affrontato anche
l'altro problema spinoso della contabilizzazione delle coperture dei depositi
di base e i rischi di volatilità messi in rilievo dalle banche continentali.
E fatto presente che i punti dello Ias 39 legati a questo problema - che non
potranno essere adottati il 1° gennaio 2005 ma dovranno essere "sospesi" -
saranno solo 17 su 240, ovvero meno del 5% dell'intero testo.
Piccole e medie imprese. Sul tema delle Pmi, già nell'ultimo meeting
dello Iasb a Oslo (si veda «Il Sole 24 Ore» del 25 giugno; ndr:
leggi l'articolo dal titolo
Ai primi passi gli Ias delle Pmi), era stato presentato e dibattuto il primo documento di discussione
(Discussion Paper) per la definizione di un sistema contabile unico.
L'Efrag rilancia l'opportunità di uno studio, che dovrebbe essere effettuato su
ciascun principio, valutando tutte le esigenze informative e finanziarie
provenienti dalle autorità imprenditoriali e politiche dei singoli Paesi Ue.
L'orientamento prevalente sembra quello di analizzare le disposizioni previste
nei singoli Ias/Ifrs e, dove esistono più alternative, scegliere - ed eventualmente
semplificare - il trattamento contabile ritenuto più appropriato, rimandando
allo Ias/Ifrs di riferimento un'eventuale applicazione del metodo "scrartato".
Da Bolkestein a McCreevy. Le "consegne" sono fissate per il 1°
novembre ma già a settembre, davanti al Parlamento europeo, il nuovo commissario
dovrà tracciare obiettivi e strategie del suo dicastero. McCreevy, ministro delle
Finanze irlandese uscente, è un agguerrito sostenitore della liberalizzazione
del mercato, innanzitutto quello dei servizi. Ma ha più volte sostenuto, nel
corso del semestre di presidenza irlandese, la necessità di «modernizzare
il settore della comunicazione contabile, introducendo gli Ias/Ifrs, e con loro
lo Ias 39, entro il 1° gennaio 2005» come "antidoto" europeo agli
scandali finanziari.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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