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Il debutto divide gli esperti
di Mateo Pozzoli
Il Sole 24 Ore
Sabato 10 luglio 2004

Il rinvio deciso ieri dall'Accounting regulatory committee prende le mosse dalle indicazioni giunte in questi ultimi giorni dall'Efrag: l'European financial advisory group, organismo rappresentativo degli standard setter europei, si è infatti espresso sull'omologazione degli Ias finanziari (gli standard 32 e 39). L'Efrag ha incoraggiato l'adozione dello Ias 32 - anche in viste delle previste, future rettifiche (si veda l'altro articolo, più sotto; ndr: leggi l'articolo dal titolo E Londra lavora al «restyling») - mentre non ha «incoraggiato» né «non incoraggiato» l'omologazione dello Ias 39.
Occorre, anzitutto, rammentare che l'Efrag è organismo tecnico di riferimento dell'Unione europea e a esso l'Unione fa riferimento per valutare la capacità dei principi contabili internazionali (Ias/Ifrs) di rappresentare «in modo veritiero e corretto» la situazione aziendale delle società europee, e contestualmente, di tutelare l'«interesse pubblico europeo» come specificato nell'articolo 3 del Regolamento 1606/2002.
Il parere dell'Efrag non è necessariamente vincolante, ma di esso, inevitabilmente, l'Unione europea deve tener conto. La Ue si trova ora in attesa del giudizio che l'Accounting regulatory committee (cioè il suo organismo tecnico-politico di supporto) fornirà in merito nel suo meeting di settembre. Consideriamo quale è lo stato attuale degli Ias 32 e 39.
Ias 32, esposizione e rappresentazione degli strumenti finanziari. L'Efrag ha incoraggiato l'omologazione dello Ias 32, attendendo di considerare quanto prima la versione finale di una prossima interpretazione Ifric (interpretazioni agli standard Ias/Ifrs predisposte da uno specifico comitato nell'ambito dello Iasb) sulla contabilizzazione delle quote sociali di cooperative.
Ias 39, rilevazione e valutazione degli strumenti finanziari. Per questo standard, l'Efrag ha confermato la propria "spaccatura" interna sulla valutazione del documento; sei degli undici componenti dell'Efrag hanno ribadito la propria avversione all'omologazione del testo oggi in vigore dello Ias 39. L'Efrag, però, incoraggia la «non omologazione» solo quando i due terzi di stesso - in pratica, otto componenti - esprimendo parere sfavorevole si mostrano contrari.
Nel caso dello Ias 39, tuttavia, la maggioranza non si è dichiarata favorevole, pur non raggiungendo il quorum richiesto per la vera e propria bocciatura; perciò l'Efrag ha deciso di non esprimere né parere favorevole né parere sfavorevole all'omologazione. In sostanza, tutto è stato rimandato al giudizio dell'Arc, atteso per ieri e rinviato di due mesi. L'Arc, in ogni caso, non potrà fare a meno di considerare l'orientamento negativo espresso dai tecnici dell'Efrag.
Coloro che si sono mostrati favorevoli all'omologazione hanno dichiarato di considerare positivamente gli sforzi prodotti dallo Iasb per migliorare il documento (macrocoperture e fair value option) e concordano con il trattamento contabile previsto per significativi aspetti, quali la contabilizzazione dei derivati, il passaggio per conto economico di utili e perdite e il meccanismo di valutazione dell'efficacia delle coperture. È risultata fondamentale, per i favorevoli, anche l'intenzione di voler fornire alle società europee uno strumento tecnico per la valutazione degli strumenti finanziari senza il quale il sistema contabile degli Ias/Ifrs resterebbe incompleto. Coloro che si sono dichiarati contrari - un parere sostanzialmente contrario è stato presentato anche dall'Organismo italiano di contabilità, come riferito sul Sole-24 Ore dell'8 luglio: ndr: leggi l'articolo dal titolo Ias 39, le «riserve» dell'Oic) - hanno invece criticato il trattamento contabile di alcune operazioni e voci ritenute fondamentali per l'omologazione del documento: quali la contabilizzazione delle operazioni di copertura e dei depositi fissi, la discordanza nella valutazione di investimenti e deposit floor delle imprese assicurative, nonché l'approccio e le disposizioni concernenti l'efficacia delle coperture effettuate.
Sta all'Arc decidere sia sulla sostanza del documento sia sull'opportunità di arrivare al 2005 con un sistema non completo. Certo è che qualora lo Ias 39 non dovesse passare, dovrebbero essere previste norme transitorie in grado di traghettare le società europee nella prima fase di applicazione degli Ias/Ifrs sino alla pubblicazione di uno Ias 39 rinnovato.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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