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Ias 39, le «riserve» dell'Oic
di Matteo Pozzoli
Il Sole 24 Ore
Martedì 6 luglio 2004

L' Oic "frena" lo Ias 39. Come anticipato sul Sole-24 Ore del 2 luglio (ndr: leggi l'articolo dal titolo L'Oic dice sì al «fair value» ma chiede meno rigidità), l'Organismo italiano di contabilità (Oic), ossia l'organismo preposto all'emanazione dei principi contabili nazionali, ha dato nella sostanza un giudizio critico dello Ias 39, o meglio di alcune sue parti, rispondendo alla richiesta di commenti avanzata dall'Efrag (il cui termine scadeva ieri) in merito all'omologazione dello standard in questione.
L'Oic risulta quindi in linea con l'impostazione già assunta dall'Efrag, organismo rappresentativo degli standard setter europei, e - seppur apprezzando gli sforzi fatti dallo Iasb, soprattutto con riferimento alla gestione delle macrocoperture - reputa lo Ias 39 non in grado di tutelare il "bene pubblico" europeo, almeno con riferimento ad alcuni trattamenti proposti. Vediamo la sostanza delle principali critiche sollevate. Rischio di tasso di interesse nella contabilizzazione delle operazioni di copertura. È giudicata positivamente la possibilità di consentire di designare quale elemento coperto (hedged item) una posizione rappresentativa di uno "sbilancio" di attività e passività, anche se le modalità di determinazione dell'inefficacia delle operazioni di copertura è ritenuta non adeguata, in quanto orientata a valutare la correttezza delle previsioni piuttosto che la riduzione del rischio.
Inoltre, fa notare l'Oic, dovrebbe essere prevista una contabilizzazione apposita per le coperture del rischio di tasso di interesse, come auspicato anche dalla Federazione bancaria europea, in ragione della loro particolare natura e finalità rispetto alle "normali" coperture di fair value o di flussi di cassa. A tale riguardo, viene evidenziato come anche il Comitato di Basilea abbia già da tempo predisposto un'apposita gestione del rischio e come una diversa gestione comporterebbe, di conseguenza, l'annullamento di prassi già consolidate nel settore.
Depositi a vista. L'Oic, anzitutto, osserva che il portafoglio dei depositi a vista - i quali costituiscono nella normalità dei casi una rilevante passività per gli istituti finanziari - risulta per gran parte "strutturale", nel senso che raramente non è stabile nel tempo; una sua significativa variazione interesserebbe il presupposto della continuità aziendale piuttosto che la contabilizzazione delle operazioni di copertura. Allo stesso tempo, l'effettivo valore dei depositi difficilmente coincide con il «valore di libro» degli stessi. L'Oic propone, quindi, di trattare la componente stabile dei depositi a vista alla stessa stregua degli altri valori inclusi nel banking book, sia con riferimento alla contabilizzazione delle operazioni di macrocopertura sia per la designazione della passività coperta nel caso di liability net position. La soluzione dello Iasb potrebbe comportare un evitabile aumento di volatilità delle poste reddituali e del patrimonio netto.
Applicazione dello Ias 39 al settore assicurativo. L'Oic considera irrisolti alcuni aspetti con riferimento al settore assicurativo, quali: la previsione di diversi criteri valutativi (mismatch) per la valutazione delle poste dell'attivo e del passivo e la valutazione al fair value dei deposit floor delle passività estinguibili a vista, in quanto la loro sostanza è di rappresentare contratti di risparmio a lungo termine.
Conclusioni. L'Organismo, in sintesi, apprezza gli sforzi e l'indirizzo dato alle modifiche ma critica le soluzioni proposte. Considerato tuttavia che, entro l'estate, la Commissione europea si dovrà pronunciare sull'omologazione dello Ias 39, qualora decidesse di approvare il Principio, l'Oic auspica di arrivare a una omologazione "parziale" del documento, lasciando fuori i trattamenti proposti per le problematiche oggetto di critica e, conseguentemente, prevedendone una disciplina transitoria.
L'Accounting regulatory Committee, braccio tecnico della Commissione europea, dovrebbe invece "promuovere" lo Ias 32, considerate anche le recenti proposte di modifiche in materia di contabilizzazione delle quote delle cooperative bancarie.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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