Gruppi d'acquisto, prime crepe. Dai consumatori segnali di rivolta
di Andrea Di Stefano
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 18 luglio 2011
La nuova febbre di Internet porta la firma su un coupon. Insieme ai social network
e ai giochi, ad infiammare la Rete e gli investitori sono ormai da diciotto mesi le società che offrono
l'acquisto collettivo di beni e servizi assicurando prezzi scontati, in alcuni casi scontatissimi, a patto che
gli utenti aderiscano a dei deal, sorta di aste online che permettono di acquistare coupon da utilizzare poi
presso un albergo, un ristorante o un centro estetico. Con i coupon si comprano sedute di epilazione,
trattamenti snellenti, cene romantiche per due persone con specialità della casa. Il capostipite delle aste
collettive, o gruppi di acquisto, è Groupon, nato dall'idea del giovane Andrew Mason che dapprima creò il sito
The Point per aggregare persone intorno a temi sociali come scioperi e manifestazioni ma poi rapidamente si
orientò verso l'attuale business coniando il nome Groupon, Gruppo e Coupon. Secondo Forbes, Groupon è l'azienda
con il più alto tasso di crescita nella storia e a metà giugno ha depositato il file per l'Ipo di settembre:
vuole incassare 750 milioni di dollari sulla base di una valutazione tra 20 e 25 miliardi che ha fatto gridare
alla nuova bolla. Un'ipotesi che trova conferma dal fatto che LivingSocial, il sito americano di web coupon
diventato il principale rivale di Groupon, a metà luglio ha ipotizzato una quotazione al Nasdaq con l'obiettivo
di raggiungere tra 10 e 15 miliardi di dollari di Ipo. Una febbre di queste dimensioni non poteva non
contagiare l'Europa e l'Italia. La realtà più consolidata è quella di Groupalia, che in un anno, partendo dalla
Spagna, ha raggiunto 9 milioni di utenti ed è presente in 8 Paesi (Spagna, Italia, Brasile, Messico, Argentina,
Cile, Colombia, Perù). In giugno Groupalia Italia ha fatturato 10 milioni facendo rivedere al rialzo gli
obiettivi per l'anno in corso fino a 120 milioni. La società ha recentemente offerto un weekend a Nizza in un
Boscolo Hotel registrando numeri elevatissimi e nettamente superiori a quelli preventivati dallo staff della
catena alberghiera: c'è il pericolo che chi ha comprato il weekend dovrà farlo a novembre. Non poteva mancare
l'aggregatore delle offerte e cos' il 12 luglio è andato online
Iperdeals.com,
un sito dei principali portali di Gruppi di Acquisto (Groupon, Groupalia, Prezzo
Felice, Kgbdeals e via dicendo). Una febbre che può però fare
delle vittime: se non i futuri azionisti, sicuramente i clienti che hanno acquistato i coupon e non riescono ad
utilizzare il servizio. Per ora il fenomeno è sottotraccia e si evidenzia nei blog e nei siti di diritti dei
consumatori. Il forum "la parola al consumatore" cita un fitto dialogo tra utenti inferociti con Groupalia e il
servizio clienti della stessa società promotrice dei deal. Basta riportarne alcuni per comprendere il mood che
sta circolando in una parte della Rete. L'utente Hylton 13 ad aprile ha postato un messaggio molto chiaro: "Ho
acquistato il 21/04/2011 un Coupon del valore di 79 euro per una settimana in Sardegna presso un resort 4
stelle. Finora, non ho potuto prenotare il periodo desiderato per motivi diversi e strani. Il primo motivo è
stato tecnico, poi ora devo aspettare il 14 maggio per sapere se ci sono camere disponibili per il periodo
scelto. Tutto ciò non mi sembra veramente normale. Quindi dopo tre settimane non so se potrei usufruire delle
mie ferie. Propongo a tutti di riunirsi per fare una denunzia comune per vie legali". Dopo due settimane il
servizio di Groupalia risponde in modo, però, incompleto: "Ciao Hylton, a volte capita che i nostri partner si
trovino in situazioni di overbooking, per questo non hai potuto prenotare. Puoi chiedere il rimborso al nostro
servizio clienti scrivendo a contatto@groupalia.com rimaniamo a tua disposizione!" In realtà la policy di
Groupalia, diversamente da quella di altri siti di social shopping, non è quella di riaccredito delle somme:
tramite il servizio Groupalia Care, la società garantisce ai propri clienti ma solo se lo chiedi entro 15
giorni dal momento dell'acquisto e solo sotto forma di altri buoni da utilizzare per l'acquisto di altre
proposte. Il nostro servizio funziona, rispondono alla società, perché noi garantiamo il rimborso dei coupon,
solo che il rimborso avviene attraverso l'acquisto di altri buoni. "Con Groupalia Care aggiungono noi vogliamo
dimostrare ai clienti la nostra ferma volontà di fare del nostro meglio per soddisfare le loro esigenze e per
rendere la loro esperienza di acquisto sempre più serena, sicura e affidabile". Ma insomma è previsto il
rimborso delle somme? "Solo per casi particolari Groupalia è disponibile, in caso di criticità, ad analizzare
le differenti situazioni per cercare di andare incontro il più possibile alle esigenze dei clienti".
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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