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  :: Rassegna stampa - Documento

Ias, ritardi per le big cap
di Pietro Balducci
Plus - Il Sole 24 Ore
Sabato 6 novembre 2004

L' Europa unita dei bilanci sta per prendere il via. Ma le società italiane sono un po' lente ad adeguarsi. Secondo uno studio effettuato dalla società di consulenza Networking IR per «Plus», solo sette delle 40 società dello S&P/Mib 40 hanno fornito delle indicazioni dettagliate nel bilancio 2003 su quali dei nuovi principi contabili Ias inciderà maggiormente sui loro bilanci, così come consigliato dal Cesr, l'organismo di coordinamento cui aderiscono tutte le autorità di vigilanza sui mercati finanziari europei. Lo scorso 30 dicembre il Cesr aveva emanato una raccomandazione che suggeriva un'attuazione graduale nella fase di transizione agli Ias, accompagnata da un'informativa progressiva che illustrasse, a partire dal bilancio 2003, l'impatto dell'utilizzo dei nuovi principi contabili sui conti consolidati. Le uniche società italiane che nel bilancio 2003 hanno fornito dei dettagli circa gli Ias per esse maggiormente importanti sono Autostrade, Banca Intesa, Banca Popolare di Verona, Enel, Fiat, Mediaset e Saipem. Quelle più indietro sono invece le società assicurative.
«Ma c'è un motivo preciso per questo ritardo» sottolinea Marina Brogi Fausti, professore associato di economia dei mercati finanziari all'Università di Roma "La Sapienza" e docente Sda Bocconi. «Le società assicurative, infatti, per quanto riguarda il passivo saranno oggetto di principi Ias ad hoc, che sono ancora sono in fase di definizione. Quindi il ritardo è giustificato». Ad avere meno tempo di tutti, invece, saranno i gruppi bancari, che sono maggiormente influenzati dallo Ias 39, quello relativo alla valutazione degli strumenti finanziari. «La versione definitiva dello Ias 39 è stata approvata solo poche settimane fa, quindi gli uffici contabilità e gli investor relator delle banche hanno pochissimo tempo per assimilarlo e per comunicarne correttamente gli effetti al mercato» continua la Brogi.«Va anche considerato che oltre a prepararsi alla transizione agli Ias, le banche si stanno anche adeguando a Basilea 2 che oltre a modificare i coefficienti patrimoniali ha anche esplicitamente dedicato spazio all'informativa al mercato, a cui viene dedicato il terzo pilastro».
L'idea ispiratrice degli Ias, cioè creare un unico metro contabile per le società europee quotate, «è assolutamente condivisibile e opportuna» commenta la Brogi. «Si pone però il problema dei tempi, considerando che gli ultimi aggiustamenti sono arrivati qualche settimana fa, le società quotate avranno sei mesi per completare i progetti di adeguamento che hanno in corso e predisporre tutto il necessario per pubblicare la prima trimestrale 2005 secondo i criteri Ias». Altre indicazioni sullo stato di avanzamento dei progetti Ias saranno divulgate nei bilanci 2004, le cui bozze verranno approvate dai cda entro il 15 marzo 2005. Dall'indagine dei bilanci 2003 non c'era nessuna indicazione quantitativa relativa all'impatto degli Ias. Solo poche società hanno successivamente dato delle indicazioni quantitative, come Capitalia che le ha fornite durante la presentazione agli analisti di settembre. Sulla base dei bilanci 2003 le società che non hanno divulgato praticamente nulla su come stanno cominciando ad adeguarsi agli standard Ias sono state Terna , Mediobanca, E.Biscom e Seat Pagine Gialle.Per quanto riguarda E.Biscom, c'è da segnalare che è stata premiata di recente al Sesto Annual Ir magazine award come migliore società europea nella categoria delle società ad alto tasso di crescita (in Italia sono comprese nel Nuovo mercato) per la qualità delle sue investor relation. Nel suo bilancio, però, che rappresenta uno degli standard principali nella valutazione delle investor relation, non risulta alcuna specifica informazione circa l'applicazione degli Ias. Nemmeno Terna, che nel 2003 non era ancora quotata, non ha fornito alcuna specifica informazione sull'applicazione degli Ias, esattamente come Mediobanca e Seat Pagine Gialle.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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