Ias, i cantieri restano aperti
di Laura Cavestri
Il Sole 24 Ore
Martedì 5 agosto 2003
Per dichiarare definitivamente chiusi i cantieri ci vorranno anni. «E in ogni caso,
saranno costanti le operazioni di manutenzione, per adeguare la normativa
a una realtà sempre più dinamica e integrata. Una normativa che
sarà al 100 per cento a marchio Ce». Dopo le osservazioni raccolte
nelle scorse settimane da «Il Sole 24 Ore» sul tema dei principi
contabili internazionali in costruzione, a parlare è Ugo Marinelli,
dottore commercialista e componente italiano dell'Efrag,
(European Financial Reporting Advisory Group), il braccio
operativo della Commissione europea per l'elaborazione e il
recepimento dei futuri Ias tra i Quindici.
Un organo ritenuto, da alcuni addetti ai lavori, come debole e dal mandato limitato
per riuscire realmente a incidere sullo Iasb che deve redigere la nuova normativa. «Tre anni
fa - spiega Marinelli - il Consiglio europeo di Lisbona decise che le società, in un
mercato finanziario globale, avevano bisogno di regole comuni per riconoscere la
reciproca affidabilità. Primo obiettivo: bilanci comparabili». Così nel 2001, nasce
l'Efrag, istituzione privata con il doppio ruolo di «organo tecnico-consultivo
presso la Commissione prima dell'approvazione formale della disciplina. Ma
soprattutto, giocare d'anticipo, lavorare perché lo Iasb assuma posizioni coerenti
con le esigenze di omologazione dell'Unione. Per far questo, deve tenere conto dei
vari punti di vista "nazionali", così da far emergere una "sintesi europea" dopo
aver consultato imprese, professionisti, banche, assicurazioni e organismi contabili
nei singoli Paesi dell'Unione». «Lo scorso luglio - ribadisce Marineli - lo stesso
Ecofin ha "promosso" 32 dei 34 principi contabili redatti; oltre il 90 per cento.
Credo che sia un successo, se consideriamo che sono solo alcuni capitoli degli Ias
32 e 39 ad essere contestati».
Questioni ristrette a singole categorie, sulla cui soluzione incombe l'appuntamento del
1° gennaio 2004, quando le società dovranno redigere il bilancio comparativo.
«Il fair value, che è sinonimo di volatilità, è applicabile, in genere, a
tutti gli strumenti finanziari ma non a tutte le attività e passività delle
imprese manifatturiere e commerciali. Solo se le passività saranno ricollegabili
ad alcuni tipi di attività, il fair value va applicato sui due fronti». Ma banche
e assicurazioni restano preoccupate. «Le banche hanno già avviato un tavolo di
confronto, sui loro specifici problemi, con lo Iasb. Più complesse le richieste
delle compagnie assicurative, i cui bilanci, tra piani previdenziali e ramo vita,
sono molto variegati. Per loro non esiste ancora una normativa ad hoc; per questo,
l'Efrag ha costituito un sottocomitato di esperti dei bilanci delle assicurazioni».
E l'Italia è pronta al passaggio? «In Italia abbiamo norme tecniche corpose e le
imprese serie già applicano principi contabili nazionali che sono vicini a quelli
internazionali. Non è escluso che i capitoli più controversi degli Ias 32 e 39,
in mancanza di soluzioni condivise, vengano stralciati delle parti da chiarire. E'
importante capire che in una società in continua evoluzione, questa attività normativa
non è a termine, ma sarà continua, fatta di aggiustamenti e revisioni».
E qui si apre l'interrogativo sul ruolo di garante della futura Efrag. «Il ruolo
dell'ente - conclude Marinelli - per ora si ferma a una fase di studio ed elaborazione.
La stessa Ecofin ha ribadito l'importanza di valorizzarne di più mezzi e funzioni.
Ma, dal 2005, sarebbe importante che la Commissione riconoscesse all'Efrag un ruolo di
coordinamento nella uniforme applicazione dei principi. Col tempo servirà una
maggiore interpretazione nel loro impiego quotidiano, per intervenire laddove le
norme non possono prevedere tutto quel che accade nella vita delle imprese».
* * *
Efrag (European Financial Reporting Advisory Group). Nato nel 2001,
è formato da 11 membri ed è il braccio operativo della Commissione europea per
l'elaborazione e il recepimento dei futuri Ias tra i Quindici, la cui adozione fu
decisa dal Consiglio europeo di Lisbona nel 2000. E' un'istituzione privata con il
doppio ruolo. Da un lato quello di organo tecnico-consultivo presso la Commissione
nella fase preparatoria e prima dell'approvazione formale della disciplina.
Dall'altro, e soprattutto, quello di far si che lo Iasb assuma posizioni coerenti
con le esigenze di omologazione dell'Unione. Per farlo deve confrontare le bozze
(exposure draft) emesse dallo Iasb, con i vari punti di vista "nazionali".
Opera a stretto contatto con le associazioni di imprese, professionisti, banche,
assicurazioni e organismi contabili nei singoli Paesi Ue, così da far emergere una
"sintesi europea". Il componente italiano è Ugo Marinelli, dottore commercialista
e docente.
In futuro. Potrebbe assumere un ruolo successivamente all'approvazione
dei principi contabili, come interprete dell'applicazione concreta degli Ias
nelle imprese.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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