Ias 19: valutazioni attuariali del TFR nel bilancio Ias/Ifrs
di Ottavio Santoro (Attuario, responsabile Studio Attuariale.com)
Agosto 2007
Rivisto: ottobre 2007
Il documento di base è stato estratto della versione pubblicata su "Rivista Ias/Ifrs" n.1,
gennaio-marzo 2006 e sulla rivista "Assinews".
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1. Premessa
La recente riforma della previdenza complementare contenuta nel d.lgs. 252/2005 è stata avviata,
con modifiche, dalla legge finanziaria 2007 (Legge 27 dicembre 2006 n. 296). La riforma ha
apportato sostanziali modifiche anche alla valutazione attuariale del TFR disciplinata dallo Ias 19,
di seguito si cercherà di delineare i punti essenziali del nuovo quadro normativo, relativo agli
aspetti attuariali, agli impatti bilancistici sul conto economico e sullo stato patrimoniale.
2. Cenni all'ambito di applicazione Ias/Ifrs
In merito all'ambito di applicazione dell'enunciata valutazione attuariale sul TFR dettata dallo
Ias 19, si fa riferimento alle società che applicano in bilancio i principi contabili
internazionali. In breve, esse sono: società quotate, banche, sim e intermediari finanziari
(ad esempio, Finanziarie, Sgr) sottoposte alla vigilanza della Banca d'Italia, Compagnie di
Assicurazione o società che emettono strumenti finanziari diffusi tra il pubblico nonché tutte
le società che rientrano nell'area di consolidamento di quelle già menzionate (cfr. Regolamenti CE
n. 1602/02 e 1725/03; D.Lgs. n.38/2005).
3. La metodologia attuariale PUCM per lo Ias 19 sul TFR
La metodologia utilizzata per la valutazione attuariale del TFR viene denominata Projected Unit
Credit Method (PUCM) la quale determina dei risultati svincolati dal criterio civilistico
tradizionalmente utilizzato per definire la posta di bilancio.
La valutazione della passività Ias relativa dall'accantonamento del TFR, parte dalla definizione
di basi tecniche demografico-attuariali ed economico-finanziarie. Le basi tecniche
demografico-attuariali partono dalla stima di frequenze relative alla mortalità e all'invalidità
della popolazione dei lavoratori, dei tassi di turn-over aziendale, pensionamenti anticipati,
frequenza ed entità delle anticipazioni di TFR. Le basi economico finanziarie, invece, riguardano
i futuri livelli di inflazione, le dinamiche retributive nominali attese (comprensive delle
dinamiche ex CCNL). In ogni caso, alcune ipotesi economiche riguardanti la collettività dei
dipendenti vengono condivise con l'azienda al momento della valutazione attuariale.
In breve e in forma molto semplificata, la metodologia PUCM può essere descritta come la
simulazione nel futuro degli obblighi nei confronti di ciascun dipendente (successivi salari,
successivi TFR, successive prestazioni erogabili) e nell'attualizzare poi l'impegno alla data di
bilancio.
4. L'impatto della Riforma sulle valutazioni attuariali del TFR
Per giungere alle novità tecniche relative all'applicazione della riforma nella previdenza
nell'ambito dei bilanci relativo allo Ias 19 valutiamo inizialmente la nuova disciplina
civilistica.
La Legge Finanziaria 2007 e tutte le successive fonti secondarie, hanno disciplinato la
destinazione del TFR maturando dei dipendenti delle aziende private. I dipendenti, nel primo
semestre 2007, hanno dovuto scegliere dove destinare il loro Trattamento di Fine Rapporto in corso
di maturazione sino ad oggi gestito esclusivamente dal datore di lavoro e in minima parte destinato
alla previdenza complementare. A prescindere dalle concrete modalità di manifestazione della
volontà possiamo dire che a partire dal 1 luglio 2007 il TFR maturando dei dipendenti viene ad
essere accantonato nei Fondi Pensione Chiusi o Negoziali, nei Fondi Pensione Aperti, nei fondi
residuali o presso il Fondo Tesoreria istituito presso l'Inps oppure, su volontà del lavoratore,
è possibile che il TFR rimanga in azienda (ma solo le società con organico fino a 49 dipendenti).
Per quel che riguarda gli aspetti Ias/Ifrs il nostro interesse ricade sulla valutazione del
"post-employment benefit plan" che continua ad essere garantito dall'azienda e che quindi rientra
nella valutazione Ias 19.
