«I pagamenti certi sono fondamentali»
di Michele Avitabile
Corriere Economia - Corriere della Sera
Lunedì 15 febbraio 2010
Non tutti i mercati sono pronti per l'export. Perché non tutti hanno un tessuto economico capace di garantire
sempre la solvibilità finanziaria. Dunque conviene attrezzarsi tempestivamente. Sia con una copertura di
tipo assicurativo, sia attraverso una struttura interna aziendale che sappia tenere in continua osservazione
clienti stranieri e crediti maturati. Ne è convinto Fausto Bellamico, 60 anni, amministratore delegato di Emak,
azienda di Bagnolo in Piano, in provincia di Reggio Emilia, che oggi è una delle maggiori produttrici europee
di macchine per il giardinaggio e realizza l'80% del fatturato grazie al mercato estero. «Tenere sotto
controllo il rischio dell'attività commerciale oltreconfine è da sempre uno dei nostri principali obiettivi
- esordisce Bellamico -. Figuriamoci, poi, dopo la bufera finanziaria dell'anno scorso. Prendete, per esempio,
la Russia. Fino al 2008 rappresentava un mercato importantissimo per i nostri prodotti, pari al 15% del
fatturato. Ma l'arrivo della crisi ha determinato una netta flessione della domanda. Basti pensare che gli
ordini sono calati addirittura del 45%. E'evidente che in questa situazione ci sono stati problemi di cash flow
con i distributori locali».
All'emergenza si è fatto fronte gestendo in maniera ancora più oculata le linee di credito. Come il controllo
sulla concessione degli affidamenti, ai quali non è stato fatto superare determinati limiti. «Alla fine
- continua Bellamico - ne siamo usciti bene. E oggi guardiamo al futuro con più ottimismo. Tanto che prevediamo
per la Russia, entro il 2013, un ritorno della crescita economica a due cifre».
Ma c'è un altro paese, la Romania, dove sembra che il livello di rischio sia cresciuto. «Sinceramente non
credo sia così - conclude l'amministratore delegato di Emak -. E poi, diciamolo con franchezza, non è mica il
Venezuela, dove le turbolenze, per usare un eufemismo, sono all'ordine del giorno. Anzi, la Romania, con
22 milioni di abitanti e un grande territorio agricolo e forestale, è una nazione che in prospettiva potrà
essere un mercato ideale per le nostre macchine adatte al giardinaggio. Certo, è indubbio che dovrà rafforzare
moltissimo la sua struttura distributiva, ancora fragile, ma sicuramente ha caratteristiche di rischio più
contenute».
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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