Cerca nei documenti
Cos'è? | Demo | Nuovi utenti | Costi di utilizzo | Partners | Mappa del sito
Business plan online | Approfondimenti | Rassegna stampa | Links | Faq
 
Home page Rassegna stampa Documento
Glossario Scale di rating Vai alla pagina di Facebook dedicata ad analisiaziendale.it Vai alla pagina di LinkedIn dedicata ad analisiaziendale.it Formulario Contatti
Accesso Utenti registrati
UserID
Password
Password persa?
Non hai UserID e Password?
Alcuni servizi sono gratuiti!
Strumenti online riservati agli Utenti registrati:
Analisi di bilancio
Business plan online
Piano di ammortamento del mutuo
Calcolo costo medio ponderato del capitale
Test Basilea 2
Test sulla propensione all'internazionalizzazione
 
 
  Feed back e compatibilità
  Speciale Basilea 2
  Cerca con Sgela  
  Scriveteci una e-mail
 
 
 
  Piano di ammortamento
  Test Basilea 2
  Test internazionalizzazione
 
 
Sono complessivamente disponibili in questo sito in modo gratuito
n. 2.802
documenti per gli Utenti registrati e per i Visitatori
 
 
Elenco principi contabili
Elenco Ias/Ifrs
Elenco Sic/Ifric
Elenco principi revisione
 
 
Le nostre demo
Demo: Accesso all'area riservata e personale
   
Demo: Gestione aziende
   
Demo: Gestione bilanci
   
Demo: Strumento Analisi di bilancio
   
Demo: Strumento Piano di ammortamentoto del mutuo
   
Demo: Strumento Calcolo del costo medio ponderato del capitale (WACC: Weighted Average Cost of Capital)
   
Demo: Test Basilea 2
   
Demo: Test propensione all'internazionalizzazione
   
Demo: Autovalutazione Basilea 2 - Edizioni FAG
   
 
Alcune Faq
E' possibile registrarsi per un periodo di prova?
   
E'possibile vedere il funzionamento di uno strumento senza essere registrati?
   
Quanto costa la registrazione?
   
Mi sono registrato e sto utilizzando gli strumenti online a titolo gratuito. Come fare per abbonarmi ed utilizzare gli strumenti a titolo oneroso?
   
Gli strumenti offerti sul sito possono essere d'aiuto a seguito dell'applicazione degli accordi denominati Basilea 2?
   
Ma i software di autovalutazione che calcolano i rating sono utili e possono fornire un risultato spendibile all'esterno?
   
Lo strumento Analisi di bilancio può essere utilizzato per l'analisi del bilancio d'esercizio di un confidi?
   
  All'interno del Pannello di controllo sono disponibili, per gli Abbonati, informazioni relative allo stato patrimoniale riclassificato, al conto economico riclassificato, all'analisi per indici di bilancio, alla posizione finanziaria netta, al rendiconto finanziario, al check-up veloce, al costo medio ponderato del capitale (WACC - Weighted Average Cost of Capital) e a tutti gli altri strumenti.
Clicca qui per ulteriori informazioni.
  :: Rassegna stampa - Documento

I superbonus e la filosofia del creare valore
di Kalus Schwab (fondatore e presidente esecutivo del World Economic Forum)
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 11 gennaio 2010