Premesso quanto sopra, ci può essere utile analizzare le varie componenti in cui viene suddiviso
il TFR del dipendente da un punto di vista civilistico:
a) le quote di TFR che rimangono in azienda accantonate sino al 31/12/2006;
b) le quote di TFR che rimangono in azienda accantonate dopo il 31/12/2006;
c) le quote di TFR destinate alla Previdenza Complementare (in qualsiasi forma);
d) le quote destinate al Fondo di Tesoreria istituito presso l'Inps;
e) le quote di TFR destinate fuori azienda per effetto del silenzio-assenso.
La suddivisione di cui sopra richiede una riflessione in merito all'effettivo onere dell'azienda
relativamente alle diverse "destinazioni" delle quote del dipendente.
L'obbligo dell'azienda di garantire il TFR accantonato rivalutato secondo il 75% dell'inflazione
ISTAT più l'1,5% ricade solo sulle quote di cui al punto a) e su quelle al punto b) (solo per le
aziende fino a 49 dipendenti), ne segue che solo per tali contributi dovrà essere mantenuta la
valutazione attuariale sul TFR essendo un "post-employment benefit plan" a differenza degli altri
casi per i quali, l'obbligo dell'azienda, si esaurisce con il versamento dei contributi definiti
dal dipendente o dalla normativa.
5. Le differenze tra gli entro e gli oltre 50 dipendenti
In definitiva, risulta quindi differente la disciplina della valutazione attuariale per le aziende
fino ai 49 dipendenti da quelle con almeno 50 dipendenti. Le aziende più piccole non hanno avuto
consistente impatto Ias per effetto della riforma 2007 se non quello, e solo in rari casi, di aver
visto aumentare i contributi dei dipendenti a forme di previdenza complementare.
Per quel che riguarda le aziende più grandi c'è bisogno di fare un approfondimento, per il fatto
che, a prescindere dalla destinazione del TFR dei dipendenti, sono state concretamente spossessate
del TFR maturando. L'impatto relativo a questo fenomeno viene disciplinato dal paragrafo 115 dello
Ias 19, che disciplina le variazioni strutturali ai "post-employment benefit plan" con l'esigenza
di valutarne l'effetto quantitativo sul bilancio. La valutazione del "settlement" o più spesso
denominata "curtailment" concettualmente dovrebbe essere calcolata per ciascun dipendente a partire
dalla data da cui il suo TFR maturando confluisce fuori azienda, quindi una data variabile tra il
01/01/2007 e il 30/06/2007, solitamente però si procede convenzionalmente con il calcolo di tale
impatto al 31/12/2006 o comunque entro il 30/06/2007.
Tale "curtailment" (cfr. paragrafo 109 e seguenti dello Ias 19) ha messo in luce una riduzione
tendenziale della passività Ias TFR che viene ad essere catalogata tra i proventi non ricorrenti
del costo del personale. Per gli aspetti contabili si può fare riferimento alla recente appendice
alla guida operativa n. 1 approvata dal Comitato esecutivo dell'OIC in data 26/09/2007.
6. Il Current Service Cost
In merito alle altre componenti di conto economico delle modifiche sostanziali riguardano anche il
"current service cost" definibile come il valore attuale medio dei benefici maturati dai dipendenti
nel corso dell'esercizio. Lo stesso, per le aziende più grandi, risulterà pari a zero a partire dal
01/01/2008 e, per le aziende più piccole, continuerà ad essere tanto maggiore quanto più alta è la
porzione di TFR maturando che continua ad essere accantonato in azienda.
Infine, un ultimo aspetto da evidenziare è quello delle dinamiche salariali attese. Si può dire
che, in assenza di accantonamenti di TFR in azienda, a prescindere dalle sue dimensioni, risulta
indifferente sui risultati quantitativi, l'ipotesi sulle future linee salariali.
7. Alcuni cenni alla consulenza attuariale
Per concludere un cenno sulle novità dal lato della consulenza. Lo Studio Attuariale.com
(www.attuariale.com),
ha messo a disposizione di tutti gli utenti registrati la possibilità di calcolare dei preventivi
on line per quanto concerne i costi delle valutazioni attuariali Ias 19 su TFR per contribuire ad
identificare le variabili determinanti utili alle valutazioni e per fornire una valutazione in
merito ai costi della consulenza.
Altri servizi saranno resi disponibili in futuro grazie alla collaborazione tra
www.attuariale.com
e analisiaziendale.it.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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