Nelle ultime settimane, il problema dei bonus troppo alti per i dirigenti delle società private è l'argomento che più di ogni altro ha catturato l'attenzione dell'opinione pubblica. La discussione è molto accesa ed emotiva, trainata da fattori come l'avidità, l'invidia e lo sdegno morale.
Ci si chiede se i manager non abbiano imparato nulla dagli eccessi che sono la principale causa della crisi economica che stiamo vivendo. Si tratta però di un dibattito superficiale, che non tiene in considerazione il punto fondamentale. Cioè il ruolo che le aziende private (banche incluse) giocano nella società, e il ruolo dei dirigenti all'interno di queste aziende. La discussione sui bonus in realtà è solo il simbolo di una trasformazione molto più profonda del mondo delle imprese. E' una trasformazione che ha implicazioni sociali gravi, e per questo mi ci voglio soffermare.
Quasi quarant'anni fa sviluppai la «teoria dello stakeholder» per le imprese. Secondo questa teoria, l'impresa è una comunità con una serie di «stakeholder»: in altre parole, gruppi sociali direttamente o indirettamente legati all'impresa, e che dipendono dal successo e dalla prosperità dell'impresa stessa. Appartengono alla categoria, naturalmente, gli azionisti e i creditori: ma sono stakeholder anche i dipendenti, i clienti, i fornitori, lo Stato e in particolare la società in cui l'impresa agisce.
L'idea centrale degli incontri di Davos era quella di creare una piattaforma dove i manager potessero incontrare i loro stakeholder e discutere della responsabilità reciproca. Secondo l'approccio della mia teoria, il top management dell'impresa agisce come fiduciario per tutti gli stakeholder, e non solo come fiduciario degli azionisti. Il principio di fondo è che ogni individuo è inserito in comunità sociali dove il bene comune può essere promosso solo attraverso l'interazione di tutti i partecipanti, e anche il successo dell'impresa è inserito in questa interazione.
Abbiamo assistito a una graduale erosione dello spirito comunitario negli anni passati. Il fenomeno risulta evidente non solo nel mondo delle imprese, ma anche nella politica e in altri ambiti. Questa erosione dei valori collettivi è stata più accentuata nel mondo delle imprese ed è anche una delle ragioni principali dell'attuale crisi economica e delle sue conseguenze.
Negli ultimi anni, l'impresa si è trasformata da unità finalizzata, dotata di uno scopo, a unità puramente funzionale: lo scopo di un'impresa - creare prodotti e servizi per il bene comune - nella società è stato rimpiazzato da una filosofia imprenditoriale puramente funzionale, mirata all'ottimizzazione dei profitti nel più breve tempo possibile, al fine di massimizzare il guadagno dell'azionista. Ma se i processi decisionali del management sono scollegati dalla responsabilità del manager per i rischi che si assume, allora il sistema imprenditoriale è distorto.
In questo contesto, l'impresa non è più una comunità organica; diventa una «macchina funzionale per la generazione di profitti», in cui tutte le parti che non adempiono al loro scopo sono sostituibili: manager, dipendenti, prodotti, localizzazioni, ecc. Questo sviluppo è stato particolarmente visibile nel settore terziario - vale a dire nel settore finanziario - dove il collegamento con lo scopo originale di un'impresa, cioè la creazione di valore reale, sostanziale, è, nella migliore delle ipotesi, solo indiretto.
Tutto questo produce delle conseguenze in termini di comportamento individuale: non ci si può aspettare nient'altro che pensieri e azioni improntati all'egoismo da parte di un individuo che sa di essere sostituibile in qualsiasi momento. Invece di un mondo guidato da un sentimento comunitario di dovere nei confronti della società, assistiamo a un ascesa di comportamenti individualistici tesi alla ricerca del profitto, dove la società gioca solo un ruolo secondario.
La crisi in corso dev'essere un colpo d'avvertimento per indurci a ripensare da cima a fondo lo sviluppo della nostra morale, delle nostre norme etiche e dei meccanismi normativi che sorreggono la nostra economia, la nostra politica e la nostra interconnessione globale. Sarebbe un'occasione sprecata per tutti noi se facessimo finta che la crisi è stata semplicemente un brutto sogno, specialmente adesso che stiamo cominciando a vedere i primi segnali di miglioramento, con la crescita dei prezzi delle azioni o i profitti trimestrali che tornano a fare capolino nelle banche (con relativi bonus); segnali che sono, onestamente, solo indicatori finanziari.
Sfortunatamente, la realtà da cui ci stiamo ancora nascondendo appare molto diversa: la crisi finanziaria non si è limitata a produrre un incremento della disoccupazione, che continuerà a perseguitarci ancora per anni. Metterà sotto enorme pressione anche i beni e i servizi pubblici, perché i Governi saranno costretti a rifondere il colossale debito accumulato. I miliardi necessari per coprire il debito dovranno venire da aumenti delle tasse, riduzioni dei servizi sociali e tagli alla sanità, e minori investimenti nell'istruzione e nelle infrastrutture. In definitiva, sarà il contribuente, il cittadino medio, a dover pagare i costi della crisi attraverso una riduzione del suo reddito disponibile.
C'è il reale pericolo che la crisi finanziaria ed economica si evolva in crisi sociale concreta. Ci aspettano tempi difficili. Se vogliamo tenere insieme la società, il senso di comunità e solidarietà oggi è più importante che mai. Questo spirito comunitario è la base del principio dello stakeholder. Dobbiamo abbracciare questo principio non soltanto all'interno dei ristretti confini di un'azienda, ma anche a livello nazionale e globale.
Vista in quest'ottica, la discussione sui bonus è solo il simbolo di un interrogativo più di fondo: riusciremo ad adottare uno spirito più comunitario o ricadremo nelle vecchie abitudini e nei vecchi eccessi, minando ulteriormente la pace sociale?

Traduzione di Fabio Galimberti.

* * *

L'economista che ha fondato il Forum nel 1971
Klaus Martin Schwab, economista tedesco di 72 anni, ha fondato il World Economic Forum nel 1971 con l'originario obiettivo di creare una fondazione non profit impegnata nel miglioramento delle relazioni economiche globali. Poi, nel tempo, poco alla volta, il Forum è andato consolidando il suo attuale status. Ed è in questa veste che organizza annualmente a Davos, in Svizzera, il periodico incontro tra i maggiori leader mondiali della politica e dell'economia, assieme ad una ristretta elite di intellettuali e esponenti del mondo della cultura, con l'obiettivo di discutere assieme e trovare punti di vista comuni sui maggiori temi della globalità: dalla salute all'ambiente.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
Vai ad inizio pagina
 
Servizi gratuiti con Facebook! Clicca qui per info.
In primo piano... 
[  per le aziende e i privati  ]
Gratis con Facebook
Sempre attuali... 
[  a p p r o f o n d i m e n t i  ]
Basilea 2
Il costo medio ponderato del capitale (WACC = ...
Products with long aging period in the agro-food system...
Le società tra professionisti dopo il decreto... (1ª parte)
XBRL e comunicazione finanziaria d'impresa
Focus on... 
[  i n   a r c h i v i o  ]
L'obbligo del preventivo scatta soltanto a richiesta
Professioni e liberalizzazioni il bicchiere mezzo vuoto...
Via le tariffe per i professionisti
Se la finanza si mangia l'economia
Residenze fantasma e niente telefoni: ecco l'identikit...
Così la politica può battere la "dittatura del rating"
Ma senza credito la situazione diventa esplosiva
Banche, la liquidità non basta prima si salva l'euro poi...
Il capitalismo tra le onde del debito
Sulla via di Basilea c'è spazio di manovra
Per le imprese una spinta a ricapitalizzare
Banche, morire per Basilea? No, grazie
Credito: nuova stretta in arrivo per le imprese
Effetto crisi e Basilea 3: credit crunch mondiale stimato...
Derivati
Società professionali, salto nel buio
Studio dunque lavoro, ma l'Italia non spende
Agenzie di rating, l'Europa pronta a rafforzare la vigilanza
Aumentano i fallimenti nel 2011, Lombardia la più colpita
Una banca di casa modello esportazione così si mette...
Pmi a rischio con gli stress test
Ecco le banche «too big to fail»
Intervento Bce a impatto neutro per i conti dell'Eurozona
Riforma degli statuti. Lo slalom degli Ordini tra i paletti...
Fuga di capitali all'estero: come spostare soldi operando...
Micossi: «Investimenti difensivi dove il fisco non va a...
Grande patrimonio, crescita zero. Come e perché in...
Nuovo diritto del lavoro: le criticità dell'articolo 8
Le imprese sono a caccia di quarantenni. Ma la selezione...
Da Fiat alle banche, come curare la febbre del rating
Torna l'incubo "credit crunch"
Fiducia da ristabilire
L'internazionalizzazione inizia dai manager
Ordini professionali: ecco cosa non cambia dopo la finta...
Dai rating alla speculazione. Il dizionario dell'incertezza
Le banche possono sostenere la ripresa
Factor-banche, sfida a colpi di tassi
Confindustria contro avvocati. Costi della giustizia troppo...
Rating: tutto cominciò con le compagnie ferroviarie Usa
Pierdicchi: «Quel nostro errore sui subprime»
Inizio pagina PEC: analisiaziendale@legalmail.it Disclaimer - Condizioni generali di contratto - Cookies - Credits
analisiaziendale.it srl 2001-2012  Analisi e valutazioni online&onsite   Via A. Rubbiani n. 6/2 - CAP 40124 - Bologna
REA CCIAA di Bologna: 461331  Partita IVA: 02712471206   Capitale sociale di euro 10.000 (interamente versati)